L’adultera

La maggior parte dei pastori quando predicano sulla donna adultera (Giovanni 8), mettono sempre e solo enfasi sugli scribi e i Farisei che la portarono a Gesù, i quali erano pronti a condannarla a morte, e fanno risaltare il fatto che invece Gesù non volle condannare quella donna.

Ma c’è un’altra cosa su cui bisogna porre enfasi in merito a questa storia, e cioè che Gesù ricevette l’accusa di adulterio che era stata mossa a quella donna, e in questo Gesù si attenne alla legge che dice: “Un solo testimone non sarà sufficiente contro ad alcuno, qualunque sia il delitto o il peccato che questi abbia commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o di tre testimoni” (Deuteronomio 19:15).

Quindi Gesù accettò l‘accusa di adulterio mossa contro quella donna, ma quello che non accettò fu di sentenziare la sua morte, e difatti le disse – dopo che i suoi accusatori se ne erano andati ripresi dalla loro coscienza dopo le parole di Gesù: “Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7) – che neppure lui la condannava.

Che Gesù credette all’accusa che era stata mossa a quella donna è confermato dal fatto che alla fine le disse: “Va’ e non peccar più” (Giovanni 8:11).

Invece che fanno molti oggi? Non ricevono l’accusa mossa da due o tre fedeli testimoni contro un altro credente o il pastore stesso, e di conseguenza invece che esortare l’accusato ad abbandonare il suo peccato, come fece Gesù nei confronti di quella donna, lo incoraggiano a perseverare nel suo peccato.

Ecco perché abbondano sempre di più nei locali di culto uomini fornicatori, adulteri, ladri, bugiardi, maneschi, spietati, ubriachi, e omosessuali – che sono liberi di comportarsi come vogliono loro – perché anche se alcuni muovono qualche accusa, l’accusa viene recepita come una opera del diavolo, come il tentativo di alcuni maldicenti di porre in cattiva luce un altro credente.
Praticamente, oggi i ribelli in molte chiese possono stare tranquilli, perché ogni accusa contro di loro – dimostrata con delle prove inconfutabili e fatta nella speranza che l’accusato si penta (e non che venga condannato a morte) – viene considerata come proveniente dal diavolo, e l’accusato è semplicemente una vittima di una macchinazione del diavolo contro di lui. E quindi i ‘carnefici’ vengono assolti e giustificati, compresi e confortati; mentre le ‘vittime’ dei loro soprusi, torti, delle ingiustizie, delle menzogne e delle violenze vengono accusati di maldicenza e oltraggio e quando non si riesce a estorcere loro una ammissione di colpa (perché succede pure questo) allora si ricorre alla loro espulsione con relativa diffamazione.

Questi comportamenti sono molto diffusi, è mostrano semplicemente una cosa: odio per la verità e la giustizia.

Io, fratelli, vi esorto a denunciare questo andazzo, e a turare la bocca a coloro che lo difendono.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/07/12/l%e2%80%99adultera/

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