L’apostolo Paolo: mandato dalle Chiese o da Cristo?

Nicola Martella afferma quanto segue in merito agli apostoli:
‘Bisogna distinguere dapprima gli apostoli del Signore Gesù, che erano solo dodici e vissero con lui dall’inizio alla fine del suo ministero (At 1,22). Poi, bisogna distinguere gli apostoli delle chiese, tra cui c’erano, ad esempio, Paolo e Barnaba (At 13,1ss).
La chiamata da parte del Signore è una cosa, il mandato della chiesa è un’altra. Paolo poteva stare benissimo ad Antiochia e da lì organizzare l’opera intorno. Poteva organizzare pure una particolare azione a favore di altre chiese e guidare una particolare delegazione al riguardo (cfr. At 11,29s; 12,21). Poteva anche andare ogni tanto a qualche importante conferenza teologica e discutere particolari questioni (cfr. At 15). Tutto ciò non ne faceva ancora un “apostolo” mandato dalle chiese, quindi un missionario fondatore.
Paolo è stato chiamato all’apostolato da Gesù, ma non era uno dei particolari “dodici apostoli [= incaricati] del Signore”, che erano stati con lui per tutto il tempo del suo ministero e che lui stesso in vita mandò e da risorto incaricò. Egli era uno dei vari “apostoli di Cristo”, ossia quelli mandati dalle chiese, sebbene chiaramente è un uomo speciale.
I “dodici apostoli” furono scelti secondo questo criterio: “Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch’egli, tolto da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della risurrezione di lui” (At 1,21s). Essi erano a numero chiuso (12) e dovevano avere tali caratteristiche di testimoni dei fatti storici della vita di Cristo, oltre che essere poi di insegnanti autorevoli nella prima chiesa (At 2,42).

http://www.facebook.com/notes/nicola-martella/la-nuova-gerusalemme-e-i-nomi-di-solo-dodici-apostoli/330760730278795

Dunque, secondo l’esegeta Nicola Martella, Paolo era sì un apostolo, ma non mandato da Cristo ad adempiere il suo apostolato, ma dalle Chiese. Perchè solo i dodici apostoli furono mandati da Cristo.
Ora, fermo restando che Paolo non è tra i dodici apostoli chiamati e mandati dal Figliuolo di Dio mentre Egli era ancora in questo mondo, è falso che Paolo fu mandato dalle Chiese e non da Cristo a fondare le Chiese, e ve lo dimostro subito mediante le Sacre Scritture.
Gesù Cristo quando apparve a Saulo sulla via di Damasco, gli disse: “Per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora” (Atti 26:16), il che significa che Paolo fu stabilito ministro del Vangelo dal Signore e non dagli uomini. Paolo confermò di avere ricevuto il ministerio dal Signore, con queste parole che lui rivolse anni dopo agli anziani della chiesa di Efeso: “Ma io non fo alcun conto della vita, quasi mi fosse cara, pur di compiere il mio corso e il ministerio che ho ricevuto dal Signor Gesù, che è di testimoniare dell’Evangelo della grazia di Dio” (Atti 20:24). Egli dunque ricevette la chiamata al ministerio sulla via di Damasco.
Non solo, sulla via di Damasco, Paolo ricevette anche il mandato da Cristo, infatti nel resto del suo discorso Gesù gli disse: “Liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati” (Atti 26:17-18).
E quando avvenne che Paolo fu mandato da Cristo a predicare ai Gentili e fondare Chiese? Mentre si trovava ad Antiochia, secondo che è scritto: “Or nella chiesa d’Antiochia v’eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani, e li accomiatarono. Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:1-4).
Notate innanzi tutto, che Paolo e Barnaba furono messi da parte per ordine dello Spirito Santo, e quindi per ordine di Cristo in quanto lo Spirito dice quello che ha udito da Cristo, secondo che disse Gesù: “Non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giovanni 16:13-14). Poi, notate che essi furono mandati dallo Spirito Santo, e non dalla Chiesa di Antiochia; e difatti è proprio da quel momento che nel libro degli Atti Paolo e Barnaba sono chiamati apostoli (cfr. Atti 14:4,5, 14), che vi ricordo significa ‘mandati’.
Ma c’è dell’altro da dire. In merito al fatto che Paolo, mentre era ad Antiochia, fu mandato dallo Spirito Santo a fondare Chiese tra i Gentili, questo non fu altro che l’adempimento di quello che Gesù Cristo gli aveva predetto tempo prima a Gerusalemme, infatti Paolo un giorno raccontò ai Giudei: “… dopo ch’io fui tornato a Gerusalemme, che mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi, e vidi Gesù che mi diceva: Affrettati, ed esci prestamente da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me. E io dissi: Signore, eglino stessi sanno che io incarceravo e battevo nelle sinagoghe quelli che credevano in te; e quando si spandeva il sangue di Stefano, tuo testimone, anch’io ero presente e approvavo, e custodivo le vesti di coloro che l’uccidevano. Ed egli mi disse: Va’, perché io ti manderò lontano, ai Gentili” (Atti 22:17-21). A quando risale questa visione avuta da Paolo? A quando si trovava a Gerusalemme con gli apostoli e andava e veniva con essi a Gerusalemme, ma taluni cercarono di ucciderlo e allora lui fu costretto a lasciare Gerusalemme, secondo che è scritto: “E quando fu giunto a Gerusalemme, tentava d’unirsi ai discepoli; ma tutti lo temevano, non credendo ch’egli fosse un discepolo. Ma Barnaba, presolo con sé, lo menò agli apostoli, e raccontò loro come per cammino avea veduto il Signore e il Signore gli avea parlato, e come in Damasco avea predicato con franchezza nel nome di Gesù. Da allora, Saulo andava e veniva con loro in Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore; discorreva pure e discuteva con gli Ellenisti; ma questi cercavano d’ucciderlo. E i fratelli, avendolo saputo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso” (Atti 9:26-30). Notate che Gesù in persona gli comandò di andarsene da Gerusalemme e i discepoli quando seppero che gli Ellenisti cercavano di ucciderlo lo mandarono a Tarso. Le cose dunque coincidono. E tutto questo avvenne prima che Paolo si recasse ad Antiochia di Siria, da dove poi fu mandato dallo Spirito; infatti fu tempo dopo che Barnaba, essendo giunto ad Antiochia e veduta la grazia di Dio, innanzi tutto si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con fermo proponimento di cuore, e poi “se ne andò a Tarso, a cercar Saulo; e avendolo trovato, lo menò ad Antiochia” (Atti 11:25).
Quindi quando leggiamo che Paolo fu mandato dallo Spirito Santo, possiamo anche dire che fu mandato da Gesù Cristo, in quanto fu Cristo a mandarlo per mezzo dello Spirito Santo.
L’apostolo stesso confermerà di essere stato mandato da Cristo a predicare, quando disse ai santi di Corinto: “Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare” (1 Corinzi 1:17).
In merito alle parole che Cristo rivolse a Paolo in quelle due circostanze ben precise, e tramite le quali lo mandò ai Gentili, vorrei che notaste che quando Cristo mandò i suoi dodici apostoli a predicare alle dodici tribù di Israele disse loro parole simili, secondo che è scritto: “Questi dodici mandò Gesù, dando loro queste istruzioni: Non andate fra i Gentili, e non entrate in alcuna città de’ Samaritani, ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele” (Matteo 10:5-6), come anche quando li mandò (questa volta però erano undici in quanto Giuda era morto) a predicare a tutte le nazioni, secondo che è scritto: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate” (Matteo 28:19-20).
La differenza sta solo nel fatto che mentre Gesù rivolse agli apostoli quelle parole, la prima volta prima della sua morte, e la seconda volta dopo la sua resurrezione, mentre era ancora sulla terra; nel caso di Paolo gliele rivolse dopo che era stato assunto in cielo, ma comunque fu sempre Gesù in persona a chiamare Saulo al ministerio di apostolo e mandarlo a predicare e fondare le Chiese fra i Gentili.
Ma per quale ragione Martella – e tanti altri assieme a lui – fa quelle affermazioni? Per poter sostenere che dopo l’assunzione di Gesù in cielo, non esistono più apostoli come i dodici che sono stati mandati da Cristo a fondare Chiese: esistono solo ‘apostoli di Cristo’ mandati dalle Chiese.
La cosa dunque non va sottovalutata affatto, perchè dietro queste affermazioni c’è sempre una strategia tesa a negare o nascondere qualcosa di biblico.
Dunque, per l’ennesima volta vi rivolgo l’esortazione a guardarvi da questo cosiddetto esegeta, che con i suoi abili sofismi seduce il cuore dei semplici.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2012/01/21/lapostolo-paolo-mandato-dalle-chiese-o-da-cristo/

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