La salvezza appartiene all’Eterno

scala cielo‘Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.’ (Romani 9:15-16)

Sia ringraziato Iddio che ha avuto mercè e compassione di noi.
Sia ringraziato Iddio che ha operato in noi il volere e l’operare secondo la sua benevolenza (cfr. Filippesi 2:13).
Sia ringraziato Iddio che ci ha attirati a Cristo Gesù per essere salvati e ci ha rivelato in Gesù il Cristo (cfr. Giovanni 6:44; Matteo 16:16).
E questo perchè non è dipeso dalla nostra volontà nè dalla volontà di coloro che hanno ‘corso’ ad annunciarci l’evangelo; ma è dipeso da Dio che ha voluto farci misericordia.
E’ dipeso da Dio che ha mutato in noi il volere e l’operare.
E’ dipeso da Dio anche il fatto che siamo andati a Gesù e che Lo abbiamo riconosciuto come il Cristo, il Messia, il nostro Salvatore e Signore.
Dunque se riconosciamo che la salvezza risiede nella volontà di Dio abbiam motivo e ragione di ringraziarLo con tutto il nostro cuore; ma se affermiamo che siamo salvati per la nostra volontà e allora faremo bene a ringraziare noi stessi; o quanto meno a volgere una parte del ringraziamento a noi stessi. Oh, lungi da noi un simile pensiero! Dio ha scelto proprio le cose deboli per svergognare le forti, le cose che non sono per svergognare quelle che sono, affinché il vanto sia escluso e affinché la gloria, il ringraziamento e la lode vadano interamente a Dio e al suo Cristo (cfr. 1Corinzi 1:26-31). L’uomo non potrà giammai dire ‘la mia mano è stata quella che m’ha salvato’, proprio come non poterono dirlo Gedeone e i 300 con lui (cfr. Giudici 7:2).

A Dio dunque che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce e che ci ha riscattati dalla mano dell’avversario e ci ha trasportati nel regno del Suo amato figliuolo sia la gloria, la maestà, l’imperio ne’ secoli dei secoli. Amen.

Salvatore Larizza

Predicazione del 28 Settembre 2011 di Giacinto Butindaro

A cosa porta il rigetto del proponimento dell’elezione di Dio – Prima parte 


Predicazione del 25 Maggio 2011 di Giacinto Butindaro

Credere per diventare predestinati? 


La dottrina dell’Elezione, una dottrina sgradita …

E’ una dottrina sgradita. Ci si potrebbe ragionevolmente attendere che una verità che tanto onori Dio, esalti Cristo e sia di tanta benedizione, sia sostenuta e diffusa di tutto cuore da tutti i cristiani professanti ai quali essa sia chiaramente presentata. Proprio per il fatto che i termini: “predestinati”, “eletti”, e “scelti” ricorrano così frequentemente nella Parola, uno potrebbe sicuramente concluderne che tutti coloro che affermano di accogliere le Scritture come divinamente ispirate, accolgano con fede implicita questa grande verità riferendo l’atto stesso – così come si conviene a creature peccaminose ed ignoranti – al sovrano compiacimento di Dio. Di fatto, però, questo è lungi dall’essere il caso. Non c’è dottrina che più di questa sia stata detestata dalla fiera natura umana, una dottrina che abbassa la creatura ed esalta il Creatore. Sì, non c’è nulla di altrettanto evidente e palese come proprio questa dottrina susciti l’inimicizia della mente carnale.

All’inizio del mio giro di conferenze Australia dissi: “Questa sera parlerò di una delle dottrine più odiate dell’intera Bibbia, cioè quella dell’elezione sovrana di Dio”. Da allora abbiamo circumnavigato il globo e siamo venuti in contatto più o meno stretto con migliaia di persone appartenenti a molte denominazioni e ancor più migliaia d’altri cristiani professanti che non appartengono ad alcuna, ed oggi il solo cambiamento che potremmo fare a quell’affermazione è che, sebbene la verità del castigo eterno sia la dottrina più contestata dai non-professanti, quella della sovrana elezione è la verità più detestata e svilita dalla maggioranza di coloro che affermano d’essere credenti. Dichiariamo esplicitamente che la salvezza prende origine non dalla volontà umana, ma dalla volontà di Dio (vedi Giovanni 1:13; Romani 9:16), che se non fosse così nessuno vorrebbe o potrebbe essere salvato – perché come risultato della caduta, l’essere umano ha perduto ogni desiderio e volontà di fare il bene (Giovanni 5:40; Romani 3:11) – e che persino gli eletti devono essere resi volenterosi (Salmo 110:3), eppure alto sorge il grido di indignazione contro un tale insegnamento.

La questione di fondo sta proprio qui. I millantatori di meriti non permettono la supremazia della volontà di Dio e l’impotenza a fare il bene della volontà umana, di conseguenza, coloro che maggiormente attaccano l’elezione del sovrano beneplacito di Dio, sono proprio quelli che in modo più appassionato difendono il libero arbitrio dell’essere umano decaduto. Nei decreti del Concilo di Trento, laddove il Papismo definisce in modo irrevocabile la propria posizione sui punti sollevati dai Riformatori, e che Roma non ha mai smentito, troviamo il seguente: “Se qualcuno afferma che il libero arbitrio dell’uomo dopo il peccato di Adamo è perduto ed estinto; o che esso è cosa di sola apparenza anzi nome senza contenuto e finalmente inganno introdotto nella chiesa da Satana: sia anatema” [Canoni del Concilio di Trento, Canoni sulla giustificazione, Capitolo XVI, 5].

Fu per la loro ferma adesione alla verità dell’elezione, con tutto ciò che implica, che John Bradford (1510-1555) e centinaia d’altri furono bruciati vivi sul rogo dagli agenti del Papa. Indicibilmente triste è vedere come molti protestanti professanti concordino, in questo errore fondamentale, con la madre di tutte le prostitute.

Qualunque siano le obiezioni che molti sollevano contro questa beata verità, essi saranno costretti ad udirla nell’ultimo giorno, udirla come la voce della decisione finale, inalterabile ed eterna. Quando la morte e l’Ades, il mare e la terra asciutta, restituiranno i loro morti, allora sarà aperto di fronte ad angeli e demoni, in presenza dei salvati e dei perduti, il libro della vita – il registro in cui sono riportati sin da prima della fondazione del mondo i nomi di coloro che sono oggetto dell’elezione della grazia. Allora quella voce risuonerà dai punti più alti del Cielo fino a quelli più bassi dell’inferno, estesa fino ai confini dell’universo.

Tratto da : Arthur Walkington Pink, La Dottrina dell’Elezione, pag. 5

5 Maggio (Mattino) – ‘Coloro che Egli ha scelto’ lo hanno fatto diventare ‘Coloro che Lo hanno scelto’: … ecco il libero arbitrio delle ADI!

Spurgeon afferma: ‘The whole world is God’s; the heaven, even the heaven of heavens is the Lord’s, and he reigneth among the children of men; but of those whom he hath chosen, whom he hath purchased to himself, he saith what he saith not of others—“My people.”

 

 

La traduzione è: ‘Il mondo intero appartiene a Dio; il cielo, anzi il cielo dei cieli è del Signore, ed egli regna tra i figli degli uomini; ma di coloro che Egli ha scelto, che lui ha comprato per sé stesso, egli dice quello che non dice di altri – ‘Mio popolo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il mondo intero appartiene al Signore, ed Egli regna fra i figli degli uomini; ma per coloro che Lo hanno scelto, per coloro che Egli ha acquistato per Sé, Egli dice di essi ciò che non asserisce degli altri: ‘Mio popolo’ (MMS, pag. 254).

 

Ritengo che dire che questa manomissione è scandalosa è dire poco. Questi di ADI Media veramente sono insensati, perché oltre a far dire a Spurgeon una cosa che non insegnava e non pensava, vanno sfacciatamente contro la Parola di Cristo che dice: “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi” (Giovanni 15:16). Ma d’altronde per le ADI, è l’uomo che sceglie Cristo e non il contrario, e quindi … avanti con il libero arbitrio, e che libero arbitrio! Esso arriva persino ad invertire il significato delle parole di Spurgeon! Più libero arbitrio di questo!

Tratto da : Giacinto Butindaro, Le ADI hanno manipolato i libri di Charles Spurgeon, pag. 67