Brasile, strage a scuola: “Ho visto almeno sette amici morire. Non so come non sono morto”

Testimonianza di Mateus Moraes (foto), 13 anni, risparmiato dall’assassino.

Ho avuto degli incubi nella vita, ma nessuno è paragonabile a quello che ho visto oggi. La lezione di portoghese stava iniziando quando abbiamo sentito uno sparo all’interno della scuola.

In quel momento, tutti erano in preda al panico. L’insegnante ha lasciato la stanza per vedere cosa stesse succedendo e io non capivo niente.

Sentivamo il suono degli spari sempre più forte. C’è stato un fuggi fuggi. Tutti gridavano e cercavano di nascondersi sotto i tavoli.

Poco dopo, un ragazzo con la camicia verde e pantaloni neri con una pistola in ogni mano è entrato nella stanza. Non ho avuto molta reazione. L’unica cosa che ho fatto è stata quella di alzarmi dalla mia sedia, che sta in prima fila nella sala.

Lui stava in piedi a mezzo metro di distanza dal mio tavolo e ha iniziato a sparare. È stato un vigliacco. Andava vicino ai miei amici che erano sul pavimento, aspettava un po’ e gli sparava in testa, al torace.

Ho visto almeno sette amici morire. Non so come non sono morto. Sono stato in piedi tutto il tempo e pregavo. Ogni volta che smetteva di sparare per ricaricare le armi, urlava che non mi avrebbe ucciso. Il ragazzo urlava: “Stai calmo, grassottello. Ho detto che non ti ammazzo”. Lui parlava così, caricava la pistola e andava dagli altri.

A un certo punto ha lasciato la stanza e ha continuato a sparare all’esterno.

Pochi minuti dopo, il rumore è finito. Ho visto diversi compagni feriti, altri morti, tanto sangue sulle pareti della stanza. Non sapevo cosa fare né come fossi vivo. È stato Dio che mi ha aiutato.

Poco dopo, un ufficiale di polizia ha gridato. Gridava affinché gli studenti che erano in vita lasciassero la scuola.

Sono uscito correndo. Così ho finito per tornare a casa. Ho lasciato il materiale indietro. Ho pianto tutto il giorno, ma ora sono tranquillo.
Non avrò più coraggio di studiare in quella scuola. I ricordi sono molto forti.

via paulopes.com.br

Tratto da : http://illuminatobutindaro.org/2011/04/10/brasile-strage-a-scuola-%E2%80%9Cho-visto-almeno-sette-amici-morire-non-so-come-non-sono-morto%E2%80%9D/


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Contro la ‘preghiera imprecatoria’ insegnata da Fratello Andrea (fondatore di Porte Aperte)

Fratello Andrea, così è stato soprannominato Anne van der Bijl, è un missionario olandese (che oggi ha quasi 83 anni, essendo nato nel maggio del 1928) molto conosciuto nel mondo, in quanto è il fondatore di Porte Aperte (Open Doors), un’organizzazione internazionale interdenominazionale a favore della Chiesa perseguitata.
Questa ben nota organizzazione è nata nel 1955, quando Fratello Andrea, venuto a sapere che i cristiani oltre la Cortina di Ferro avevano un disperato bisogno della Parola di Dio, consegnò una valigia piena di libri cristiani oltre la Cortina di Ferro.

Alla fine degli anni ’60 Fratello Andrea divenne famoso come ‘il Contrabbandiere di Dio’ dal titolo del suo best-seller, che oggi è disponibile in 36 lingue, e che ha contribuito a far conoscere quali siano le condizioni della Chiesa in quelle nazioni dove ci sono regimi che ostacolano e contrastano la fede in Cristo.

La missione di Porte Aperte si occupa di introdurre Bibbie in Cina, Vietnam, e nei paesi musulmani, e organizza seminari e aiuti pratici ai cristiani che soffrono, oltre che provvedere aiuti economici alle loro famiglie e alle famiglie dei martiri.

Nel 1997 Fratello Andrea ha ricevuto il Riconoscimento Per la Libertà Religiosa dall’Alleanza Evangelica Mondiale, per il suo servizio in favore della Chiesa perseguitata.

Ora, fermo restando che il bene fatto da Fratello Andrea e dalla Missione da Lui fondata, è bene, e non lo possiamo chiamare altrimenti; e siamo grati a Dio che tramite questa Missione, nel corso di questi decenni tanti credenti perseguitati a motivo di Cristo hanno potuto ricevere la Bibbia ed aiuti materiali; dobbiamo d’altro canto avvertirvi che Fratello Andrea insegna la ‘preghiera imprecatoria’ contro determinati individui. Spiegherò brevemente in cosa consiste questo suo falso insegnamento, e poi lo confuterò mediante le Scritture.

Nel suo libro E Dio cambiò idea!, Fratello Andrea nel capitolo intitolato ‘Come sconfiggere il nemico’, spiega come si fa a combattere il diavolo in un mondo così ostile. Lui enuncia cinque principi, di cui il terzo dice che ‘dobbiamo imparare a pregare a favore e contro’ (Fratello Andrea e Susan DeVore Williams, E Dio cambiò idea perchè il suo popolo osò pregare, EUN, 1995, pag. 100).

Ora, innanzi tutto va detto che lui – come Carlos Annacondia – insegna a legare l’uomo forte, cioè il diavolo, e comanda ai demoni di andare via da una città o una nazione, in quanto dice: ‘Una volta portai un caro amico di nome Stefanoff sulla città di Plovdiv, in Bulgaria, una città che non aveva alcuna chiesa. Osservammo la città da quell’altezza e pregammo contro l’oppressione che teneva la città in schiavitù, contro le potenze delle tenebre, dell’ateismo, della persecuzione e della tirannia. ‘Legammo l’uomo forte’, come dice di fare Gesù in Matteo 12:29, comandando agli spiriti e ai demoni di andar via. Poi pregammo per le anime di tutti gli abitanti e per la nascita di una chiesa’ (Ibid., pag. 101), il che come ho dimostrato in un altra circostanza non è una pratica biblica.

Ed in secondo luogo, Fratello Andrea insegna a pregare Dio di ammazzare e togliere così di mezzo i nemici della Chiesa e particolari individui.

Ecco cosa afferma: ‘Nello stesso tempo, ci sono certe circostanze, e questo è un campo molto delicato, nelle quali pregare contro può comportare conseguenze estreme che molti di noi non hanno mai preso in considerazione. Mi riferisco alle rare situazioni in cui possiamo addirittura pregare per la morte di persone che hanno venduto l’anima a satana. Qui arriviamo a un estremo che fa paura. E alla luce di ciò che ho detto prima riguardo al benedire gli sconosciuti, posso sembrare incoerente, per non dire senza amore. Ma non credo sia vero. Noi dobbiamo continuare a sperare che coloro che si dedicano attivamente al servizio del diavolo abbiano infinite opportunità di ravvedersi; ma se sono troppo induriti per cambiare, credo che possiamo chiedere a Dio di cambiare idea sul fatto di lasciarli in vita. Ci sono eccezioni alla maggioranza delle regole, comprese quelle di Dio. La regola di Dio per eccellenza è l’amore, ma ecco l’eccezione: Egli non ama satana, nè i demoni al suo servizio, nè il male che satana perpetra per mezzo di coloro che sono suoi schiavi. Neppure noi dovremmo amare costoro (Salmo 97:10; Amos 5:15; Romani 12:9). Certo, non dobbiamo pregare per la fine di nessuno, se non siamo assolutamente sicuri della volontà di Dio al riguardo; ma ci sono occasioni in cui ritengo che ci siano le premesse per una simile preghiera. Dobbiamo riconoscere che ci sono persone nel mondo completamente controllate da satana che finché vivranno non faranno altro che male. Per esempio, potrei citare Hitler e Stalin, di cui ho studiato accuratamente le biografie (ho centinaia di biografie nella mia libreria; leggerle è il mio hobby). Posso dire senza esitazione che entrambi erano venduti al cento per cento al diavolo e potrei andare anche oltre, dicendo che chi ha pregato per loro ha sprecato il suo fiato. So che questo può apparire scioccante, perché stiamo parlando di situazioni estreme, di preghiere di vita o di morte e di anime che non si possono più redimere. Ma sono convinto che nulla nelle Scritture lasci spazio al minimo dubbio che persone come Stalin o Hitler si possano salvare; al contrario, la Bibbia dice che uomini come loro devono morire, perchè inquinano e infangano la terra con la loro violenza e i loro bagni di sangue e producono solo angoscia e sofferenza all’umanità (Numeri 35:31-33). Perciò, mentre avverto che dobbiamo fare molta attenzione al riguardo per non cercare di manipolare Dio per scopi egoistici, io credo che ci siano casi in cui possiamo chiedere a Dio di fare qualcosa di più che togliere il potere a certe persone. Possiamo pregare per la morte di assassini e di persecutori d’innocenti che sono senza scrupoli e irrecuperabili. Includerei in questo gruppo anche chi uccide i nostri figli, per esempio i capi del commercio della droga o della pornografia infantile, e certi assassini che riconoscono apertamente di adorare satana e di ubbidire ai suoi comandi. Questa gente vive solo per distruggere e non è nella volontà di Dio che le cose procedano così. Forse ricorderai la vecchia storia di quei credenti che pregavano Dio di mostrare loro come liberarsi dalle ragnatele che coprivano la finestra più alta della chiesa. Essi erano costretti a chiamare periodicamente una squadra appositamente attrezzata per ripulire le ragnatele ed era una spesa che non potevano sostenere. Dopo varie settimane di preghiere intermittenti alla ricerca di una risposta, uno degli anziani raggiunse finalmente il cuore del problema e pregò: ‘Signore, uccidi i ragni!’ Ci sono momenti estremi in cui abbiamo il diritto e la responsabilità di fare lo stesso’ (Ibid., pag. 102-103).

Questo insegnamento di Fratello Andrea è falso in quanto sia negli insegnamenti di Gesù Cristo che in quelli degli apostoli non troviamo alcuna traccia di preghiere imprecatorie contro i malvagi o i nemici della verità affinché Dio li uccida e tolga di mezzo.

Certamente sotto l’Antico Testamento ci sono esempi di preghiere o invocazioni rivolte a Dio di togliere di mezzo i malvagi o i propri nemici. Vi furono uomini, come Davide per esempio, che pregarono Dio affinché distruggesse i loro nemici’, ma sotto la legge vigeva il precetto che diceva: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico; questo lo confermò Gesù stesso quando disse ai suoi discepoli: “Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico” (Matteo 5:43; Levitico 19:18), quindi non c’è da meravigliarsi se Davide, pur essendo un uomo secondo il cuore di Dio, quando pregava Dio per i suoi nemici, diceva: “Li colga una ruina improvvisa. Spandi l’ira tua su loro. Siano ridotti al silenzio nel soggiorno dei morti” (Salmo 35:8; 69:24; 31:17). Ma ora, sotto la grazia, vige il comandamento che dice: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” (Matteo 5:44), e difatti Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso? E se fate accoglienze soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:43-48). Quindi non è ammissibile che un figliuolo di Dio chieda a Dio la morte dei suoi nemici. Comunque, anche sotto la legge vi furono uomini che pregarono in favore dei loro avversari; uno di questi fu Mosè. La Scrittura dice che dopo che tornarono al campo i dodici esploratori che Mosè aveva mandato ad esplorare il paese di Canaan, gli Israeliti, sentendo dire, a dieci di loro: “Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese che divora i suoi abitanti; e tutta la gente che vi abbiamo veduta, è gente d’alta statura; e v’abbiam visto i giganti, figliuoli d’Anak, della razza dei giganti, appetto ai quali ci pareva d’esser locuste; e tali parevamo a loro … Noi non siam capaci di salire contro questo popolo; perchè è più forte di noi” (Numeri 13:32,33,31), mormorarono contro Mosè ed Aaronne e parlarono di lapidarli. Quando Dio sentì proferire quelle mormorazioni disse a Mosè: “Io lo (il popolo d’Israele) colpirò con la peste, e lo distruggerò … ” (Numeri 14:12), ma Mosè pregò Dio per quegli increduli che lo volevano lapidare (secondo che è scritto: “Mosè, suo eletto, stette sulla breccia dinanzi a lui per stornare l’ira sua onde non li distruggesse” [Salmo 106:23]); egli rivolse questa supplicazione a Dio in favore del popolo di Israele: “Deh, perdona l’iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua benignità, nel modo che hai perdonato a questo popolo dall’Egitto fin qui” (Numeri 14:19), e Dio lo esaudì, infatti gli disse: “Io perdono, come tu hai chiesto” (Numeri 14:20).

E che Gesù era contrario a questo tipo di preghiera (cioè alla preghiera imprecatoria), è evidente anche leggendo questo episodio trascritto da Luca: “Poi, come s’avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme. E mandò davanti a sé de’ messi, i quali, partitisi, entrarono in un villaggio de’ Samaritani per preparargli alloggio. Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme. Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni, dissero: Signore, vuoi tu che diciamo che scenda fuoco dal cielo e li consumi? Ma egli, rivoltosi, li sgridò. E se ne andarono in un altro villaggio” (Luca 9:51-56). Nella versione Diodati leggiamo che Giacomo e Giovanni “dissero: Signore, vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo, e li consumi, come anche fece Elia? Ma egli, rivoltosi, li sgridò, e disse: Voi non sapete di quale spirito voi siete. Poichè il Figliuol dell’uomo non è venuto per perder le anime degli uomini, anzi per salvarle”. Ora, se Gesù non volle che quegli uomini fossero distrutti da Dio con il fuoco, chi siamo noi da metterci ad invocare Dio di uccidere coloro che ostacolano la diffusione del Vangelo? E poi, io dico, ma Fratello Andrea ha dimenticato quale fu la preghiera di Gesù sulla croce per coloro che lo crocifissero e lo oltraggiarono? Leggiamo infatti che Gesù disse: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Anche Stefano, che fu un fedele testimone di Cristo, peraltro ripieno di Spirito e di sapienza, poco prima di morire, invocò Dio a favore dei suoi nemici che lo lapidarono, infatti leggiamo: “Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: Signore, non imputar loro questo peccato. E detto questo si addormentò” (Atti 7:60).

Veniamo ora all’apostolo Paolo: nei suoi insegnamenti non scorgiamo alcuna esortazione a fare qualche preghiera imprecatoria contro degli uomini affinchè Dio li uccida, anzi troviamo una esortazione che è opposta a quella fatta da Fratello Andrea, infatti egli dice a Timoteo: “Io esorto dunque, prima d’ogni altra cosa, che si facciano supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo menare una vita tranquilla e quieta, in ogni pietà e onestà. Questo è buono e accettevole nel cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:1-4). Si noti che Paolo non parla di imprecazioni da fare contro quelle autorità o quegli uomini che sono nemici della Chiesa, o che sono estremamente malvagi, ma di supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti.

E’ evidente dunque, che alla luce della Scrittura, le parole di Fratello Andrea sono mendaci, e costituiscono del lievito da cui guardarsi, perchè trascinano i credenti a odiare i loro nemici, perchè se io mi sento autorizzato a pregare Dio di maledire i miei nemici, questo vuol dire che devo odiare i miei nemici. Ma Gesù, come abbiamo visto, ha detto che dobbiamo amare i nostri nemici, e poi ha anche detto di fare del bene a quelli che ci odiano (cfr. Luca 6:27). E come possiamo dimostrare amore verso di essi e fare loro del bene, se desiderassimo che essi muoiano e quindi pregassimo Dio di ucciderli? Non sarebbe tutto ciò una contraddizione netta?

L’amore non fa male alcuno al prossimo, e quindi noi figliuoli di Dio non possiamo assolutamente pregare Dio di uccidere i nostri nemici. Ci penserà Dio a farli morire, quando ha deciso lui.
E poi, questo insegnamento di Fratello Andrea, va ad intaccare la sovranità di Dio, perchè è Dio che stabilisce le autorità (cf. Romani 13:1-2), ed anche se esse si comportano in maniera spietata e malvagia, continuano ad essere delle autorità stabilite da Lui – di cui Dio si serve per adempiere i suoi disegni tra i quali c’è quello di provare i santi e quindi affinarli mediante l’afflizione – che lui deporrà quando vuole Lui e come vuole Lui. Tenete presente infatti che il Signore fece perire Faraone – che era stato Dio a suscitare e indurare per mostrare in lui la Sua potenza, e perché il Suo nome fosse pubblicato per tutta la terra – quando e come volle Lui.

E dato che siamo in tema, tenete anche presente che mentre il re Nebucadnezzar faceva vivere e morire chi voleva, e innalzava e abbassava chi voleva (Daniele 5:19), Dio lo chiamò “mio servitore” (Geremia 27:6) perchè egli offrì dei servigi a Dio tra qui quello di distruggere il regno di Giuda e la città di Gerusalemme a motivo delle loro trasgressioni. Naturalmente venne poi il giorno in cui Dio tolse dalla terra il re Nebucadnezzar, ma questo avvenne quando e come volle Dio.

La vendetta appartiene a Dio, e Lui a suo tempo fa giustizia ad ognuno, quindi coloro che soffrono per mano delle autorità o di persone malvagie che non ricoprono posti di autorità nella nazione, sopportino con pazienza le afflizioni che sperimentano a cagione di Cristo, raccomandando la loro anima a Dio e facendo il bene, sapendo che la loro causa è davanti al trono di Dio e che a Suo tempo Dio renderà afflizione a coloro che li hanno afflitti.

Concludo dicendo questo: il desiderio dei giusti è il bene soltanto (Proverbi 11:23), e quindi il nostro desiderio e la nostra preghiera è che gli uomini siano salvati (Romani 10:1), non importa quanto malvagi essi siano. Dio, dal canto suo, salverà coloro che ha decretato di salvare i quali quindi entreranno a far parte del popolo di Dio: mentre gli altri continueranno a vivere violando i suoi comandamenti fino a quando Dio li farà sparire dalla faccia della terra, ma Dio non richiede da noi nessuna preghiera imprecatoria contro nessuno di costoro affinchè Egli li uccida.
Nessuno vi seduca fratelli con vani ragionamenti.

La grazia del nostro Signore sia con voi.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2011/01/20/contro-la-preghiera-imprecatoria-insegnata-da-fratello-andrea-fondatore-di-porte-aperte/

 

Per amore del Signore guardatevi da …

“Alessandro, il ramaio, mi ha fatto del male assai. Il Signore gli renderà secondo le sue opere. Da lui guardati anche tu, poiché egli ha fortemente contrastato alle nostre parole.” (2 Timoteo 4:14,15)

Come Paolo ha messo in guardia Timoteo da Alessandro, che gli ha fatto del male assai, così anche oggi tutti noi abbiamo l’obbligo di mettere in guardia i credenti da tutti i falsi fratelli, dai cattivi operai, dai falsi profeti, dai falsi dottori, dai disordinati, perché questi danneggiano la vigna del Signore, e sorge la necessità che i malvagi vengano, dopo essere chiaramente riconosciuti, isolati ed infine tolti di mezzo dal popolo di Dio.

Ci sono taluni, però, che seguendo il senso delle cose degli uomini e non il senso delle cose di Dio, sotto una certa forma di buonismo sterile, difendono i malvagi, e questo avviene perché non hanno il desiderio né la capacità spirituale di opporsi ai lupi e alle volpi che danneggiano la vigna del Signore. Non avviene solo questo, ma hanno persino il coraggio di aggredire i santi che mettono in guardia i fratelli dai pericoli a cui possono andare incontro nel loro cammino spirituale. Ciò porta maggiore discredito al buon nome dell’Iddio vivente se a fare ciò sono i conduttori delle comunità.

A motivo di queste cose, fratelli, ho voluto presentare alla vostra meditazione alcuni passi che esortano tutti i santi a badare a loro stessi e a guardarsi dai falsi ministri, dai cattivi operai e da tutti quegli uomini che non vivono seguendo i precetti della Parola di Dio, ma seguono i desideri della carne, i loro propri piaceri e l’unico dio che servono è il loro ventre.

1) “Ed egli dava loro de’ precetti dicendo: Badate, guardatevi dal lievito de’ Farisei e dal lievito d’Erode!” (Marco 8:15)

Gesù con tali parole ha messo in guardia i suoi discepoli dalle dottrine dei Farisei che contrastavano i comandamenti di Dio, per seguire le loro tradizioni. Tali dottrine erano definite lievito da Gesù, per mettere in evidenza che come un pochino di lievito fa lievitare tutta la pasta, così, le false dottrine che vengono insegnate nella chiesa e vengono tollerate, non restano senza portare danno; benché talune falsità siano ritenute cose di poco conto, pure, come un po’ di lievito fa con la pasta, così tali false dottrine contaminano la chiesa e provocano dei danni notevoli ai credenti. La tolleranza di una piccola eresia è preludio d’ingresso di altre più grandi.

Quindi, è conforme alla volontà di Dio ed alle sacre Scritture, mettere in guardia i fratelli da certe false dottrine, che siano ritenute piccole o grandi, per far sì che non accada nulla di male ai santi, ma vivano una vita in piena comunione spirituale in Cristo Gesù, liberi da ogni contaminazione di carne e di spirito, per essere trovati irreprensibili nel giorno del Signore.

2) “Badate dunque come ascoltate: perché a chi ha sarà dato; ma a chi non ha, anche quel che pensa d’avere gli sarà tolto.” (Luca 8:18)

Fratelli, con questo passo Gesù esorta tutti i santi a vegliare e a badare bene a ciò che si ascolta dai pulpiti e che si leggono dai libri. Il credente è chiamato a stare in guardia, a fare attenzione, deve essere sempre pronto a discernere il bene dal male, le false dottrine da quelle vere, i buoni operai dai cattivi operai. Sì, fratelli, bisogna essere attenti a ciò che si mangia e che si beve spiritualmente, è necessario pregare Iddio che dia discernimento e pregare del continuo per stare in costante comunione spirituale con Lui e applicarsi del continuo nel discernere il bene dal male. Quand’anche il vostro pastore, dopo molte prediche corrette, si mettesse a predicare delle eresie, voi dovete rigettarle, perché, nello stesso modo in cui fate bene ad accettare i buoni insegnamenti, così fate altrettanto bene nel rigettare gli insegnamenti falsi e non confermati dalle sacre Scritture (esaminate ogni cosa e ritenete il bene). Per avere il discernimento spirituale sono necessarie principalmente due cose: la prima è che bisogna passare del tempo in preghiera nella propria cameretta con il Signore ogni giorno; la seconda è che bisogna studiare la Parola di Dio del continuo. Per quanto riguarda la conoscenza delle sacre Scritture non è sufficiente imparare qualcosa soltanto dagli insegnamenti che ricevete per mezzo degli anziani in comunità, ma dovete provvedere da voi stessi a casa vostra allo studio della Parola di Dio (notate bene che ho usato la parola “studio” e non “semplice lettura”, la quale, quest’ultima non è male praticarla, ma non è sufficiente, in quanto il credente è chiamato a studiare le parole dell’Iddio vivente e vero, per mezzo delle quali, Egli, ci ammaestra e ci fa conoscere la sua perfetta volontà). Con la preghiera si entra in comunione con Dio e con lo studio della Parola si riceve discernimento e conoscenza delle sacre Scritture e così è possibile ritenere gli insegnamenti corretti biblicamente e rigettare quelli falsi.

Quando diciamo che amiamo Dio, dobbiamo anche pensare che l’amore costa fatica e sacrificio, quindi, se non dedichiamo del tempo in preghiera e nello studio della Parola di Dio non c’è la manifestazione di questo amore, ma diventa solo ipocrisia, perché si finisce per assomigliare ai farisei, i quali “dicono e non fanno”.

Domandatevi, fratelli, perché voi dovete continuare a dormire e mangiare il pane misto a pietre che oggi vi servono dal pulpito? Non fatevi nessuno scrupolo nel rigettare i falsi insegnamenti, in quanto dovete sapere questo: chi vi sta insegnando eresie e cose false vi sta somministrando del veleno che vi fa prima assopire spiritualmente e poi vi porterà alla morte definitiva. Inoltre, chi vi insegna delle falsità, non si sta di certo curando del bene delle vostre anime, quindi neppure voi dovete avere scrupoli nel rigettare le falsità che riuscite a discernere, per il bene della vostra anima. Non deve importarvi il fatto che chi predica è pastore, perché anche se fosse un angelo che vi annunziasse un altro evangelo, voi non dovete accettarlo, voi siete stati comprati a prezzo, dal Signore nostro Gesù Cristo, da lui dovete dipendere prima, e non dal vostro pastore. Domandatevi, fratelli, in caso le parole del pastore contrastino con le parole degli apostoli e dei profeti, a chi dovete dare retta? Lo so, il pastore si giustificherà con i suoi sofismi e i suoi ragionamenti vani, con un viso lucente e sorridente cercherà di convincervi che ha ragione lui, ma voi, come accadde ad Eva nel giardino dell’Eden, vi fate così facilmente convincere? Così non sia.

Vegliate, fratelli, vegliate sulle anime vostre, perché fino a quando sarete in vita il pericolo per le vostre anime derivante dalle false dottrine sarà sempre incombente.

3) “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue.” (Atti 20:28)

In questo passo Paolo parla agli anziani di Efeso, esortandoli, prima di tutto, di badare a loro stessi, a stare in guardia ed esaminare la loro vita per vedere se ogni giorno sono in comunione spirituale con il Signore; in secondo luogo Paolo esorta gli anziani di badare alle pecore del gregge che gli sono toccate in sorte. Badare alle pecore s’intende anche metterle in guardia da tutte le false dottrine, dalle pratiche non bibliche che oggi circolano indisturbate in mezzo alla chiesa di Dio. Le dottrine sono come l’erba per le pecore, se l’erba è avvelenata, le pecore si ammalano e poi muoiono; così è per i credenti, se imparano insegnamenti falsi, la loro coscienza ne avrà danno e la loro anima sarà sottoposta a grave pericolo.

Ora, una parola a voi che siete gli anziani del gregge, se voi non proteggete le pecore dai lupi, dai cattivi operai, dai falsi profeti e dai falsi ministri e dalle cose contrarie alla Parola di Dio, chi lo farà in vece vostra? Ebbene, se non lo fate voi, Iddio darà incarico ad altri di farlo, come già sta facendo, perché molti di voi, ormai, si sono addormentati, sono come dei cani incapaci di abbaiare, non vedono nessun pericolo arrivare sopra la chiesa, sono ciechi e si sono gonfiati d’ orgoglio, non accettando la giusta riprensione, si dimostrano insensati e privi di sapienza.

Oggi, molti anziani, sviati quanto alla verità della Parola di Dio, invece di difendere il gregge dagli attacchi dei falsi ministri, accusano quelli che mettono in guardia le pecore, difendendo, quindi, i cattivi operai che danneggiano la chiesa con i loro insegnamenti velenosi e con le loro pratiche abominevoli. Costoro, invece di scagliarsi contro la menzogna, si avventano contro quelli che annunziano la verità e denunciano la menzogna e riprovano il peccato.

A voi, che siete gli anziani del popolo di Dio: quando la finirete di comportarvi in modo insensato? Ormai la vostra stoltezza sarà resa nota a tutti, e tutti vedranno chi realmente siete.

Ma Iddio è misericordioso, fate cordoglio, pentitevi della vostra follia e della vostra negligenza nello studio della Parola di Dio, gridate al Signore con un cuore sincero ed uno spirito contrito, ed Egli vi ridonerà la pace e la gioia, vi ristabilirà nell’incarico e voi e tutta la comunità ne avrete un gran bene (e noi avremo meno lavoro da fare e più collaboratori).

4) “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.” (Matteo 7:15)

Con questo passo Gesù ci avverte che dobbiamo guardarci dai falsi profeti. Quindi, dovete domandarvi: oggi chi sono i falsi profeti? I casi sono due, o non ce ne sono oggi, quindi le parole di Gesù sono vane, oppure i falsi profeti ci sono e non li avete riconosciuti. Non riconoscere un falso profeta può provocare gravi danni alla chiesa, può farla cadere nella paura dell’uomo e si aprono delle porte ad ogni falsa rivelazione che questi uomini corrotti proferiscono. Sappiate che la Parola di Dio insegna che il Signore, permettendo ai falsi profeti di proferire le loro false rivelazioni e le loro false profezie, mette alla prova il suo popolo, per sapere se ama Iddio veramente con tutto il cuore e con tutta l’anima (vgs Deuteronomio 13). Chi dice di amare il Signore deve temere Iddio e osservare i suoi comandamenti, la Sua Parola, deve obbedire alla Sua voce e servire solo Lui, badando di non essere sedotto e portato lontano dalla verità.

Dunque, fratelli, considerato che i falsi profeti sono sicuramente presenti in mezzo alle chiese, voi avete il dovere di riconoscerli e di rigettarli, non dando loro retta in nessuna maniera, per non cadere nell’apostasia dall’Eterno.

I falsi profeti si riconoscono anche dal fatto che dicono di aver ricevuto delle rivelazioni particolari da Dio che contrastano con le sacre Scritture, oppure riguardano cose che non sono scritte, e dovete sapere che Dio non dà rivelazioni contrarie alla Sua Parola e che annullano quanto scritto in essa, altrimenti si contraddirebbe. Per quanto riguarda le rivelazioni che concernono cose che non sono scritte, l’apostolo Paolo ci avverte con queste parole: “Or, fratelli, queste cose le ho per amor vostro applicate a me stesso e ad Apollo, onde per nostro mezzo impariate a praticare il “non oltre quel che è scritto”; affinché non vi gonfiate d’orgoglio esaltando l’uno a danno dell’altro.” (1 Corinzi 4:6)

Atteniamo strettamente a quanto è scritto e lasciamo stare le favole inventate su cose che non sono scritte.

Inoltre, i falsi profeti annunziano cose future che NON SI AVVERANO, quindi profetizzano falsamente. In questi casi è molto semplice riconoscerli, appunto perché dicono che Dio ha parlato attraverso di loro, ma ciò non è vero, perché la Parola di Dio si avvera sempre, mentre la loro parola no.

Per approfondire l’argomento è necessario studiare bene le Scritture sacre sull’argomento dei falsi profeti, così numerosi nella chiesa di oggi.

Talvolta Iddio permette che certi segni avvengano per le mani dei falsi profeti, in questo caso è più difficile riconoscerli, ma rimanendo attaccati alla fedel Parola, Iddio li manifesterà e gli eletti non rimarranno sedotti da costoro.

Per fare qualche esempio pratico, considerate che Benny Hinn ha profetizzato falsamente diverse volte, pertanto è certo che è un falso profeta. Purtroppo però, molti credenti che hanno poco discernimento lo ritengono un grande uomo di Dio, mentre non lo è affatto, sia perché ha profetizzato cose che non si sono avverate, sia perché insegna delle eresie e sia perché si conduce in modo disordinato e scandaloso, basti pensare che è stato fotografato a Roma con un’altra predicatrice, presi per mano, ma B. Hinn è sposato, quindi è un chiaro caso di infedeltà di fronte alla moglie. Poi non vive con il necessario, ma nella ricchezza e neppure in questo assomiglia a Gesù Cristo. Quand’anche Iddio avesse guarito in seguito alle sue parole, ciò non libera il credente di ritenerlo come falso profeta e falso dottore.

Chi ha orecchie oda.

5) “Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quei della mutilazione;” (Filippesi 3:2)

I.) La Parola di Dio esorta i santi a guardarsi anche dai cani, cioé da quelle persone che anche se sono stati purificati dai loro peccati, arrivano ad un certo punto del loro cammino col Signore e mutano parere e condotta, ritornano al loro vomito, ricostruiscono quello che una volta avevano distrutto. Ritornano, insomma, a camminare secondo la carne e non camminano più per lo Spirito. Anche da queste persone dovete guardarvi, perché anche questi vi faranno del male e si scaglieranno contro tutti quelli che vogliono santificarsi e vivere una vita santa.

II.) Poi vi dovete guardare dai cattivi operai, i quali si trovano in una posizione di servire la chiesa, ma in realtà anziché servire i fratelli, fanno in modo che i fratelli servano loro, li sfruttano in varie maniere e signoreggiano su di essi. Fratelli, guardatevi dai prepotenti, dagli insensati e da quei ministri che non conoscono le sacre Scritture, perché prima devono insegnare a loro stessi e devono condursi come piace al Signore e solo dopo potranno insegnare agli altri.

III.) Inoltre, dovete sapere che ancora oggi ci sono coloro che presentano degli insegnamenti che concernono la legge di Mosè e li vogliono imporre ai santi.

Ci sono, infatti, coloro che insegnano che bisogna osservare il sabato; quelli che impongono la decima ai santi; sì, perché la decima fa parte della legge di Mosè ed è stata abolita dalla grazia in Cristo Gesù, quindi i santi non hanno nessun obbligo sotto la grazia di pagare la decima. Hanno, sì, il dovere di dare secondo le loro possibilità per i poveri (ho detto per i poveri e non per comprare locali di culto grandi e inutili e luoghi di villeggiatura), ma i santi non hanno l’obbligo di versare la decima. Non temete, fratelli, perché nessuna maledizione vi colpirà se voi non date la decima, perché la maledizione della legge è stata inchiodata sulla croce nel corpo di Cristo Gesù, quindi è stata tolta di mezzo e non può più cadervi addosso. Chi vi lancia la maledizione scritta in Malachia è ignorante nella conoscenza delle Scritture ed è mosso solo da interessi personali e non da carità verso il popolo di Dio. Non li temete, dunque, ma guardatevi da loro.

Un’altra pratica che si riferisce alle leggi mosaiche è la presentazione dei neonati in chiesa. Anche questa è una pratica che sotto la grazia non deve essere osservata. Soltanto che taluni hanno ritenuto opportuno sostituire il battesimo dei neonati in qualche altra maniera, ed ecco che è sorta questa pratica della presentazione dei neonati.

A voi genitori vi dico, che non basta che i vostri figli siano presentati al Signore un giorno in tutta la vita, ma li dovete presentare ogni giorno in preghiera, nella vostra cameretta, solo così Iddio li benedirà. Quindi, se prima non lo sapevate, ora lo sapete che dovete pregare per i vostri figli tutti i giorni della vostra vita, affinché Iddio li benedica e venga il giorno in cui li salvi. Il rito della presentazione oggi è solo una tradizione degli uomini, che fa parte di quelle prescrizioni della legge che erano ombra di cose che dovevano venire.

Vedete, fratelli, vi ho citato solo alcuni passi della Bibbia, affinché voi stiate attenti e vi guardiate da tutti coloro che non vogliono osservare la Parola di Dio, che si conducono da nemici della croce, che sono nuvole senz’acqua, che non portano frutto, sono incapaci di compiere buone opere, non conoscono le sacre Scritture, non hanno sapienza né intelligenza spirituale, signoreggiano il gregge, profetizzano falsamente e dicono di avere rivelazioni quando il Signore non ha parlato loro, ma parlano per presunzione.

Ce sono molti altri passi nella Parola di Dio che concernono la perseveranza e il stare in guardia e vegliare, i quali farete bene a studiare e a mettere in pratica, per il bene dell’anima vostra.

Che Dio vi benedica e vi guardi da ogni male, preservandovi dagli uomini malvagi e molesti.

Pace a voi, fratelli, e amore con fede da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

Tratto da : http://labuonastrada.wordpress.com/2010/08/08/per-amore-del-signore-guardatevi-da/#more-4656

ADI: la preghiera del Padre nostro non è più una preghiera da rivolgere a Dio

Introduzione

Francesco Toppi, ex presidente delle Assemblee di Dio in Italia, ha scritto: ‘… il ‘Padre nostro’ era una preghiera per il periodo precedente alla morte, risurrezione e glorificazione di Gesù Cristo’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, Roma 2004, Seconda Edizione, pag. 164).
In altre parole, il ‘Padre nostro’ non è più una preghiera da dire a Dio, e questo perché nel libro degli Atti ogni qual volta c’è un riferimento alla preghiera non è mai menzionata questa specifica preghiera insegnata da Gesù (Ibid., pag. 163).

Confutazione

Ora, è vero che negli Atti, come anche nelle epistole, non è mai menzionata la preghiera del ‘Padre nostro’, ma arrivare per questo alla conclusione che essa non va più detta così come è scritta, la ritengo una cosa sbagliata. Perché si fanno passare le parole di Gesù “voi dunque pregate così …” (Matteo 6:9), come parole ormai sorpassate. Come parole che si riferivano solo al periodo precedente alla sua morte, il che non può essere vero. E poi, se fosse vero quello che dicono le ADI in merito alla preghiera del Padre nostro, allora dovremmo concludere pure che il luogo dove Gesù disse ai suoi discepoli di andare a pregare al Padre loro, era solo per quel periodo. Che disse Gesù prima di dire ‘voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli …’? “E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate” (Matteo 6:5-8). Ora, io domando: ‘E’ lecito fare passare queste parole di Gesù per parole valide solo per il periodo precedente alla sua morte? Io dico di no.

Dunque, quando un credente prega in privato chiuso nella sua cameretta (e perché no? anche pubblicamente), può tranquillamente dire il ‘Padre nostro’. E’ una preghiera tuttora valida ed efficace se detta con fede. Certo, non dobbiamo prenderla come una sorta di ‘formula magica’, e neppure dobbiamo metterci a ripeterla e ripeterla meccanicamente come fanno i Cattolici Romani, pensando di essere esauditi perché la diciamo tante volte; ma se noi la diciamo con umiltà e fede, di certo Dio ascolterà il nostro grido e ce ne darà la ricompensa.

Infine vorrei dire che il fatto che questa preghiera insegnata da Gesù non sia menzionata negli Atti, come neppure nelle epistole, non significa necessariamente che non veniva detta dai santi, anche perché gli apostoli sicuramente la insegnavano perché Gesù, poco prima di essere assunto in cielo, aveva loro detto: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:19-20). Dunque, dobbiamo credere che la preghiera del ‘Padre nostro’ facesse parte dell’insegnamento degli apostoli. Gesù disse loro infatti: “… tutte quante le cose che v’ho comandate”, e quando Gesù aveva detto: “Voi dunque pregate così ….”, aveva dato loro un comando, e non un consiglio.

Vedete, quello che mi fa arrabbiare, quando sento questi discorsi vani fatti dai pastori ADI, che vanno ad annullare la preghiera del Padre nostro, è che l’unica preghiera insegnataci da Gesù viene fatta passare per una preghiera oramai sorpassata, semplicemente perché non se ne fa menzione negli Atti e nelle epistole, mentre le preghiere (come pure le lodi e le invocazioni) rivolte allo Spirito Santo così tanto diffuse nelle ADI – ma assolutamente assenti in tutta la Bibbia – vengono fatte passare per preghiere spirituali, per preghiere efficaci, per preghiere da fare. E guai a chi fa notare loro che in tutta la Bibbia non esistono preghiere e cantici rivolti allo Spirito Santo!! Si attira la loro ira, e la loro inimicizia. Giudicate voi stessi fratelli quello che vi dico.

Sono veramente indignato – ed assieme a me ci sono tanti altri indignati – nel sapere che nelle ADI sono andati ad annullare anche la preghiera del ‘Padre nostro’. Sono andati a ‘toccare’ pure questa parte dell’insegnamento di Cristo. E’ vergognoso e scandaloso! Questo sta ancora una volta a dimostrare che non c’è timore di Dio agli occhi loro. Io mi domando: ‘Ma dove trovano questa arroganza per dire queste menzogne contro la verità?’ Ma veramente non temono proprio i castighi di Dio queste persone. Ma questo non significa però che essi non si abbatteranno su di essi.

Fratelli che frequentate Chiese ADI vi rinnovo l’esortazione a rigettare ogni falso insegnamento che vi è stato trasmesso dai vostri pastori, perchè se continuate a professare le falsità che vi trasmettono anche voi ne porterete la pena.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/07/20/adi-la-preghiera-del-padre-nostro-non-e-piu-una-preghiera-da-rivolgere-a-dio/

Riporre la propria fiducia nell’uomo

Avete perso il lavoro; sentite il desiderio di sposarvi; siete caduti ammalati; avete ricevuto la lettera di sfratto; non potete avere dei figli; ecco alcune situazioni in cui qualcuno di voi si può trovare. Che fare? Ci sono due possibilità davanti a voi confidare nell’uomo o in Dio. Se confiderete nell’uomo avverrà che farete ciò che l’uomo vi dirà per uscire dal vostro bisogno; e perciò a secondo delle circostanze vi metterete a dare denaro sottomano, a fare regali, a corteggiare gli uomini con ogni sorta di lusinghe, a prendere le medicine che vi saranno prescritte ecc., e ad aspettare il vostro aiuto dall’uomo perché a lui cercherete sempre di rivolgervi e da lui cercherete di aspettare la vostra liberazione. E nell’agire in questa maniera non sperimenterete per nulla la pace di Dio, la sua gioia, e non avrete comunione con Lui perché ve lo farete nemico.

Se invece confiderete con tutto il cuore in Dio non avverrà proprio nulla di tutto ciò, perché ve ne starete tranquilli e fiduciosi in Lui aspettando che sia Lui in maniera gloriosa a darvi quello che voi desiderate e di cui avete bisogno. Pregherete, piangerete, digiunerete, sarete oltraggiati e scoraggiati da increduli e credenti, ma godrete abbondanza di pace e di gioia nell’attesa della liberazione e alla fine Dio premierà la vostra fede e la vostra fermezza e mostrerà a tutti che è grande la bontà che egli spiega a pro di quelli che lo temono e confidano in lui con tutto il cuore. E voi avrete modo di raccontare come il Signore vi ha esauditi senza che vi siete confidati minimamente nell’uomo, e Lui sarà altamente glorificato tramite voi.

Io vi scongiuro a scegliere la seconda via; perché è la via migliore, è la via che Dio ci ordina di seguire. Certo, è una via piena di dolori e di afflizioni e talvolta anche di lunga attesa, ma anche una via su cui si sperimentano delle potenti e grandi liberazioni che fanno meravigliare i protagonisti e gli spettatori.

Termino questa mia esortazione con le parole del profeta Geremia che illustrano perfettamente la differenza tra chi confida nell’uomo e chi confida in Dio: “Così parla l’Eterno: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall’Eterno! Egli è come una tamerice nella pianura sterile; e quando giunge il bene, ei non lo vede; dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti. Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno! Egli è come un albero piantato presso all’acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s’accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell’anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto” (Ger. 17:5-8). Le cose stanno così fratelli: abbiate piena fiducia in Dio, lui si compiace di coloro che si appoggiano totalmente, e ripeto totalmente, su di lui. Ma non solo egli si compiace, ma ricordatevi che egli è capace di aiutarvi ad uscire da ogni vostra distretta. Lui è l’Onnipotente, ricordatevelo questo.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://www.lanuovavia.org/sant_047_fiducianelluomo.html

Perché alcune volte Dio non risponde alle nostre preghiere

La ragione per cui alcune volte Dio non risponde alle nostre preghiere può essere una delle seguenti.

· Perché non abbiamo pregato Dio con fede. Pregare con fede infatti è una delle condizioni necessarie per ottenere l’esaudimento della nostra preghiera. Gesù disse: “E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete” (Mat. 21:22), e Giacomo ha detto: “Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata. Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore, essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie” (Giac. 1:5-8). La fede è certezza di cose che si sperano, per cui quando si prega Dio occorre credere di essere esauditi (cfr. Mar. 11:24).

· Perché rifiutiamo di osservare i comandamenti del Signore e prendiamo piacere nell’ingiustizia e nell’ipocrisia, per cui Dio non dà retta al nostro grido. La Sapienza dice: “Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio” (Prov. 28:9), e che “chi chiude l’orecchio al grido del povero, griderà anch’egli, e non gli sarà risposto” (Prov. 21:13). Gesù ha detto che ci sarà dato quello che chiediamo a Dio se dimoriamo in lui e le sue parole dimorano in noi (cfr. Giov. 15:7), e dimorare in lui significa osservare i suoi comandamenti secondo che dice Giovanni: “E chi osserva i suoi comandamenti dimora in Lui, ed Egli in esso” (1 Giov. 3:24). Se quindi noi ci mettiamo ad ubbidire a Dio saremo esauditi e si adempirà in noi la parola che dice: “Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiam confidanza dinanzi a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da Lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciam le cose che gli son grate” (1 Giov. 3:21,22).

· Perché gli abbiamo domandato qualcosa che non rientra nella sua volontà verso di noi; c’è la fede, c’è una retta condotta, ma Dio non vuole esaudire la nostra preghiera. A questo proposito nella Bibbia ci sono due esempi, quello di Mosè e quello di Paolo. Mosè domandò a Dio di permettergli di entrare nella terra promessa ma Dio non volle esaudire la sua richiesta (tempo prima, alle acque di Meriba, Dio aveva detto a lui e ad Aaronne che non li avrebbe fatti entrare nella terra promessa perché essi non avevano avuto fiducia in lui); ecco le parole dello stesso Mosè: “In quel medesimo tempo, io supplicai l’Eterno, dicendo: ‘O Signore, o Eterno, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente; poiché qual’è l’Iddio, in cielo o sulla terra, che possa fare delle opere e de’ portenti pari a quelli che fai tu? Deh, lascia ch’io passi e vegga il bel paese ch’è oltre il Giordano e la bella contrada montuosa e il Libano!’ Ma l’Eterno si adirò contro di me, per cagion vostra; e non mi esaudì. E l’Eterno mi disse: ‘Basta così; non mi parlar più di questa cosa. Sali in vetta al Pisga, volgi lo sguardo a occidente, a settentrione, a mezzogiorno e ad oriente, e contempla il paese con gli occhi tuoi; poiché tu non passerai questo Giordano. Ma da’ i tuoi ordini a Giosuè, fortificalo e incoraggialo, perché sarà lui che lo passerà alla testa di questo popolo, e metterà Israele in possesso del paese che vedrai’ (Deut. 3:23-28). Nel caso invece di Paolo, l’apostolo pregò Dio di allontanare da lui l’angelo di Satana che Dio gli aveva posto per schiaffeggiarlo onde non si insuperbisse a motivo delle rivelazioni che aveva ricevuto, ma Dio non lo esaudì. Ecco le parole di Paolo: “Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Cor. 12:8-9). Ricordiamoci sempre delle seguenti parole di Giovanni: “E questa è la confidanza che abbiamo in lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce; e se sappiamo ch’Egli ci esaudisce in quel che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo domandate” (1 Giov. 5:14-15).

· Perché non è ancora giunto il suo tempo, quindi saremo esauditi più in là. Dobbiamo infatti sempre tenere presente che Dio si riserba di risponderci quando lui vuole e non quando vogliamo noi. A conferma di ciò abbiamo questo fatto trascritto nel libro del profeta Geremia: “Tutti i capi delle forze, Johanan, figliuolo di Kareah, Jezania, figliuolo di Hosaia, e tutto il popolo, dal più piccolo al più grande, s’accostarono, e dissero al profeta Geremia: ‘Deh, siati accetta la nostra supplicazione, e prega l’Eterno, il tuo Dio, per noi, per tutto questo residuo (poiché, di molti che eravamo, siamo rimasti pochi, come lo vedono gli occhi tuoi); affinché l’Eterno, il tuo Dio, ci mostri la via per la quale dobbiamo camminare, e che cosa dobbiam fare’. E il profeta Geremia disse loro: ‘Ho inteso; ecco, io pregherò l’Eterno, il vostro Dio, come avete detto; e tutto quello che l’Eterno vi risponderà ve lo farò conoscere; e nulla ve ne celerò’. E quelli dissero a Geremia: ‘L’Eterno sia un testimonio verace e fedele contro di noi, se non facciamo tutto quello che l’Eterno, il tuo Dio, ti manderà a dirci. Sia la sua risposta gradevole o sgradevole, noi ubbidiremo alla voce dell’Eterno, del nostro Dio, al quale ti mandiamo, affinché bene ce ne venga, per aver ubbidito alla voce dell’Eterno, del nostro Dio’. Dopo dieci giorni, la parola dell’Eterno fu rivolta a Geremia” (Ger. 42:1-7). Si noti come, quantunque Geremia si mise subito a pregare per il popolo, la risposta di Dio arrivò solo il decimo giorno. Alcune volte però la risposta di Dio può giungere anche dopo 10 anni.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/17/perche-alcune-volte-dio-non-risponde-alle-nostre-preghiere/