“La cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo”

Fratelli, come voi ben sapete, uno dei segni che accompagnò la morte di Gesù Cristo sulla croce, fu lo squarcio della cortina del tempio a Gerusalemme, secondo che è scritto: “La cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo” (Matteto 27:51).

Per comprender bene che cosa Dio ha voluto dire all’umanità intera squarciando in due la cortina del tempio, proprio quando Gesù Cristo, il suo Figliuolo, morì sulla croce, è necessario prima di tutto conoscere come era strutturato il tempio di Gerusalemme.

Ora, il tempio di Gerusalemme nella sua struttura di base ricalcava la struttura del santuario che Dio aveva fatto costruire nel deserto ai giorni di Mosè, santuario che ricordiamo era solo un ombra del vero santuario che non è di questa creazione. In quel santuario c’era un primo tabernacolo nel quale si trovavano il candelabro, la tavola e la presentazione dei pani, e l’altare dei profumi; questo si chiamava il Luogo Santo. Oltre a questo tabernacolo ce ne era un secondo chiamato il Luogo Santissimo che era diviso dal Luogo Santo da una cortina. In questo Luogo c’era l’arca del Patto tutta ricoperta d’oro nella quale si trovavano un vaso d’oro contenente la manna, la verga d’Aaronne che aveva fiorito e le tavole del patto. E sopra l’arca c’erano i cherubini della gloria che adombravano il propiziatorio posto sopra l’arca.

Quel santuario ovviamente aveva delle norme per il culto che erano svariate. In base a queste norme, i sacerdoti entravano ogni giorno nel primo tabernacolo, ossia nel Luogo Santo, per compiervi gli atti del culto, ma non potevano entrare nel Luogo Santissimo che si trovava dietro la cortina, perché in esso poteva entrare una volta sola all’anno, e precisamente il giorno delle espiazioni solo il Sommo Sacerdote che era il Sacerdote a capo di tutti i sacerdoti che in quel giorno doveva offrire dei sacrifici per i peccati suoi e di quelli del popolo.

Stando dunque così le cose, è evidente che sotto l’Antico Patto non c’era la libertà di entrare nel Luogo Santissimo, questa libertà non esisteva per i sacerdoti. E questo perché tra loro e il Luogo Santissimo si frapponeva il Luogo Santo ossia il primo tabernacolo, quindi affinché i sacerdoti potessero accedere liberamente al Santuario sarebbe stato necessario che quel primo tabernacolo fosso tolto di mezzo, essi non avrebbero potuto accedervi finchè sussisteva il primo tabernacolo. Come ben dice lo scrittore agli Ebrei: “Lo Spirito Santo volea con questo significare che la via al santuario non era ancora manifestata finché sussisteva ancora il primo tabernacolo” (Ebr. 9:8), che rappresentava il periodo di tempo in cui si offrivano doni e sacrifici che non potevano quanto alla coscienza rendere perfetto colui che offriva il culto perché si trattava di regole carnali imposte da Dio fino alla riforma (cfr. Ebr. 9:9-10), che si è adempiuta con Gesù Cristo, Sommo Sacerdote di quei beni adombrati dalla legge, che mediante il suo sangue è entrato una volta per sempre nel vero santuario che non è di questa creazione, avendo acquistata per noi una redenzione eterna (cfr. Ebr. 9:11-12). Dunque, con Cristo Gesù, il Sommo Sacerdote della nostra professione di fede, con la sua morte avvenuta per compiere l’espiazione dei nostri peccati, è giunto il tempo della riforma che è il periodo in cui non c’è più bisogno che si offrono doni e sacrifici per i peccati perché Egli offrendo se stesso ha reso perfetti quanto alla coscienza tutti coloro che hanno creduto in Lui. Quello che era impossibile ai sacrifici offerti in quel tempo perché si trattava solo di regole carnali temporanee, Cristo l’ha fatto mediante il suo proprio sacrificio compiuto una volta per sempre. E una volta fatta la purificazione dei peccati, egli è entrato nel vero santuario (di cui quello nel deserto era solo un ombra) una volta per sempre. Non come il Sommo Sacerdote sotto l’Antico Patto che doveva entrare nel luogo santissimo una volta sola all’anno con sangue non suo, ma una volta sola nel vero santuario. Noi quindi adesso in virtù del suo sangue abbiamo la libertà d’entrare nel santuario per quella via che come dice la Scrittura è recente e vivente e che lui ha dedicato attraverso la sua carne (cfr. Ebr. 10:19-20).

Lo squarcio della cortina del tempio avvenuta in quel giorno, sta ad indicare quindi che Cristo con il suo sangue manifestò la via al santuario dandoci la libertà d’entrare nel vero santuario che Dio e non un uomo ha eretto. Fu un segno importante quello squarcio della cortina del tempio; fu come se Dio avesse detto: ‘Da ora innanzi non c’è più bisogno che il Sommo Sacerdote del tempio entri una volta all’anno nel luogo santissimo con il sangue dei sacrifici, perché Gesù Cristo ha offerto se stesso per i peccati del popolo una volta per sempre, e per entrare una volta per sempre con il suo sangue nel vero santuario, che non è di questa creazione, permettendo così a tutti quelli che credono in Lui di entrare liberamente nel santuario celeste. Questo è il tempo della riforma; il primo tabernacolo che rappresentava il tempo dei sacrifici ha terminato la sua esistenza, adesso con il sacrificio di Cristo è iniziato il periodo del libero accesso al santuario’.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/06/10/la-cortina-del-tempio-si-squarcio-in-due-da-cima-a-fondo/

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