Si sono intrusi fra noi

Giuda dice: “Diletti, ponendo io ogni studio nello scrivervi della nostra comune salvazione, mi sono trovato costretto a scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi. Poiché si sono intrusi fra noi certi uomini, (per i quali già ab antico è scritta questa condanna), empî che volgon in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 3-4).

Come potete vedere una della caratteristiche di questi individui malvagi è quella di trasformare la grazia di Dio in dissolutezza. Cosa significa nella pratica? Significa che costoro incoraggiano il popolo di Dio a peccare, cioè a corrompersi dietro le carnali e mondane concupiscenze, invece che a santificarsi, dicendo che, essendo noi ora sotto la grazia e non più sotto la legge, siamo liberi.
Non ti dicono: ‘Pecca pure!’, perché il loro messaggio perverso lo presentano sotto forma di un messaggio che esalta la liberazione dal giogo della legge, come se noi oggi non fossimo più soggetti a nessuna legge, e quindi coloro che dicono per esempio alle sorelle: ‘Sorelle, non mettetevi la minigonna, o non vi mettete gioielli addosso, perché queste cose non si addicono a donne che fanno professione di pietà’, o ‘Sorelle, mettetevi il velo sul capo quando pregate o profetizzate’ o ancora dicono alla fratellanza ‘Non usate un linguaggio buffonesco o volgare o a doppio senso’ o ‘Non andate al teatro (e non fatelo neppure), nè al cinema, e neppure al mare’ e altre simili cose, che hanno lo scopo di far santificare il popolo, vengono da loro accusati di stare cercando di far ricadere il popolo sotto la legge di Mosè e quindi di voler mettere dei pesi gravi a portare sulle spalle dei discepoli.
I termini che costoro usano contro di noi che diamo queste esortazioni, che sono secondo il modello delle sane parole di Paolo, sono ‘talebani evangelici’, ‘farisei moderni’, e altri dello stesso tenore.

Fratelli, nessuno di questi cianciatori e ribelli vi seduca con i suoi vani ragionamenti, perché la vera grazia di Dio “ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente” (Tito 2:11-12), e non a conformarci al presente secolo malvagio. E oltre a ciò, ricordatevi che noi siamo sotto la legge di Cristo (1 Corinzi 9:21), che è ancora più severa di quella di Mosè, ed è costituita dai comandamenti di Cristo e da quelli degli apostoli; e ricordatevi pure che Paolo immediatamente dopo avere detto “non siete sotto la legge, ma sotto la grazia” ha detto: “Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia. Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:15-16), e ai Galati dice che noi non dobbiamo fare della libertà un’occasione alla carne (Galati 5:13). E non afferma forse la stessa cosa anche l’apostolo Pietro quando dice che non dobbiamo usare della libertà “qual manto che copra la malizia, ma come servi di Dio” (1 Pietro 2:16)?

E oltre a tutto ciò vi ricordo che se è vero che noi abbiamo per fine la vita eterna, è altresì vero che noi abbiamo per frutto la santificazione (Romani 6:22), e quindi ci dobbiamo astenere dal male e da ogni apparenza di male, per essere santi. E la santità non è solo interiore, cioè quella dello spirito e dell’anima, ma anche esteriore, cioè quella del corpo, e questo perché il nostro corpo è il tempio di Dio (1 Corinzi 3:16; 6:19) , e noi lo dobbiamo conservare in santità ed onore, e quindi non possiamo fare di esso lo stesso uso che ne fanno i pagani, i quali usano il loro corpo per divertirsi, per dare sfogo alle loro passioni di concupiscenza vestendosi come vogliono, parlando come vogliono, e comportandosi come vogliono (1 Tessalonicesi 4:3-8).
Guai dunque a tutti coloro che, con la scusa che siamo sotto la grazia e non sotto la legge, incoraggiano a peccare, cioè a corrompersi e contaminarsi invece che a santificarsi!

Fratelli, guardatevi da costoro, che fanno diffamare la via della verità con il loro permissivismo, o meglio con le loro idee libertine, sì perché costoro nei fatti sono dei libertini, e incoraggiano il peccato, e questo lo si vede chiaramente in questi ultimi termini dei tempi nella Chiesa. Costoro ci accusano di essere dei ‘legalisti’, ma noi non facciamo altro che proclamare la legge di Cristo, – e non stiamo cercando di riportare i credenti sotto la legge di Mosè, ma semmai sotto la legge di Cristo il cui giogo essi hanno spezzato – ma loro assomigliano a dei veri e propri libertini, che ci accusano peraltro di vedere il peccato in ogni cosa.

Riprendeteli severamente, perché questo meritano. Resistetegli in faccia, difendendo strenuamente la sana dottrina che da costoro è sprezzata con un linguaggio dolce e lusinghevole, con il quale seducono il cuore dei semplici e adescano le anime instabili.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/24/si-sono-intrusi-fra-noi/

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