INFORMAZIONI SU CARI FRATELLI CHE CREDEVANO NELLA PREDESTINAZIONE

 Fratelli e sorelle nel Signore, mi sono accorto che, in seno a molte chiese evangeliche, quando un credente usa il termine : “PREDESTINAZIONE”, oppure “IDDIO CI HA ELETTI”, o ancora “SIAMO STATI DESTINATI A CREDERE”, la stragrande maggioranza di coloro che lo ascoltano, o storcono il muso o diventano tutti rossi in viso, come se gli avesse detto una mala parola; ed ho notato che la loro faccia sembri proprio che si tramuti di forma e di colore !

In molti sono, oramai, coloro che pensano che essa sia una dottrina sbagliata, falsa e ingiusta; poichè reputata come blasfema e diabolica.

Ora vorrei che sappiate, che insieme a coloro che oggigiorno credono nella predestinazione o proponimento dell’elezione di Dio, vi sono stati in passato pure i seguenti fratelli (ne elencherò solo alcuni) :

– C. H. Spurgeon;

– George Whitefield;

– Martin Lutero;

– Giovanni Calvino;

– Matthew Henry;

– Giovanni Diodati.

Ora vedremo insieme alcuni loro scritti, se pur molto brevemente.

Leggiamo una piccola nota di C.H. Spurgeon, che è stata usata come retro copertina del libro  : “Il Conforto della predestinazione”, ove sono contenuti diversi suoi sermoni :

Il Conforto della predestinazione
di C. H. Spurgeon

“Per quanto mi riguarda, quando il mio cuore sanguina e il mio spirito è abbattuto, non c’è nulla di meglio che leggere l’ottavo e il nono capitolo della lettera di Paolo ai Romani. E quando le cose mi vanno storte e ogni cosa sembra infrangere le mie speranze, trovo grande conforto nel posare il mio capo sul soffice cuscino del proposito eterno di Dio, adagiando il mio spirito sulla certezza che Dio farà ciò che ha promesso e realizzerà ciò che ha preordinato. Delicatezze maestose! Preziosi incoraggiamenti per pellegrini stanchi! Se vuoi ali d’aquila, studia queste verità, ed esse ti porteranno in alto. Se invece vuoi continuare a strisciare per terra, pieno di dubbi e paure, miserie e distrazioni, continua pure a cibarti con pietanze di qualità più bassa. Se vuoi camminare con la forza di un gigante e combattere con il valore di un Davide, cibati del miglior pane celeste, e la tua gioventù sarà rinnovata.”

 (Charles Haddon Spurgeon)

George Whitefield scrisse :

“Nessuno dei figli di Dio viene al mondo senza vita; la preghiera è il respiro stesso della nuova creatura: e dunque, se siamo senza preghiera, siamo senza Cristo; se non abbiamo lo spirito di supplicazione, è un triste segno che non abbiamo lo spirito della grazia nelle nostre anime; e puoi essere certo di non aver mai pregato, se non hai mai sentito di essere un peccatore, e non hai mai sentito il desiderio di Gesù di voler essere il tuo Salvatore. Possa il Signore, che io servo nel vangelo del suo caro Figlio, toccarvi tutti nel cuore, e possa essere detto di voi tutti, come fu detto di Saulo, “ecco, essi pregano!”

Il Signore procede nell’incoraggiare Anania ad andare con Saulo: Egli dice, al verso 12, che Saulo “ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista”. Così, sebbene Cristo abbia Egli stesso convertito Saulo immediatamente, porta avanti l’opera che ha cominciato, tramite un ministro. Beati quelli che, attraverso le sofferenze dell’anima, sono diventati guide esperte, e conoscono Gesù Cristo con la stessa profonda familiarità che aveva Anania; voi che avete queste cose, utilizzatele molto e siate riconoscenti per esse; e voi che non le avete, confidate in Dio; Egli vi farà compiere le sue opere anche senza di esse.

Senza dubbio, Anania era un uomo retto; ma cosa dirò della sua risposta al Signore? Non lo loderò, poiché egli disse: “Signore, ho sentito dire da molti di quest’uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. E qui ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome” (versi 13-14). Temo che questa risposta proceda da qualche residuo di giustizia propria, come pure di infedeltà. “Àlzati (disse il Signore), va’ nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera”! Si potrebbe pensare che ciò dovrebbe bastare a soddisfarlo; ma Anania dice: “Signore, ho sentito dire da molti di quest’uomo” (sembra parlarne con disprezzo, poiché anche gli uomini retti sono inclini a pensare troppo sprezzantemente di quelli che sono ancora nel peccato) “quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. E qui ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome”. Ma il Signore zittisce tutte le sue obiezioni, dicendo: “Va’, perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d’Israele; perché Io gli mostrerò quanto debba soffrire per il mio nome”.

Qui Dio mette a tacere l’uomo, proclamando la propria sovranità, e parlandogli della dottrina dell’elezione. E le frequenti conversioni di peccatori incalliti a Dio, per me sono la più grande prova, tra mille altre, di quella preziosa – ma troppo spesso travisata e tristemente male rappresentata – dottrina dell’elezione per l’amore di Dio; infatti, come mai sono scelti questi peccatori, mentre migliaia di altri, che neanche lontanamente sono così vili, muoiono? L’unica risposta che può essere data è che essi sono strumenti scelti; “Va’ (dice Dio), perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d’Israele; perché Io gli mostrerò quanto debba soffrire per il mio nome”.
Osservate che stretta connessine vi è tra il fare e il soffrire per Cristo. Se qui sono presenti miei fratelli nel ministerio, raggiungano le promozioni che dobbiamo aspettarci, se siamo chiamati a compiere l’opera di Dio: non grandi guadagni o diocesi, ma grandi sofferenze per amore del nome del nostro Signore; questi sono i frutti del nostro lavoro; e chi non si compiace di soffrire grandi cose per annunciare Cristo, non è degno di Lui. Le sofferenze saranno trovate essere le migliori promozioni, quando dovremo rendere conto del nostro ministerio nel gran giorno.

Non leggiamo che Anania disputò con Dio riguardo alla dottrina dell’elezione; no (oh che tutti gli uomini retti volessero, in questo, imparare da lui!).”

Tratto da “LA CONVERSIONE DI SAULO” di George Whitefield (http://camcris.altervista.org/041.html)

 

Ora passiamo a leggere ciò che scrisse Lutero :

Lutero, La libertà

 

Non esiste il libero arbitrio perché esiste la predestinazione, perché senza l’aiuto di Dio l’uomo è schiavizzato dal demonio, perché la natura umana è stata corrotta dal peccato originale e perché l’uomo è stato redento da Cristo.

M. Lutero, W. 786-787; Clemen, pagg. 291-292

Qui terminerò questo libretto, disposto, se sarà necessario, a trattare la questione piú ampiamente, quantunque io pensi di avere largamente soddisfatto ogni uomo pio, che voglia riconoscere la verità senza partito preso. Se infatti crediamo che la verità sia che Dio sa in precedenza tutto e tutto preordina e che pertanto non può fallire né subire ostacolo nella sua prescienza e predestinazione e che infine nulla può avvenire se non per Suo volere, come la ragione stessa deve ammettere, ne deriviamo, in ciò confortati egualmente dalla ragione, che non vi può essere affatto libero arbitrio né in uomo né in angelo né in alcuna creatura. Che se crediamo che Satana è il principio del mondo e che eternamente insidia e combatte con tutte le forze il regno di Cristo, in modo da non lasciare gli uomini da lui fatti schiavi se non quando ne sia respinto dalla virtú divina dello Spirito, di nuovo appare manifesto che il libero arbitrio non può esistere. Parimente, se crediamo che il peccato originale ci ha cosí corrotti, da opporre la sua repugnanza al bene, gravissimo ostacolo anche a coloro che sono sospinti dallo Spirito, è evidente che nell’uomo privo di Spirito nulla rimane, che possa rivolgersi al bene, ma tutto è rivolto al male. Infine, se i Giudei, che tendevano alla giustizia con tutte le loro forze, piombarono nell’ingiustizia, mentre i pagani, che tendevano all’empietà, giunsero alla giustizia per grazia divina e insperatamente, ancora una volta è manifesto, dalle opere stesse e dall’esperienza, che l’uomo senza la grazia non può volere che il male. Insomma, se crediamo che il Cristo ha redento gli uomini con il suo sangue, siamo costretti a riconoscere che l’uomo era perduto tutto intiero; in caso contrario dovremmo supporre Cristo o superfluo o redentore della parte piú vile di noi, il che sarebbe blasfemo e sacrilego.

 

Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, vol. XI, pagg. 1147-1148

Giovanni Calvino, che tra questi fratelli sicuramente è il più conosciuto riguardo alla dottrina della predestinazione, ha scritto molto in merito a questa dottrina. Qui di seguito è riportato uno spezzone di un suo sermone :

L’elezione – Sermone su Efesini 1:3-4

Giovanni Calvino (1509–1564)

“E, infatti, vediamo come S. Paolo ci esorti allo stesso scopo. “Anzi, o uomo, chi sei tu, che replichi a Dio?” (Rom. 9:20) Dopo aver esposto molte obiezioni che siamo abituati a fare, egli dice, “O uomo.” Con la parola “uomo” egli intendeva farci percepire la nostra fragilità, perché non siamo che vermi della terra e marciume. (Sal. 103:14). Ora, dunque, quale audacia è aprire la nostra bocca per replicare a Dio? Non è forse una perversione dell’intero ordine di natura? È forse in nostro potere di rapire il sole dal cielo, o di portare la luna tra i nostri denti, come si dice? Tanto meno ci è lecito contendere con Dio e avanzare ragioni per controllare i suoi giudizi che non possiamo comprendere.

Vi sono quelli che ammettono che questa dottrina della predestinazione, che S. Paolo tratta qui, sia vera, perché non osano contraddire lo Spirito Santo, e tuttavia vorrebbero che essa fosse sepolta così che non se ne parli mai. Ma essi semplicemente si dimostrano null’altro che degli sciocchi nel controllare lo Spirito Santo che ne ha parlato per mezzo dei profeti e degli apostoli, e anche per bocca dell’unigenito Figlio di Dio. Perché quando nostro Signore intende rassicurarci della nostra salvezza, egli ci riconduce a questa eterna elezione; e similmente quando intende magnificare il dono della fede, una volta nel decimo capitolo di Giovanni e un’altra nel sesto. E quindi quel genere di persone arrivano in ritardo a mettere a tacere Dio e a cancellare dalla sacra Scrittura le cose che sono qui mostrate. Perché l’intera Scrittura è utile (II Tim. 3:16). S. Paolo ha detto questo della Legge e dei Profeti. Quindi, anche noi possiamo concludere che non vi sia nulla di superfluo nel vangelo, nè nulla che non serva uno scopo e dal quale noi non possiamo essere edificati sia nella fede che nel timore di Dio.

Ma questa dottrina è contenuta qui, e lo Spirito Santo ne parla forte e chiaro. Devono essere Manichei quelli che vogliono mutilarla ed eliminarla dal vangelo. Perché quello che a loro non piaceva, essi lo mettevano da parte e forgiavano un vangelo con pezzi diversi, non ammettendo altro che ciò che essi ritenevano buono. Ora, se tali eretici hanno dimostrato una caparbietà diabolica contro Dio nel separare le cose che dovrebbero essere tenute insieme in un vincolo indissolubile, allora sono altrettanto disonesti e perversi quanti oggi vorrebbero che la dottrina dell’elezione fosse ridotta al silenzio. Perché vorrebbero fermare la bocca di Dio, se fosse possibile, e sigillarla ogni volta che pronuncia una qualunque cosa che loro non approvano.”

Per quanto riguarda Matthew Henry, il noto espositore puritano della Sacra Scrittura, di cui abbiamo  in lingua italiana ben 12 volumi di commentario, basterebbe leggere alcuni di questi suoi commenti per capire come egli ci credeva; così come ci credeva Giovanni Diodati, il noto traduttore della Sacra Bibbia in lingua Italiana dai testi originali, che oltre a tradurla la commentò pure, facendoci pervenire a noi ciò in cui lui credeva. Ora riporterò tratti di alcuni loro commenti, su alcuni versi del capitolo 9 dell’epistola di Paolo Apostolo ai santi di Roma .

Matthew Henry scrisse quanto segue :

” 2. Paolo tratta anche il caso di Giacobbe e Esaù (vv. 10-13), ancora più adatto a dimostrare che non tutti i posteri di Abraamo erano, in quanto tali, destinatari della promessa, ma solo coloro che Dio aveva designato nella sua sovranità. Tra Isacco e Ismaele c’era una diversità che precedeva la reiezione di Ismaele: questi era il figlio della schiava, nato molto prima di Isacco. Ismaele era di carattere aspro e violento e aveva schernito e angariato Isacco.  Tutte le cose che si può supporre Dio tenesse presenti quando comandò ad Abraamo di cacciarlo via. Ma nel caso di Giacobbe ed Esaù, non accadde mai qualcosa del genere. Erano entrambi figli di Isacco e di una stessa madre; furono concepiti hex henos, da uno stesso uomo, o come stà scritto in alcune versioni hex henos koitou. La differenza fra loro fu stabilita dal consiglio divino prima che essi nascessero o che facessero alcunchè di bene o di male. Stavano ancora a lottare nel ventre materno, quando fu detto : il maggiore servirà il minore, senza alcuna considerazione alle opere buone o cattive fatte o previste. E questo affinchè rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, e venisse affermata questa grande verità: che Dio sceglie alcuni e rigetta altri di sua iniziativa, secondo il suo volere assoluto e sovrano, dispensando i suoi favori o negandoli, come piace a lui.”

Tratto dal Commentario di Matthew Henry Vol. 11, da Atti a I Corinzi,  pag. 607

Ora invece passiamo al Diodati, e precisamente ai commenti ch’egli scrisse ai seguenti passi della Sacra Scrittura : 

“Perciocchè egli dice a Moisè: Io havrò mercè di chi havrò mercè, e farò misericordia a chi farò misericordia.

Egli non è adunque di chi vuole, nè di chi corre, ma di Dio che fa misericordia.

Conciò sia cosa che la scrittura dica a Faraone: Per quello stesso t’ ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza, ed acciocchè il mio nome sia predicato per tutta la terra.

Così, egli fa misericordia a cui egli vuole, ed indura chi egli vuole.”

(Romani 9:15-18)

“v.15. Perciocchè c. da questo passo appare, che la differenza che Iddio fa fra gli huomini, essendo opera di pura grazia, e misericordia, è senza obbligatione: ed anche, che’n quella egli non ha alcun riguardo ad alcun merito dell’huomo.   di chi avrò c. di cui vorrò haverla, secondo’l mio beneplacito.  v.16. Egli non è c. poi che l’elettione è di pura misericordia, non può essere attribuita ad alcuna volontà, o sforzo dell’huomo.  v.17. Conciò c. questo stesso appare per la rigettione di certe persone, come di Faraone, nimico professo di Dio : il quale Iddio havea determinato di lasciare nella sua naturale malignità, senza correggerla per la sua grazia : acciochè, passando fino al supremo grado, egli lo combattesse per la sua potenza, alla maggiore manifestazione della sua gloria.  La scrittura c. Iddio nella scrittura,   suscitato c.  volontariamente permesso che tu nascessi nel mondo, fossi esaltato al regno, e mettessi ad effetto la tua fellonia contr’a me.   v.18.indura c. non mollificando il suo cuor ribello ad una dolce ubbidienza, egli avviene che tutti gli obbietti, e mezzi, che Iddio adopera difuori, benchè ottimi, e santissimi, sono dall’huomo convertiti in aumento di durezza, e di ribellione.”

Tratto da “La Sacra Bibbia tradotta in lingua Italiana, e commentata da Giovanni Diodati di nation lucchese, seconda editione migliorata ed accresciuta (Diodati 1641)”

E’ stato mio dovere informarvi, e rendervi partecipi di queste utili informazioni, per rispondere a tutti coloro che asseriscono che questa dottrina non l’abbia predicata nessuno, o magari che l’abbia predicata solo qualche eretico. Vorrei inoltre aggiungere che, lo scopo di questo scritto non è stato quello di cercare di rafforzare la dottrina in questione, poichè non occorre aggiungere ai testi Sacri alcuno scritto umano per rafforzarla, ma solo per rendervi noto che è stata una dottrina predicata in passato, da molti fratelli a noi cari, e che vi ricordo sono stati usati potentemente da Dio, per la divulgazione della Buona Novella del Regno di Dio.

A tal proposito è giusto precisare che, nonostante costoro credessero nella predestinazione , credevano pure nella dottrina “Una volta salvati, sempre salvati”, cosa che la Sacra Scrittura non conferma, in quanto è possibile scadere dalla Grazia di Dio. Coloro che son sulla via della salvezza quindi, si studieranno di come meglio servire il Signore e di rendere ferma la loro vocazione ed elezione in Cristo con la loro perseveranza (2Pietro 1:10), in quanto ancora, colui che avrà perseverato sino alla fine sarà salvato (Matteo 24:13).

La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo con purità incorrotta.

Amen.

Larizza Salvatore

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5 commenti su “INFORMAZIONI SU CARI FRATELLI CHE CREDEVANO NELLA PREDESTINAZIONE

  1. Franco Spinali ha detto:

    amen!amen!amen!fratello Salvo ,fai bene a chiarire questo, che molti grandi predicatori del passato credevano nella predestinazione ,mentre oggi fratelli che non l’accettano sostengono che è una falsa dottrina nata da poco e addirittura la attribuiscono all’opera del nemico che la usa per distruggere la chiesa ,tutto questo è frutto di una profonda ignoranza delle scritture e diciamo che c’è anche l’orgoglio umano che prevale sopra tutto.Quindi continua cosi’ fratello .Dio ti benedica. Franco e Maria

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Grazie Franco e grazie Maria per il vostro incoraggiamento, ritengo che sia giusto ricordare ai fratelli che un tempo le cose non erano come lo sono oggi, e magari molto spesso li senti citare i nomi di Spurgeon, Lutero, Diodati riempendosi la bocca, e in realtà non sanno nemmeno ciò che essi credevano veramente; perchè la maggior parte di costoro sono proprio quelli che accusano ingiustamente noi, che come tanti altri, credono nel proponimento dell’elezione di Dio.
      In seno ai pentecostali “oggi”, ho notato che la dottrina dell’elezione è come se fosse per loro una pietra d’intoppo, cosa che non lo era affatto in “passato”. Il mio consiglio quindi per costoro, è che tornino ai “sentieri antichi”, e si lascino guidare “interamente” dallo Spirito di Dio.
      La Grazia sia con voi.

  2. Edoardo ha detto:

    A mio avviso, se questi argomenti diventano causa di divisione nella Chiesa di Dio e non sono indispensabili per la salvezza dell’uomo, sarebbe meglio sorvolare, anche perchè è meglio impegnarsi per testimoniare l’amore di Cristo, piuttosto…. Il pericolo di sentirsi degli eletti ci porta a pensare che ci siano anche degli uomini che a priori Dio detesta e predestina quindi alla dannazione eterna; questo va contro la sua natura di Amore gratuito che crea ogni cosa per la vita e l’esistenza eterna. Dio non può andare contro la sua natura. Il peccato stesso è stato originato da una disobbedienza volontaria dell’uomo. Anche lucifero del resto si è condannato per libera volontà e non credo che Dio lo’abbia creato per essere dannato in eterno… Altrimenti rischiamo di diventare un po’ come i farisei che si sentivano superiori perchè dicevano di avere Abramo per padre. La volontà di Dio non vuole mai andare contro la libertà dell’uomo mentre la volontà dell’uomo può decidere di andare contro la volontà di Dio; questo fatto è evidente, basta vedere tutti guai ed il male del mondo… mi spiego meglio: Dio sceglie gli uomini in base al loro cuore (vedi esempio di Davide 1Sam 13:14 oppure Atti 1:24) quindi “preconosce la loro predisposizione del cuore” anche se comunque questo non è sufficiente per essere salvati ma è necessario esercitare la propria libertà accettando volontariamente Cristo, che è morto “per tutti” (2cor 5:14-15) e la parola di Dio non può essere cambiata.
    In ogni caso Dio essendo fuori dallo spazio e dal tempo conosce già l’esito delle nostre scelte e soprattutto conosce il nostro cuore ma siamo sempre liberi di rifiutare. Altrimenti invece di un Dio cristiano diventa un Dio islamico; Allah infatti non ha nessun obbligo nei confronti degli uomini e può comportarsi come vuole, con chiunque e in qualunque circostanza. Il Dio di Gesù, invece è paragonato ad un sole che splende per tutti, che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, non fa preferenze, Gesù ha chiamato amico anche Giuda, nonostante sapesse che era un “diavolo” Gv 6,70 che è andato poi a finire nel posto “che si è scelto” ATTI 1:25, è chiarissimo!

    • SALVATORE LARIZZA ha detto:

      Vedi Edoardo, anche io facevo un pò i ragionamenti che fai tu e dicevo le cose che stai dicendo tu, ma studiando e investigando le Scritture, mi sono reso conto che vedevo Iddio e il suo modo di agire in maniera distorta. Dal momento che credetti in questa parte del consiglio di Dio MOLTO IMPORTANTE, cominciai a parlare e a ragionare nella maniera biblica. Il consiglio che ti posso dare, è quello di investigare più approfonditamente le Scritture e pregare Iddio che ti aprà la mente per intenderle nella maniera giusta. Leggi in particolar modo il capitolo 9 della lettera dell’Apostolo Paolo ai santi di Roma, che ti ricordo erano gentili di nascita.

  3. de felice claudio ha detto:

    Ho compreso finalmente il vero amore di Dio solo dopo aver compreso il significato della dottrina dell’elezione eterna. Una reale vita cristiana si può vivere solo nella consapevolezza della certezza della salvezza e non nella collaborazione per ottenerla. Dio vuole riconoscenza dai suoi eletti,acquistati col suo proprio sangue non rifinitori che lo completano con il loro fare. non ancora ma sicuro che è già. Il Signore vi benedica.

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