Le differenze fondamentali tra l’Antico e il Nuovo patto

Fratelli, voglio farvi sapere quali sono le differenze fondamentali tra l’Antico e il Nuovo Patto.

Ora, il Nuovo Patto è migliore dell’Antico, ossia il Secondo Patto è migliore del Primo, perché è “fondato su migliori promesse” (Ebr. 8:6), quindi le differenze tra i due patti vanno ricercate nelle promesse che sono alla base del Nuovo Patto. Ma quali sono queste promesse fatte da Dio? Sono le seguenti, che Dio proclamò tramite il profeta Geremia: “Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo” (Ger. 31:33) e: “Tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice l’Eterno. Poiché io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del loro peccato” (Ger. 31:34).

Per ciò che concerne la prima promessa essa è migliore perché mentre Dio quando fece il patto con Israele al monte Sinai scrisse la sua legge su tavole di pietra e poi le diede a Mosè, nel Nuovo Patto Dio ha scritto le sue leggi nelle nostre menti e sui nostri cuori, quindi “non su tavole di pietra, ma su tavole che son cuori di carne” (2 Cor. 3:3), e questa trascrizione è avvenuta mediante lo Spirito dell’Iddio vivente.

Per ciò che concerne invece la seconda promessa essa è migliore perché mentre nei sacrifici che Dio aveva ordinato sotto l’Antico Patto di offrire anno dopo anno per i peccati era rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati perché era impossibile che il sangue di tori e di becchi togliesse i peccati, adesso con il Nuovo Patto dato che Gesù Cristo ha offerto sè stesso una volta per sempre per i nostri peccati rendendoci con il suo sangue perfetti quanto alla coscienza, i peccati sono stati cancellati e tolti per cui Dio non se ne ricorda più. Una simile cosa sotto l’Antico Patto era inconcepibile perché quei sacrifici espiatori prescritti dalla legge erano solo un ombra del futuro e perfetto sacrificio di Cristo; come dice la Scrittura: “Poiché la legge, avendo un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrificî, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s’accostano a Dio” (Ebr. 10:1). Quindi la perfezione della coscienza non poteva venire con l’offerta dei sacrifici da parte del Sommo Sacerdote ogni anno quando offriva i sacrifici per sé e per il popolo; se essa avesse potuto avvenire con quei sacrifici certamente si sarebbe smesso di offrire quei sacrifici perché gli adoratori una volta purificati non avrebbero più sentito l’esigenza di offrirli non avendo più coscienza di peccati. Ma era proprio per questo che essi li continuavano ad offrire, perché anche dopo averli offerti nel loro intimo la coscienza li accusava che essi erano dei peccatori, che quei peccati erano ancora sulla loro coscienza. Ma venuto Gesù Cristo, il Sommo Sacerdote dei futuri beni adombrati dalla legge, che cosa è avvenuto? E’ avvenuto che mediante il suo sacrificio, e quindi mediante il suo prezioso sangue, la nostra coscienza è stata purificata dai nostri peccati, e come dice la Scrittura “siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebr. 10:10) e “con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati” (Ebr. 10:14). Quindi con Gesù è giunta la perfezione quanto alla coscienza che gli adoratori sotto l’Antico Patto non potevano ottenere mediante il sangue di tori e di becchi. E, giunta la perfezione, è automaticamente svanito il ricordo dei nostri peccati; ecco perché dunque Dio dice che non si ricorderà più dei nostri vecchi peccati, perché essi sono svaniti in virtù del sangue di Gesù Cristo. Dunque la promessa di non ricordarsi più dei nostri peccati è una grande e preziosa promessa che Dio ci ha fatto sotto il Nuovo Patto. Ovviamente chi vuole vedere adempiere questa promessa nella sua vita deve credere nel Signore Gesù Cristo, cioè credere che Lui ha offerto se stesso per i nostri peccati, e questo perché la remissione dei peccati si ottiene mediante la fede in Gesù Cristo. A questa condizione Dio manterrà questa sua promessa. Al posto dei sacrifici dell’Antico Patto quindi adesso c’è il sacrificio di Cristo fatto una volta per sempre. Questa sostituzione era stata preannunciata dal Figliuolo quando disse: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; non hai gradito né olocausti né sacrificî per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà” (Sal. 40:6-8). Come si può vedere infatti i sacrifici per il peccato e gli olocausti, le offerte e i sacrifici prescritti tutti dalla legge di Mosè, vengono dichiarati non graditi da Dio, non voluti da Dio. Il Figlio allora disse a Dio: “Ecco, io vengo per fare la tua volontà”; e qual è questa volontà se non quella che egli offrisse se stesso per i nostri peccati? Ed in virtù proprio di questa volontà, il primo patto è stato tolto e sostituito dal secondo. Che bisogno c’è più infatti dei sacrifici imperfetti dell’Antico Patto che non potevano togliere i peccati, se ora Cristo ha offerto se stesso per i nostri peccati rendendoci perfetti quanto alla coscienza? E naturalmente se non c’è più bisogno dei sacrifici imperfetti non c’è neppure più bisogno dei sacerdoti che offrono quei sacrifici e difatti il loro posto è stato preso dal Sommo Sacerdote dei futuri beni, cioè Gesù, il quale nella pienezza dei tempi è stato costituito da Dio sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec, e ciò è avvenuto con giuramento secondo che è scritto: “L’Eterno l’ha giurato e non si pentirà: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedec” (Sal. 110:4). Innanzi tutto si noti che è cambiato l’ordine, non è più quello di Aaronne a cui appartenevano i sacerdoti dell’Antico Patto, ma quello di Melchisedec, ordine migliore perché Melchisedec è superiore ad Aaronne. Basta considerare che questo Melchisedec, sacerdote dell’Iddio Altissimo, re di giustizia e di Salem, quando andò incontro ad Abramo quando egli tornava dalla sconfitta dei re, benedisse il patriarca Abramo nei cui lombi c’era Levi (e l’inferiore è benedetto dal superiore), e che il patriarca diede la decima d’ogni cosa a Melchisedec (per cui nella persona d’Abramo, Levi che secondo la legge doveva prendere dal popolo le decime, fu sottoposto alla decima) per rendersi conto della superiorità di Melchisedec su Aaronne.

Inoltre si noti che Cristo è stato costituito Sommo Sacerdote mediante giuramento, mentre i sommi sacerdoti lo furono senza giuramento, e questo oltre a rendere il sacerdozio di Cristo superiore a quello dell’Antico Patto, rende il secondo patto di cui Gesù Cristo è diventato garante molto più eccellente del primo (cfr. Ebr. 7:21-22) perché il giuramento fatto da Dio al Figliuolo mostra l’immutabilità del suo consiglio per cui è impossibile che al suo sacerdozio (su cui si basa il Nuovo Patto) ne subentri un altro in futuro e questa immutabilità ci è di grande consolazione perché sappiamo che questo sacerdozio dimora in eterno. Come dice lo scrittore agli Ebrei: “Perché gli uomini giurano per qualcuno maggiore di loro; e per essi il giuramento è la conferma che pone fine ad ogni contestazione. Così, volendo Iddio mostrare vie meglio agli eredi della promessa la immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento, affinché, mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiam cercato il nostro rifugio nell’afferrar saldamente la speranza che ci era posta dinanzi; la quale noi teniamo qual’àncora dell’anima, sicura e ferma e penetrante di là dalla cortina, dove Gesù è entrato per noi qual precursore, essendo divenuto Sommo Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec” (Ebr. 6:16-20). Cristo dunque ha un sacerdozio che non si trasmette perché dimora in eterno, mentre il sacerdozio levitico si trasmetteva di padre in figlio perché il sommo sacerdote era impedito di durare a motivo della morte (cfr. Ebr. 7:23-24); quindi noi possiamo fare completo affidamento su di lui per la nostra salvezza perché egli vive sempre per intercedere per noi (cfr. Ebr. 7:25). E poi, mentre i sacerdoti levitici dovevano offrire del continuo dei sacrifici anche per i loro propri peccati perché anch’essi venivano meno davanti a Dio, Cristo per il fatto che non commise peccato alcuno offrì se stesso una volta per sempre soltanto per i nostri peccati.

Il Nuovo Patto inoltre è migliore dell’Antico perché esso libera l’uomo dalla maledizione della legge sotto cui si trovano coloro che sono sotto l’Antico Patto. Vediamo di spiegare questo concetto: l’Antico Patto si basa sulla legge che Dio diede a Mosè per Israele, legge che si basa sulle opere secondo che è scritto: “Chi avrà messe in pratica queste cose, vivrà per via di esse” (Gal. 3:12), ma che nello stesso tempo attira la maledizione su coloro che si basano sulle opere perché è scritto: “Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!” (Gal. 3:10). Ma Cristo Gesù morendo sulla croce è diventato maledizione per noi perché è scritto: “Maledetto chiunque è appeso al legno”, e in questa maniera ha riscattato dalla maledizione della legge noi che abbiamo creduto nel suo nome. Questo riscatto infatti è avvenuto mediante la fede nel suo nome, o come viene chiamata da Paolo “la legge della fede” (Rom. 3:27), su cui si basa il Nuovo Patto di cui è garante Gesù Cristo. La legge della fede è dunque superiore a quella delle opere, perché mentre appoggiandosi alla legge delle opere si è maledetti, appoggiandosi alla legge della fede si viene liberati da questa maledizione e si viene benedetti perché si viene giustificati di tutte le cose delle quali noi non abbiamo potuto essere giustificati per la legge di Mosè. Dato dunque che il primo patto si basa sulla legge delle opere, mentre il secondo sulla legge della fede, il secondo patto è superiore al primo. Il primo patto produceva la condanna, il secondo produce la giustizia; il primo patto produceva la morte, mentre il secondo vivifica.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/10/le-differenze-fondamentali-tra-l%e2%80%99antico-e-il-nuovo-patto/

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