Dio fa grazia a chi vuole far grazia

Dio disse a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19), per cui noi abbiamo ricevuto grazia in Cristo non perchè abbiamo voluto ottenere grazia, ma perchè Dio ha voluto farci grazia; il che è totalmente differente.

L’iniziativa dunque l’ha presa Dio anche in merito alla nostra salvezza, perchè Egli ha voluto farci destinatari di questa così grande salvezza in base al Suo proponimento che risale a prima della fondazione del mondo, secondo che dice Paolo ai santi di Efeso: “In lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo” (Efesini 1:4-6), ed ai santi di Tessalonica: “Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13).

Questa è la ragione per cui i nostri nomi sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, e non dal momento che abbiamo creduto. In merito invece a coloro che non credono, e rifiuteranno di credere fino alla fine, va fatto il discorso inverso, e cioè che non credono e non crederanno perchè non sono stati eletti da Dio a salvezza fin dal principio, e difatti il loro nome non è stato scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (cf. Apocalisse 13:8; 17:8).
Dunque se noi un giorno ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel Vangelo, lo dobbiamo al proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere, ma dalla volontà di Colui che chiama (Romani 9:12) la quale ha operato in noi efficacemente dandoci il ravvedimento e la fede mediante cui abbiamo potuto rispondere ‘Sì’ alla chiamata divina. Egli ci ha dato di ravvederci e di credere: il ravvedimento e la fede non sono venuti da noi ma da Lui. Non è dunque dipeso dalla nostra volontà, ma dalla sua libera e sovrana volontà. Che diremo dunque? Che c’è ingiustizia in Dio per avere scelto noi, e non avere scelto gli altri? Così non sia, perchè come abbiamo visto prima Dio ha detto che farà grazia a chi vorrà far grazia. Egli è infatti libero di fare della Sua grazia quello che Lui vuole: farla ad alcuni, e rifiutarla agli altri. D’altronde Egli non è obbligato a fare grazia a nessuno, in quanto gli uomini non meritano nulla da Lui tranne che la condanna eterna. Se dunque Egli fa grazia ad alcuni, lo fa innanzi tutto in virtù della sua natura benevola e misericordiosa, e poi del Suo proponimento, che dipende dalla Sua volontà, perchè Egli “opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà” (Efesini 1:11).

Questo suo modo di operare nei confronti degli uomini è illustrato in maniera molto chiara in Esaù e Giacobbe, figli di Rebecca, secondo che è scritto che “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù” (Romani 9:11-13); ma anche in Faraone, al quale Dio disse tramite Mosè: “Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra. Ma no; io t’ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra” (Esodo 9:15-16), e difatti Dio indurò il cuore di Faraone affinchè lui si rifiutasse di lasciar partire il popolo d’Israele dall’Egitto e fosse così colpito dai giudizi di Dio, e forzato dalla Sua mano potente a lasciar partire gli Israeliti dal suo paese (cf. Esodo 4:21; 7:3-5).

Che diremo dunque? Che Dio fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole (cf. Romani 9:22).

Questo ovviamente non significa che gli uomini non hanno una volontà, ma che questa volontà non è libera in quanto anch’essa è sotto il dominio del peccato, e per volgersi a Cristo ha bisogno di essere resa ubbidiente da Dio alla Sua volontà. In altre parole, gli uomini per poter andar a Cristo hanno bisogno di essere attratti ad Esso da Dio (cf. Giovanni 6:44, 65), perchè da soli non potranno mai sentirsi attratti a Cristo, in quanto la loro volontà è corrotta e li spinge a stare lontani da Cristo.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2011/02/18/dio-fa-grazia-a-chi-vuole-far-grazia/

 

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