CORRIAMO CON PERSEVERANZA, AL FINE DI OTTENERE LA VITA ETERNA

Marathon runners-Finishing lineL’apostolo Paolo ai santi della Galazia scrisse loro queste dure parole di riprensione :

‘Siete voi così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?’ (Galati 3:3) e ancora ‘Talché tu non sei più servo, ma FIGLIUOLO; e se sei figliuolo, sei anche erede per grazia di Dio. In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, voi avete servito a quelli che per natura non sono dèi; MA ORA che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire?’ (Galati 4:7-9) e ancora ‘Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete SCADUTI DALLA GRAZIA. Poiché, quanto a noi, è in ispirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l’incirconcisione hanno valore alcuno; QUEL CHE VALE E’ LA FEDE operante per mezzo dell’amore. Voi CORREVATE BENE; chi vi ha fermati perché non ubbidiate alla verità? Una tal persuasione non viene da Colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta.’ (Galati 5:4-9)

Quindi c’è stato un tempo in cui i santi della Galazia correvano bene (con la fede nel figliuolo di Dio e quindi con la grazia di Dio), ma successivamente sono stati fermati a motivo della loro incredulità. Avevano dunque cominciato bene (grazia) con lo Spirito, ma volevano ora raggiungere la perfezione con la carne (opere). E per questa ragione l’apostolo Paolo li ammonì severamente. E non solo, ma anche ai santi di Corinto, scrisse loro queste parole : ‘Non sapete voi che coloro i quali corrono nello stadio, CORRONO BEN TUTTI, MA uno solo ottiene il premio? CORRETE in modo da riportarlo.’ (1Corinzi 9:24) Bisogna correre quindi fratelli in un determinato modo per riportare il premio. Non basta dunque iniziare a correre ma bisogna perseverare nella corsa, e l’unico modo per farlo è continuando ad avere la FEDE nel figliuolo di Dio, fino alla fine. Si fratelli perché chi non avrà perseverato nella fede sino alla fine non otterrà punto il premio (la corona incorruttibile). E questo perché noi siamo VINCITORI a motivo della fede preziosa che abbiamo ottenuto in Cristo Gesù, e faremo bene a serbare questa fede tutti i giorni della nostra vita, al fine di rimanere dei vincitori e ottenere cosi il premio. A tal riguardo, non voglio che ignoriate di come gran parte degli Israeliti, quantunque inizialmente bevvero alla roccia che è Cristo, furono eppure successivamente atterrati nel deserto a motivo della loro incredulità; anzi faremo bene a ricordarci che ‘queste cose avvennero loro per servire d’esempio, e sono state scritte per ammonizione di noi, che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi.’ (1Corinzi 10:11) Quindi fratelli cari e amati dal Signore, corriamo in modo CERTO, anzi, trattiamo duramente il nostro corpo e riduciamolo in schiavitù, che talora, dopo aver predicato agli altri, noi stessi non siamo riprovati (cfr. 1Corinzi 9:26-27) e ‘deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l’arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s’è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Poiché, considerate colui che sostenne una tale opposizione dei peccatori contro a sé, onde non abbiate a stancarvi, perdendovi d’animo. (Ebrei 12:1b-3) sapendo che ‘se uno lotta come atleta non è coronato, se non ha lottato secondo le leggi.’ (2Timoteo 2:5)

Altresì togliamo dalla nostra vita alcun vanto in merito alla nostra salvezza; sapendo che Egli, cioè Iddio, ci ha generati di Sua volontà e che Egli stesso ci manterrà in piedi per la Sua forza. Questo perchè Iddio resta SOVRANO sopra ogni cosa e sopra ogni via d’uomo; e noi altresì responsabili delle nostre azioni. Corriamo dunque con perseveranza, ma con la forza e l’aiuto che ci viene, non da noi ma dal Signore.

‘Or a Colui che è potente da preservarvi da ogni caduta e da farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili, con giubilo, all’Iddio unico, Salvator nostro per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potestà, da ogni eternità, ora e per tutti i secoli. Amen.’ (Giuda 24-25)

 

Salvatore Larizza

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