Credono o non credono per un tempo?

Nella parabola del seminatore raccontata da Gesù leggiamo a proposito di una parte della semenza: “E un’altra cadde ne’ luoghi rocciosi ove non avea molta terra; e subito spuntò, perché non avea terreno profondo; ma, levatosi il sole, fu riarsa; e perché non avea radice, si seccò” (Matteo 13:5-6), e la spiegazione data da Gesù a queste sue parole è la seguente: “E quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro” (Luca 8:13).
Ora, ci sono taluni – sono coloro che sostengono la falsa dottrina ‘una volta salvati, sempre salvati’ – che sulle seguenti parole di Gesù: “credono per un tempo” dicono che in realtà costoro che si traggono indietro non avevano realmente creduto, e quindi non erano veramente salvati. Ovviamente questo lo dicono per avvalorare la loro tesi che quelli di cui si dice che hanno perso la salvezza in realtà non l’avevano mai ricevuta.
Ma stanno così le cose come dicono costoro? No, affatto. E ve lo dimostro.
Innanzi tutto voglio farvi notare che il seme sui luoghi rocciosi viene dopo il seme lungo la strada del quale Gesù disse: “Fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono” (Luca 8:5), il che significa che “quelli lungo la strada son coloro che hanno udito; ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal cuor loro, affinché non credano e non siano salvati” (Luca 8:12).
Cosa voglio dire con questo? Che tra le due semenze c’è una differenza netta, in quanto il seme lungo la strada non potè neppure crescere in quanto il diavolo lo ha portato via dal cuore degli ascoltatori prima che potesse cominciare a crescere, “affinchè non credano e non siano salvati”. Di questi dunque si deve dire che non sono giunti a credere e quindi non erano salvati. Notate come Gesù è stato chiaro a riguardo di costoro? Di questi infatti Gesù ha detto sostanzialmente che non hanno creduto e quindi non sono stati salvati. Ma per quanto riguarda il seme nei luoghi rocciosi, le cose sono differenti, perchè il seme “subito spuntò” (Marco 4:5), il che significa che la Parola era stata da loro ricevuta, infatti Gesù ha detto di costoro che “quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza” che significa che essi avevano creduto. Vorrei ricordarvi infatti che il fatto di ricevere la Parola equivale ad avere creduto nel Signore, infatti Gesù stesso disse al Padre in merito ai suoi discepoli: “… le parole che tu mi hai date, le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute, e hanno veramente conosciuto ch’io son proceduto da te, e hanno creduto che tu m’hai mandato” (Giovanni 17:8). Notate che prima Gesù dice ‘essi le hanno ricevute’ e poi ‘hanno creduto che tu m’hai mandato”. C’è forse qualcuno che può insinuare che i discepoli del Signore non avevano veramente creduto in Lui?
Anche Luca conferma questo significato infatti negli Atti dice: “Or gli apostoli ch’erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria avea ricevuto la parola di Dio, vi mandarono Pietro e Giovanni” (Atti 8:14), il che vuol dire che gli apostoli avevano udito che in Samaria i Samaritani avevano creduto al Vangelo, infatti poco prima sempre Luca dice: “Ma quand’ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furon battezzati, uomini e donne” (Atti 8:12). Anche qui, c’è qualcuno che vuole insinuare che quei Samaritani non avevano veramente creduto?
Anche Paolo quando usò questa espressione nella sua prima epistola ai Tessalonicesi volle dire che essi avevano creduto, infatti dice loro: “E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l’accettaste non come parola d’uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” (1 Tessalonicesi 2:13). Il fatto dunque che i Tessalonicesi avevano ricevuto dagli apostoli la parola della predicazione, vuole dire che essi avevano creduto nella parola della croce. Mi pare evidente tutto ciò come la luce del sole che splende nella sua forza.
Dunque, quelli che hanno ricevuto il seme in luoghi rocciosi hanno creduto, in quanto hanno ricevuto la Parola con gioia come l’abbiamo peraltro ricevuta noi al principio.
Ma cosa succede a questo seme sui luoghi rocciosi? Che “è di corta durata” (Matteo 13:21), in quanto non aveva terreno profondo, e levatosi il sole, fu riarso e perchè non aveva radice si seccò (cfr. Matteo 13:5-6). Costoro che ricevono il seme in luoghi rocciosi dunque credono nella Parola, ma non perseverano fino alla fine nella fede perché quando arriva la persecuzione a motivo della Parola si tirano indietro. È detto chiaramente di loro che credono per un tempo, e quindi si tirano indietro a loro perdizione.
Se Gesù ha detto che ‘credono per un tempo’ vuol dire che avevano creduto, e se avevano creduto avevano accettato il Vangelo della grazia di Dio ed erano stati salvati anche loro. O vogliamo dare un altro significato alle parole del Maestro? Ma se quella parte di semenza era spuntata, o era nata, evidentemente un inizio c’era stato, non vi pare? E poi perché mai Gesù avrebbe parlato di prova, se si fosse trattato di persone che non avevano veramente creduto? Chi sono coloro che Dio prova mediante la persecuzione? Non sono forse i credenti, cioè quelli che hanno la fede, secondo che dice Giacomo ai santi: “Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia appieno l’opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti” (Giacomo 1:2-4), ed anche Pietro: “Nel che voi esultate, sebbene ora, per un po’ di tempo, se così bisogna, siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell’oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo; il quale, benché non l’abbiate veduto, voi amate; nel quale credendo, benché ora non lo vediate, voi gioite d’un’allegrezza ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime” (1 Pietro 1:6-9). Avete notato che ambedue parlano ai santi di ‘prova della vostra fede’? Dunque nel caso di quelli che ricevono la semenza in luoghi rocciosi, va detto che non superano la prova della loro fede a cui Dio li sottopone.
E poi Gesù ha parlato di costoro che “non hanno in sé radice ma son di corta durata; e poi, quando venga tribolazione o persecuzione a cagion della Parola, son subito scandalizzati” (Marco 4:17). Perchè mai dunque dovrebbero essere perseguitati o tribolati questi a motivo della Parola di Dio, se non hanno veramente creduto? Se il motivo della persecuzione che ricevono è la Parola, vuole dire dunque che essi avevano creduto.
E poi perché Gesù avrebbe dovuto dire di costoro che “si traggono indietro” (Luca 8:13), se non avevano mai cominciato a camminare? Se uno sta fermo, e non si muove, cioè se non prende mai la strada maestra che gli è indicata dal Vangelo di Dio, come può tirarsi indietro?
Dunque quelli che si tirano indietro a loro perdizione sono quelli che credono per un tempo, e quando viene la prova o la persecuzione rinnegano il Signore, commettono il peccato che mena a morte, per loro c’è la perdizione, il fuoco eterno. Hanno rinnegato il Signore, e il Signore rinnegherà loro. Si sono vergognati del Signore, e il Signore si vergognerà di loro.
Ecco dunque spiegato brevemente perchè è falsa la spiegazione secondo cui quelli che hanno ricevuto la semenza in luoghi rocciosi non avevano veramente creduto.
Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

 

La grazia del Signore sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/08/16/credono-o-non-credono-per-un-tempo/

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