E’ morto un altro falso profeta: Sai Baba

Il 24 Aprile 2011, all’età di 84 anni, è morto il ‘guru’ indiano Sai Baba, Aveva predetto ‘che sarebbe vissuto fino a 96 anni e che sarebbe stato in salute fino ad allora’ (‘Scramble for Dead Indian Guru,’ The Daily Telegraph, Aprile 25, 2011).

Non solo è morto dodici anni prima, ma gli ultimi sei anni era vissuto invalido. Questo è uno dei tanti esempi di come Dio rende vani i presagi dei falsi profeti (Isaia 44:25), in quanto le loro predizioni “sono visioni menzognere, divinazioni, vanità, imposture del loro proprio cuore” (Geremia 14:14), che loro sperano si adempiranno (Ezechiele 13:6).

Sai Baba era certamente un falso profeta che, essendo stato sedotto dal diavolo (si considerava infatti la reincarnazione di Shirdi Sai Baba, morto nel 1918, ed ‘il Padre che mandò Gesù’), ha sedotto molte anime facendogli credere tante eresie di perdizione (tra cui quella che sostiene che ‘noi siamo Dio, ma che l’abbiamo dimenticato’). Ed ora egli, in quanto figlio del diavolo che era suo padre, è sicuramente nell’Ades, in mezzo alle fiamme, a piangere e stridere i denti.

Gesù disse: “E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti” (Matteo 24:11), e Sai Baba era uno di questi. Nessuno di costoro vi seduca.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/05/02/e-morto-un-altro-falso-profeta-sai-baba/

Gli insegnamenti

L’insegnamento di Sathya Sai Baba si fonda sul concetto che l’uomo sia essenzialmente divino e che debba quindi impegnarsi a riscoprire la propria natura divina.

Sathya Sai Baba affermò più volte di non voler fondare una nuova religione, né una setta o un nuovo credo, o di volere raccogliere proseliti; nonostante sia nato in un contesto induista, il suo messaggio era inteso come universale e si rivolgeva indistintamente ai fedeli di tutte le religioni, a cui raccomandava la sincera adorazione di Dio nelle forme e nei mezzi propri di ciascuna religione: cardine del suo insegnamento è infatti l’unità delle religioni e delle discipline spirituali, concepite come strade differenti verso l’unico Dio. Molta importanza è data al canto devozionale (bhajan) e alla preghiera (con la ripetizione dei mantra), al servizio altruistico disinteressato (seva), e allo studio della spiritualità attraverso i testi sacri e spirituali di ogni tradizione o cultura.

Ha affermato inoltre che l’essere umano, per potersi definire tale, dovrebbe vivere secondo cinque valori principali, i cosiddetti valori umani, presenti – seppur in modo latente – in ogni individuo: verità, amore, pace, rettitudine e non-violenza; la cui costante e progressiva riscoperta e messa in pratica costituisce la vera essenza della ricerca spirituale.

« C’è una sola razza: la razza dell’umanità.
C’è una sola religione: la religione dell’Amore.
C’è un solo linguaggio: il linguaggio del cuore.
C’è un solo Dio: Egli è onnipresente. »
(Sathya Sai Baba)

Nel 1963 è sorta l’Organizzazione Sathya Sai, organizzazione spirituale non-religiosa e senza fini di lucro o di proselitismo, attualmente attiva in 137 nazioni, fondata con lo scopo di aiutare le persone a «riscoprire la propria natura divina».

Tratto da : Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Sathya_Sai_Baba)

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