Come predicano gli ‘Evangelici’ omosessuali

Fratelli nel Signore, vi propongo parte della predicazione dal titolo ‘Niente e nessuno ha il potere di rendere vana la nostra alleanza con Dio’ di Giorgio Rainelli in occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’Omofobia – Chiesa Metodista via XX Settembre, Roma – 16 maggio 2010. Il testo della predicazione era Romani 8:31-39

‘Care sorelle, cari fratelli. …… Se siamo giustificati per fede e salvati per grazia penso che a noi, uomini e donne, non resti che accogliere questo dono gratuito, possiamo “abbandonarci” senza remore o paure nelle mani di Dio sicuri e sicure che il suo sostegno non mancherà. Io sono un razionalista eppure provo quasi un piacere fisico ad abbandonarmi alla carezza delle mani di Dio. Lui sarà sempre presente vicino a noi non in modo oppressivo, giudicante o dittatoriale ma lasciandoci liberi e libere nelle nostre scelte. Il Dio che condanna, giudica senza appello; il Dio interpretato come legge fine a se stessa ha cambiato volto, si pone come un padre e una madre amorevoli che sostengono i figli e le figlie nelle scelte, nelle difficoltà e nei momenti di gioia, Dio ribadisce con forza di essere il punto fermo nella vita di ognuno di noi, ed allora ”chi accuserà gli eletti di Dio?
Se siamo giustificati per fede e, gratuitamente, la grazia ci salva, ci rende liberi dai pesi della legge e “se speriamo ciò che non vediamo e lo aspettiamo con pazienza” e “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza ”chi accuserà gli eletti di Dio? Il Dio che ci giustifica e ci santifica non ci accuserà, il Cristo che intercede per noi non ci accuserà, lo Spirito che ci consola non ci accuserà. L’amore che ci lega a Dio attraverso Gesù è un “patto”, cosi forte che non si spezzerà, non si interromperà, è “un arcobaleno” che non svanirà anche quando noi, uomini e donne, camminiamo su strade che ci allontanano da Lui e da noi stessi e ci perdiamo nel deserto del nostro egoismo; chi si arrogherà, dunque,il diritto di accusare i figli e le figlie di Dio, gli eletti e le elette di Dio? La domanda che si è posta e si pone ancora oggi è: ma chi sono gli eletti e le elette di Dio? Come possiamo noi, uomini e donne, capire il disegno di Dio?
Tanto è stato scritto su questo argomento e troppo lontano ci porterebbe una tale discussione; posso solamente proporre una interpretazione personale che ha il valore che ha: se l’amore di Dio ci è donato gratuitamente, se la salvezza viene da Lui nonostante la nostra condizione di peccatori e peccatrici, se siamo tutti e tutte figli e figlie di Dio e i figli so’piezz’ ‘e core (come dice Edoardo De Filippo), allora siamo uguali nelle nostre differenze agli occhi del Padre.
Se “né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore ” (RM 8 : 36) quale scusa si trova per seguitare ad emarginare, perseguitare quelle figlie e quei figli di Dio, quelle sorelle e quei fratelli omosessuali? In nome di cosa e di chi quell’accoglienza, tanto spesso ipocritamente sbandierata, viene poi realmente e sottilmente messa da parte e non praticata? Nel nome di quale dio si impedisce la condivisione di esperienze di fede nella vita comunitaria alle persone omosessuali? In nome di quale interpretazione della legge divina si parla di diritto naturale e si ostacola l’amore di due persone in maniera più o meno palese? In nome di quale potere possiamo dire tu si, tu no, tu sei degno tu invece sei fuori. Ma fuori da cosa? Dalle chiese o fuori dal rapporto con Dio, fuori dal patto che Dio ha fatto con l’umanità e che Lui non spezzerà nonostante le nostre infedeltà, i nostri tentennamenti, la nostra lontananza. Certamente non nel nome del Dio che ci giustifica per fede e ci salva con la grazia del suo amore.
…. dunque chi si potrà arrogarsi il ruolo di giudice dei propri fratelli e delle proprie sorelle? Quale uomo o quale donna, credente o meno, potrà condannare, discriminare, umiliare in modo palese o subdolo le persone in base al proprio orientamento sessuale, alla propria identità di genere, al proprio lavoro, all’appartenenza ad una confessione religiosa, al colore della pelle o alla nazionalità?
Quale “sorella” o “fratello” potrà sostenere che la verità è depositata nelle sue tasche e solamente lei o lui interpretano correttamente la Parola? Chi da il potere di dire: tu sei un peccatore, una peccatrice e Dio non è con te per il solo fatto che ami una persona del tuo stesso sesso quando non c’è un solo giusto sulla terra e tutti e tutte siamo immersi e immerse in stessa dimensione di peccato?
La risposta è, e non può che essere, una sola!!!!!
Va detta ad alta voce, anzi gridata: il suo amore ci rende liberi, ci fa essere vincitori, niente e nessuno (neppure la morte) ha il potere di rendere vana la nostra alleanza con Dio.
Nessun uomo, nessuna donna, nessuna legge, nessuna chiesa possono e potranno mai separarci dall’amore di Dio. Amen.’

Da: http://refoitalia.wordpress.com/2010/05/18/niente-e-nessuno-ha-il-potere-di-rendere-vana-la-nostra-alleanza-con-dio/#more-1743

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Ecco in che maniera costoro fanno dire a Dio che gli omosessuali erediteranno il regno di Dio, e quindi un Cristiano può diventare anche omosessuale, tanto alla fine Dio lo accoglierà nel Suo regno.

Ma non è affatto così, perché la Scrittura dice che i sodomiti (o gli omosessuali) non erediteranno il Regno di Dio (1 Corinzi 6:10).
Ricordo poi a questi cosiddetti Evangelici omosessuali che sempre Paolo ha detto nella lettera ai Romani: “Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in quello che è contro natura; e similmente anche i maschi, lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento” (Romani 1:26-27). Se dunque Dio a costoro li ha abbandonati a passioni infami – e Paolo si riferisce agli omosessuali e alle lesbiche – è evidente che costoro non verranno ricevuti da Dio in gloria, ma se ne andranno all’inferno. D’altronde la Scrittura dice che senza la santificazione nessuno vedrà il Signore.

Quindi, uomini e donne che seguite la vostra libidine andando contro natura, sappiate che se non vi ravvedete, e convertite dalle vostre opere malvagie, non vedrete affatto Dio, ma sperimenterete solo la sua ardente ira venendo precipitati nel fuoco dell’inferno quando morirete.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://lanuovavia.org/giacintobutindaro/2010/05/18/come-predicano-gli-%e2%80%98evangelici%e2%80%99-omosessuali/

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