Ecco il cambiamento che predica Alton Garrison

Fratelli nel Signore, giovani e meno giovani, che frequentate Chiese ADI, come vi ho detto nel mio precedente articolo su Alton Garrison, che sarà il predicatore ufficiale da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre 2011, a Fiuggi Terme (FR), in occasione del XXXVI Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI; questo predicatore porta un messaggio ai pastori e alle Chiese che è diabolico perchè tramite di esso si propone di corrompere la Chiesa di Dio, cioè di farla prostituire con il mondo. In altre parole egli si propone di trasformare la Chiesa di Dio in una Chiesa mondana per piacere al mondo. Questa è la sua strategia evangelistica per far crescere la Chiesa quantitativamente.

Ora, Alton Garrison in base a delle note biografiche sul suo conto presenti sul sito delle Assemblee di Dio USA, è stato pastore della Prima Chiesa delle Assemblee di Dio a North Little Rock, nell’Arkansas, dal 1986 al 2001 (da:http://ag.org/top/About/Leadership/index.cfm).

Quale miglior modo dunque per capire come lui vuole far diventare le Chiese, di andare a vedere come questa Chiesa delle Assemblee di Dio, che ancora oggi lo ricorda come colui sotto il cui pastorato sperimentò una significante crescita sia numerica che finanziaria, agisce per attirare le persone al locale di culto o per evangelizzare.

Vi invito quindi a vedere ed ascoltar attentamente questi video che sono presi (tranne i primi due che comunque sono stati anch’essi realizzati da questa Chiesa) dal canale Youtube (http://www.youtube.com/user/TheHouseMedia1) del ministerio dei giovani-adulti proprio di questa Chiesa (http://thehousenlr.com/); come anche guardate attentamente le foto che seguono e che concernono il ‘ministerio’ dei bambini che ho preso dal sito della Chiesa qua (http://www.firstnlr.com/); e che spiegano ancora meglio di quanto possano fare le mie parole la diabolicità del suo messaggio.

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– Robert Etheridge guida la Corale e l’Orchestra della First Assembly of God North Little Rock in ‘Father Forgive Them’ durante la Pasqua del 2001.

- Robert Etheridge guida la First Assembly of God North Little Rock Choir and Orchestra in “I’ve Just Seen Jesus” nella loro produzione natalizia del 1998.

- Jonas Brothers- SOS “Boybands reMIX”. Questi sono tre ragazzi della Chiesa che fanno una parodia della canzone SOS del gruppo del mondo Jonas Brothers

- Christmas? the 3 boys who saved christmas (Natale? i tre ragazzi che salvarono il natale). Questo è un cortometraggio.

- Most Epic River dance Ever – Spettacolo di danza irlandese per divertirsi durante una sorta di parodia di un Talent show. Anche i prossimi video sono stati realizzati durante questa sorta di Talent Show.

- U2 cover ‘sunday bloody sunday’ – Questa è l’esibizione degli U3 (una imitazione del gruppo U2) ch cantano ‘sunday bloody sunday’ (‘domenica sanguinosa domenica’) del gruppo rock irlandese U2.

- Un cosiddetto ‘Human video’

- Questo è un ballo ‘Hoola Hoop’ fatto da una bambina.

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Confesso che viene da piangere nel vedere questi video e queste foto, ma anche una grande rabbia nel sapere che questi spettacoli indecorosi e vergognosi che vedrete sono il frutto del messaggio diabolico di questo predicatore che le Assemblee di Dio in Italia hanno invitato a Fiuggi per predicare ai giovani, e tramite il quale intendono sicuramente trasformare in peggio le Chiese qui in Italia.

Vi esorto dunque vivamente, fratelli, a non seguire il diabolico messaggio sul cambiamento portato da questo predicatore, e a non permettere che esso attecchisca sui vostri figli o sui vostri giovani. State lontani da Alton Garrison. Rigettatelo, rigettatelo, rigettatelo. E separatevi da quelle Chiese che hanno deciso di prostituirsi con il mondo per aumentare i loro membri.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/02/ecco-il-cambiamento-che-predica-alton-garrison/

Predicatori Evangelici riprendono gli idolatri Cattolici Romani durante la processione

Qui siamo a Stanthorpe (Australia), dove – secondo le informazioni tratte dal video – nel 2000 degli emigranti italiani cattolici romani sono riusciti a portare degli idoli dalla Sicilia. Ogni anno essi tengono una festa in loro onore, che comprende una messa, fuochi di artificio e una processione.
Che cosa hanno fatto allora questi Evangelici (che mi pare siano Battisti fondamentalisti)? Si sono messi sopra un camion – proprio di fronte alla basilica da dove parte la processione dietro gli idoli – con dei cartelli che riprovano l’idolatria ed esortano i Cattolici Romani a convertirsi dagli idoli a Cristo. In particolare c’è un cartello che recita così: ‘L’idolatria vi manderà all’inferno’, e poi un altro che dice ‘Avvertimento: …. idolatri, l’inferno vi aspetta’.
In sottofondo sentirete delle frasi in inglese rivolte agli idolatri che sfilano in processione, che tradotte vogliono dire:
‘Cattolici di Stanthorpe vi esorto a convertirvi dalla vostra idolatria, quello che state facendo è peccaminoso ed una abominazione nel cospetto di Dio. …. convertitevi a Gesù … convertitevi dai vostri idoli … allontanatevi da questa immondizia’. E poi ci sono degli avvertimenti che se non si convertono andranno all’inferno. E come potete vedere i Cattolici Romani l’hanno presa a male, in particolare alcuni di essi si sono particolarmente arrabbiati.

Ho postato questo video per farvi riflettere sulla reazione indignata dei Cattolici Romani quando gli viene presentato il vero messaggio che bisogna rivolgersi, che è quello di convertirsi dagli idoli all’Iddio vivente e vero.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/09/predicatori-evangelici-riprendono-gli-idolatri-cattolici-romani-durante-la-processione/

 

Omosessuali deridono e offendono indignati coloro che gli predicano il Vangelo

Posto questo video che è stato registrato a Brisbane (Australia), per far vedere cosa accade quando viene predicato il ravvedimento e la remissione dei peccati ai peccatori, con l’annuncio del giudizio di Dio se non si ravvederanno, cioè quando si porta loro il vero messaggio che Cristo ha comandato di portare ai peccatori. Voglio che riflettiate sulla reazione di quel gruppo di omosessuali contro quei predicatori che gli annunciano di ravvedersi e credere in Gesù Cristo, altrimenti periranno. Mi pare che coloro che evangelizzano sono dei credenti Battisti, ma non ho la certezza assoluta.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/08/omosessuali-deridono-e-offendono-indignati-coloro-che-gli-predicano-il-vangelo/

‘La Verità Eterna’: Gesù ritorna il 15 Ottobre 2011

Si definiscono ‘La Verdad Eterna’ cioè ‘La verità eterna’ e sono un gruppo uscito nel 2009 dalla Chiesa Avventista del Settimo Giorno perchè sostengono che la Chiesa Avventista abbia apostatato accettando la dottrina della Trinità.
Rigettano dunque la Trinità (e infatti battezzano nel solo nome di Gesù, e non nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo), e poi proclamano che Gesù ritornerà il 15 Ottobre 2011 che secondo loro è l’ultimo messaggio per il mondo intero. Mantengono però le altre dottrine avventiste come quelle del ‘sonno dell’anima’, dell’annichilimento dei malvagi, del sabato, della dieta vegetariana, dell’obbligo della decima, e così via.
Stanno facendo una intensa propaganda, anche qui in Italia, e diverse persone sono rimaste sedotte dalle loro menzogne.
Guardatevi da costoro perchè mentono contro la verità. La dottrina della Trinità è biblica, e in merito al ritorno di Cristo la Scrittura dice che “Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo” (Matteo 24:36), ed anche: “Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio” (2 Tessalonicesi 2:1-4).
Per le altre menzogne che sostengono vi invito a leggere il mio libro confutatorio degli Avventisti del Settimo Giorno.
Nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/09/la-verita-eterna-gesu-ritorna-il-15-ottobre-2011/

Per Paolo Ricca, teologo valdese, l’omosessualità non è peccato

Ecco cosa scrive il noto teologo Valdese Paolo Ricca ad una lettrice in merito all’omosessualità: ‘Lei mi chiede di dirLe «sinceramente» se l’omosessualità sia peccato, oppure no. Le dirò «sinceramente» che, secondo me non lo è, anche se so benissimo che la Bibbia lo considera tale. Ma perché la Bibbia considera l’omosessualità un peccato? Perché gli autori biblici ritenevano che l’omosessualità fosse una scelta. Noi oggi sappiamo quello che gli autori biblici non sapevano e neppure lontanamente supponevano, e cioè che l’omosessualità non è una scelta, ma una condizione. E questo cambia tutto il discorso’. Affermazione (presente su http://www.chiesavaldese.org/) tratta dalla rubrica “Dialoghi con Paolo Ricca” del settimanale Riforma del 26 gennaio 2007.

 

Dunque, Paolo Ricca, quello che la Bibbia dichiara essere peccato non lo ritiene più tale, perchè dice lui: ‘Noi oggi sappiamo quello che gli autori biblici non sapevano e neppure lontanamente supponevano, e cioè che l’omosessualità non è una scelta, ma una condizione. E questo cambia tutto il discorso’.
Certo, quello che dice Paolo Ricca cambia tutto il discorso biblico, nel senso che annulla la Parola di Dio. Lui fa quindi quello che facevano gli scribi e i Farisei ai giorni di Gesù, annulla la Parola di Dio. Dio ha detto che l’omosessualità è peccato, ma Paolo Ricca dice che non lo è.
Paolo Ricca però ha dimenticato che gli autori biblici erano uomini che “hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:21), e quindi se Mosè disse: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), non lo scrisse di suo, ma perchè sospinto dallo Spirito Santo, che è lo Spirito della verità, che “investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio. Infatti, chi, fra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? E così nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio” (1 Corinzi 2:10-11).
Quindi, se lo Spirito di Dio ha affermato tramite Mosè che un uomo non deve avere relazioni sessuali con un altro uomo perchè questo è un abominio nel cospetto di Dio, ciò vuol dire che questo è quello che pensava Dio allora dell’omosessualità, e quello che Egli pensa tuttora sull’omosessualità, perchè Egli non muta.
Dunque, è lo Spirito di Dio da parte di Dio che ha dichiarato l’omosessualità essere una scelta in abominio a Dio perchè CONTRO NATURA, e noi dunque affermiamo: “Sia Dio riconosciuto verace, ma ogni uomo bugiardo” (Romani 3:4), e quindi qualsiasi essere umano che afferma il contrario di quello che ha affermato Dio deve essere considerato bugiardo perchè mente contro la verità.
E da tutti coloro che mentono contro la verità bisogna ritirarsi, con essi non bisogna mettersi.
Un’ultima cosa, se consideriamo che Paolo Ricca è rispettato da tanti pastori evangelici, compresi anche pastori pentecostali, c’è veramente da preoccuparsi, perchè ciò significa che costoro rispettano e onorano i falsi dottori, che sono nemici di Dio.

Leggo per esempio che Sabato 10 Settembre 2011 a Como, in occasione dell’inizio dell’Anno Accademico 2011/12 della Facoltà Biblica Uomini Nuovi, Shepherd University di lingua italiana, ci sarà la ‘prolusione del Pastore Prof. Paolo Ricca’. Ecco chi sono i dirigenti di questa ‘Scuola Biblica’: Pastore Dr Giuseppe Laiso – Presidente Shepherd International University di lingua italiana; Prof. Rino Rossinelli – Direttore; -Pastore Dr Gianni Di Giandomenico – Condirettore; Prof. Sandro Ribi – Collaboratore esterno; Dr Marco Pace – Cancelliere. Da: http://eventicristiani.wordpress.com/2011/08/28/10-settembre-2011-nuovo-anno-accademico-della-facolta-biblica-uomini-nuovi/

Leggo poi sul sito delle ‘Assemblee di Dio’ (AD) quanto segue:
Andria – Sabato 13 marzo la Chiesa Evangelica “Salem – A.D” ha organizzato presso il proprio locale di culto una conferenza sulla figura e l’opera del riformatore franco-svizzero Giovanni Calvino, in collaborazione con la Chiesa “La Stella di Davide” di Andria. Numerosi sono stati i partecipanti, tra cui diversi docenti e presidi delle città limitrofe ed esponenti di diverse realtà evangeliche. Il moderatore dell’evento, prof. Felice Tarantini, ha lasciato la parola a relatori competenti e capaci di toccare le corde dell’uditorio, parlando della figura di un uomo tanto controverso agli occhi della storiografia quanto essenziale per il contributo teologico dato al mondo evangelico. Il Dott. Emanuele Fiume, Pastore della Chiesa Valdese di Roma, ha aperto la discussione, parlando del tema: “Calvino e il Calvinismo in Italia”, evidenziando le difficoltà inerenti la diffusione del Calvinismo nella nostra terra, notevolmente influenzata dal Papato, e il processo di demonizzazione che il riformatore ha dovuto subire in Italia. La parola è poi passata al Prof. Mario Miegge, docente di Filosofia Teoretica presso l’Università di Ferrara che ha parlato di “Calvino e il Capitalismo”. Prendendo spunto dall’opera di Max Weber “L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo”, si è ricordata l’importanza delle botteghe artigiane e della piccola imprenditoria quale risultato dell’etica del lavoro propugnata da Calvino e vista come vocazione del credente, all’interno di un Protestantesimo ascetico. Il Prof. Paolo Ricca, Pastore e Docente emerito di Storia della Chiesa presso la Facoltà Valdese della Teologia di Roma, ha concluso l’incontro parlando su: “Calvino e la Riforma Protestante”; è stata presentata con grande accuratezza la persona di Calvino e il contributo da lui offerto al Protestantesimo. Lo stesso Ricca ha avuto modo di portare il giorno prima della conferenza uno studio significativo sulla storia dei Valdesi in Italia, presso la Chiesa Salem di Andria. Ringraziamo Dio perché questi giorni ci hanno permesso di consolidare la comunione fraterna con i nostri fratelli “evangelici storici”. Da: http://www.chieseadr.org/pages/index.asp

Inoltre Paolo Ricca, il giorno 4 novembre 2009 presso l’Aula Magna della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose (sita nei locali del movimento «Nuova Pentecoste» ad Aversa – CE, movimento di cui è fondatore e presidente Remo Cristallo), il cui preside è Carmine Napolitano, ha tenuto la prolusione al nuovo anno accademico con una conferenza dal titolo: ‘CALVINO PENTECOSTALE: ELEMENTI DELLA SUA DOTTRINA DELLO SPIRITO SANTO’. Tratto da: http://evangelici.icn-news.com/index.php?do=news&id=8004

Veramente vergognoso e scandaloso che costoro abbiano invitato a parlare una persona come Paolo Ricca, che insegna eresie di perdizione. Ma evidentemente a costoro non interessa nulla di quello che insegna Paolo Ricca sull’omosessualità, che è molto grave. Ma è meglio dire che a costoro non interessa nulla di quello che dice la Bibbia in merito all’omosessualità, perchè altrimenti non vorrebbero avere nulla a che fare con persone come Paolo Ricca.
Guardatevi, fratelli, dunque da tutte queste persone e sappiate che coloro che collaborano con Paolo Ricca e tutti quegli Evangelici che la pensano come lui, sono dei ribelli perchè non osservano quello che ci ha comandato di fare l’apostolo Paolo nei confronti di questi insegnanti di eresie: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/08/29/per-paolo-ricca-teologo-valdese-lomosessualita-non-e-peccato/

La promessa del Padre è anche per noi

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che la promessa dello Spirito Santo fatta da Dio tramite il profeta Gioele e confermataci dal suo Figliuolo Gesù Cristo è anche per noi, Gentili in Cristo Gesù, a distanza di circa duemila anni da quando ci fu lo spargimento di Spirito su quei circa centoventi nostri fratelli a Gerusalemme.
Ora vi spiegherò questo mediante le Sacre Scritture, affinché siate confermati, fortificati, consolati, ed anche affinché abbiate di che rispondere a tutti quei cianciatori, ribelli e seduttori di menti, presenti in molte Chiese che invece dicono o fanno capire che invece quella promessa non è più per noi nella stessa maniera in cui lo fu per i discepoli a Gerusalemme il giorno della Pentecoste quando lo Spirito scese su di essi ed essi furono ripieni di Spirito e cominciarono a parlare in altre lingue.
Gesù Cristo dopo essere risuscitato dai morti apparve ai suoi discepoli, e si fece vedere da loro per quaranta giorni. E poco prima di essere assunto in cielo alla destra di Dio – secondo il racconto di Luca nel libro degli Atti – ordinò agli apostoli “di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:4,5).
Quindi, come potete vedere, Gesù, per promessa del Padre, intese il battesimo con lo Spirito Santo. In quanto prima ordinò loro di aspettare il compimento della promessa del Padre, e poi spiegò in che cosa sarebbe consistito questo compimento dicendo loro: “Sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni”.
Nel Vangelo secondo Luca, verso la fine, lo scrittore dice che Gesù disse agli undici e a quelli che erano con loro: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49). Notate che anche qui Gesù ha menzionato la promessa del Padre, dicendo che Egli avrebbe mandato su di loro quello che il Padre Suo aveva promesso.
Ho detto che Luca parla degli undici apostoli e di quelli che erano con loro per questa ragione. Luca dice quanto segue in merito all’apparizione di Cristo ai due discepoli sulla via di Emmaus e agli undici: “Ed ecco, due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio nominato Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; e discorrevano tra loro di tutte le cose che erano accadute. Ed avvenne che mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si accostò e cominciò a camminare con loro. Ma gli occhi loro erano impediti così da non riconoscerlo. Ed egli domandò loro: Che discorsi son questi che tenete fra voi cammin facendo? Ed essi si fermarono tutti mesti. E l’un de’ due, per nome Cleopa, rispondendo, gli disse: Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che sono in essa avvenute in questi giorni? Ed egli disse loro: Quali? Ed essi gli risposero: Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole dinanzi a Dio e a tutto il popolo; e come i capi sacerdoti e i nostri magistrati l’hanno fatto condannare a morte, e l’hanno crocifisso. Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe riscattato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da che queste cose sono avvenute. Vero è che certe donne d’infra noi ci hanno fatto stupire; essendo andate la mattina di buon’ora al sepolcro, e non avendo trovato il corpo di lui, son venute dicendo d’aver avuto anche una visione d’angeli, i quali dicono ch’egli vive. E alcuni de’ nostri sono andati al sepolcro, e hanno trovato la cosa così come aveano detto le donne; ma lui non l’hanno veduto. Allora Gesù disse loro: O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non bisognava egli che il Cristo soffrisse queste cose ed entrasse quindi nella sua gloria? E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano. E quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse andar più oltre. Ed essi gli fecero forza, dicendo: Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato. Ed egli entrò per rimaner con loro. E quando si fu messo a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, e spezzatolo lo dette loro. E gli occhi loro furono aperti, e lo riconobbero; ma egli sparì d’innanzi a loro. Ed essi dissero l’uno all’altro: Non ardeva il cuor nostro in noi mentr’egli ci parlava per la via, mentre ci spiegava le Scritture? E levatisi in quella stessa ora, tornarono a Gerusalemme e trovarono adunati gli undici e quelli ch’eran con loro, i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone. Ed essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane. Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro: Perché siete turbati? E perché vi sorgono in cuore tali pensieri? Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io. E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma siccome per l’allegrezza non credevano ancora, e si stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare? Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza. Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute. Allora aprì loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Or voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza. Poi li condusse fuori fino presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse. E avvenne che mentre li benediva, si dipartì da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza; ed erano del continuo nel tempio, benedicendo Iddio” (Luca 24:13-53).
Dunque Gesù prima appare ai due discepoli che stavano andando ad Emmaus, che non erano nel numero degli undici apostoli, infatti uno si chiamava Cleopa e l’altro non si dice il nome, comunque non erano nel numero degli undici. E difatti è scritto che dopo che Gesù sparì davanti a loro, “levatisi in quella stessa ora, tornarono a Gerusalemme e trovarono adunati gli undici e quelli ch’eran con loro, i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone. Ed essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane” (Luca 24:33-35).
Ora cosa avvenne mentre essi parlavano? “Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!” Chi furono dunque coloro in mezzo ai quali Gesù apparve mentre parlavano di quelle cose? Coloro che erano radunati in quell’occasione. E chi erano? Cleopa, un altro discepolo del Signore di cui non viene fatto il nome, poi c’erano gli undici apostoli, e poi altri discepoli di Cristo infatti Luca afferma: “E [Cleopa e l'altro discepolo] trovarono adunati gli undici e quelli ch’eran con loro, i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone” (Luca 24:33-34). Dunque non c’erano solo gli undici apostoli in quella occasione, e quindi prestiamo molta attenzione alle cose che seguirono. Innanzi tutto Gesù mostrò loro le mani e i piedi per provargli che era proprio lui risorto, e non uno spirito, e poi Luca dice che “aprì loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Or voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza”. Avete notato allora? Che Gesù disse a tutti loro: “Or voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:48-49). Quindi l’ordine di non dipartirsi da Gerusalemme finchè dall’alto sarebbero stati rivestiti di potenza, Cristo non lo diede solo agli undici.
C’è un’altra cosa a cui voglio che prestiate attenzione, e cioè che Gesù disse che sarebbe stato Lui a mandare sopra i discepoli ciò che il Padre aveva promesso, e quindi il battesimo con lo Spirito Santo sarebbe stato Lui a ministrarlo ai Suoi discepoli, e questo si accorda con quello che aveva detto Giovanni Battista: “Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco …. Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo” (Matteo 3:11; Giovanni 1:32-33).
Vediamo adesso di spiegare cosa aveva promesso Dio, cioè quale era questa sua promessa al fine di capire bene il battesimo con lo Spirito Santo.
Dio, sotto l’antico patto, aveva detto che sarebbero venuti i giorni nei quali Egli avrebbe sparso lo Spirito Santo sopra Ebrei e Gentili, infatti Egli disse mediante il profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno…” (Atti 2:17; Gioele 2:28). Notate che, Dio, dicendo: “Sopra ogni carne” (Atti 2:17), preannunziò che Egli non avrebbe mostrato dei riguardi personali in verso nessuno, ma avrebbe dato lo Spirito Santo a tutti, sia Giudei che Gentili.
Abbiamo dunque visto che Dio tramite il profeta promise che avrebbe mandato lo Spirito Santo su ogni carne.
Vediamo ora in che circostanze e in che maniera Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito Santo, perché come abbiamo detto i suoi discepoli udirono la promessa del Padre da lui.
Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito un giorno a Gerusalemme, durante la festa delle Capanne, quando esclamò: “Se alcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Or disse questo dello Spirito, che doveano ricevere quelli che crederebbero in lui; poiché lo Spirito non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato” (Giovanni 7:37-39). Come potete vedere l’espressione “come ha detto la Scrittura” (Giovanni 7:38) sta a dimostrare come già negli oracoli che ricevettero i profeti antichi vi era la promessa dello Spirito Santo. Ma perché Gesù parlò di fiumi di acqua viva proprio in relazione allo Spirito Santo che sarebbe stato dato? Perché i profeti parlarono dello spandimento dello Spirito anche sotto forma di spandimento di acque su suolo assetato e arido. Isaia per esempio disse da parte di Dio: “Io spanderò delle acque sul suolo assetato, e dei ruscelli sulla terra arida… Farò scorrere dei fiumi nella solitudine. Le bestie dei campi, gli sciacalli e gli struzzi, mi glorificheranno perché avrò dato dell’acqua al deserto, dei fiumi alla solitudine per dar da bere al mio popolo, al mio eletto… I miseri e poveri cercano acqua, e non ve n’è; la loro lingua è secca dalla sete; io, l’Eterno, li esaudirò; io, l’Iddio d’Israele, non li abbandonerò. Io farò scaturir dei fiumi sulle nude alture, e delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno stagno d’acqua, e della terra arida una terra di sorgenti… Delle acque sgorgheranno nel deserto, e dei torrenti nella solitudine; il miraggio diventerà un lago, e il suolo assetato, un luogo di sorgenti d’acqua… E tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai” (Isaia 44:3; 43:19,20; 41:17,18; 35:6,7; 58:11).
Come potete vedere, Dio promise che avrebbe sparso delle acque sul deserto e che avrebbe fatto scaturire dei fiumi e delle fonti in mezzo alla terra arida e assetata. Ma come c’è bisogno che prima piova su un deserto, per vedere fiumi e sorgenti sgorgare in mezzo ad esso, così era necessario che lo Spirito Santo fosse sparso perché fiumi d’acqua viva sgorgassero dal ventre dei credenti in Cristo Gesù. I fiumi d’acqua viva di cui ha parlato la Scrittura sono dunque lo Spirito Santo che ricevono tutti coloro che credono in lui; sì, perché, per ricevere lo Spirito Santo è indispensabile credere in Gesù Cristo.
Un’altra cosa importante da dire in relazione alle suddette parole di Gesù è che quando Gesù pronunziò quelle parole, lo Spirito Santo non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora stato assunto in cielo. In altre parole affinché fosse dato lo Spirito Santo era necessario che Gesù fosse prima glorificato; cioè affinché lo Spirito Santo fosse sparso, era necessario che Gesù morisse, risuscitasse, e lasciasse questo mondo per tornare al Padre suo che lo aveva mandato (quindi la promessa del Padre non si poteva adempiere mentre Gesù era ancora sulla terra).
Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito anche la notte in cui fu tradito, in quella notte infatti menzionò spesso la venuta dello Spirito Santo. Egli disse per esempio: “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giovanni 14:16-17), e: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati meco fin dal principio” (Giovanni 15:26-27), ed ancora: “Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio” (Giovanni 16:7-8). Queste ultime parole confermano quello che abbiamo detto prima, e cioè che affinché lo Spirito Santo fosse dato era necessario che Gesù fosse glorificato. E difatti la promessa dello Spirito si adempì giorni dopo l’assunzione di Gesù in cielo alla destra del Padre, e precisamente il giorno della Pentecoste.
Gesù dunque disse ai suoi discepoli che essi sarebbero stati battezzati con lo Spirito Santo dopo non molti giorni. E così avvenne: il giorno della Pentecoste, che secondo la legge viene sette settimane dopo la Pasqua, i discepoli mentre si trovavano riuniti a pregare furono battezzati con lo Spirito Santo. Ma cosa avvenne in quel giorno? Avvenne che mentre tutti (quindi gli apostoli assieme agli altri discepoli del Signore) erano insieme nel medesimo luogo, verso le nove di mattina, “di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2:2-4).
Soffermiamoci ora su quello che avvenne nel momento in cui i discepoli furono riempiti di Spirito Santo. Luca dice che quando tutti i discepoli furono ripieni dello Spirito, “cominciarono a parlare in altre lingue” (Atti 2:4). Alle nove circa del mattino di quel giorno di Pentecoste, i discepoli ricevettero lo Spirito Santo, e dal loro ventre cominciarono a sgorgare ‘fiumi di parole sante’ in lingue a loro sconosciute, ma conosciute ai loro uditori, infatti è scritto che “in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo. Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei? E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizî Romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue” (Atti 2:5-11).
Dunque in quella mattina di Pentecoste, Dio adempì la promessa che aveva fatta tramite i profeti e che aveva confermato tramite il suo Figliuolo Gesù Cristo. Ecco perchè nel Nuovo Testamento, lo Spirito della verità è chiamato anche “lo Spirito Santo che era stato promesso” (Efesini 1:13).
Come abbiamo visto, quando i discepoli del Signore furono sentiti parlare dai quei Giudei di soggiorno a Gerusalemme delle cose grandi di Dio nelle loro natie lingue, quest’ultimi rimasero stupiti, e cominciarono a chiedersi che cosa fosse quello a cui stavano assistendo.
Ma ci furono taluni che facendosi beffe, dissero che i discepoli erano pieni di vino dolce, e quindi ubriachi di vino. Al che Pietro e gli undici apostoli si alzarono, e Pietro parlò loro dicendo queste parole: “Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno: ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto. Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Tu m’hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza. Uomini fratelli, ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide, ch’egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al dì d’oggi fra noi. Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli avea con giuramento promesso che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello de’ tuoi piedi. Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” (Atti 2:14-36).
Questo messaggio di Pietro è di fondamentale importanza per capire l’estensione della promessa del Padre a tutti noi.
Innanzi tutto notate che Pietro mette subito in chiaro il punto cruciale, e cioè che quel parlare in lingue da parte dei discepoli non era frutto di ubriacatura di vino, ma era semplicemente il compimento della promessa fatta da Dio tramite il profeta Gioele, che i Giudei non credenti che lo ascoltavano conoscevano in quanto era scritta nei profeti che venivano letti sabato dopo sabato nelle sinagoghe. Pietro disse infatti: “Questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele”.
Ma voglio anche che notiate che Pietro spiega a quei Giudei che quella promessa era stata ricevuta da Gesù di Nazareth, il Messia promesso dagli antichi profeti, infatti l’apostolo disse loro: “Egli adunque, essendo stato innalzato dalla destra di Dio, ed avendo ricevuta dal Padre la promessa dello Spirito Santo, ha sparso quello che ora voi vedete, ed udite” (Atti 2:33 – Diodati). Questa era una cosa nuova per quei Giudei, essi infatti non sapevano che Gesù di Nazareth, colui che era morto e risorto ed assunto alla destra di Dio, avesse ricevuto dal Padre la promessa dello Spirito; come anche non sapevano che sempre lo stesso Gesù di Nazareth aveva sparso quello che essi stavano vedendo e udendo, cioè che era stato Lui a spandere lo Spirito Santo promesso dal Padre. Non aveva forse detto Gesù ai suoi discepoli: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso” (Luca 24:49)?
Dunque, quei Giudei a cui Pietro parlò il giorno della Pentecoste, dopo lo spandimento dello Spirito, non solo vennero a conoscere il Vangelo di Dio, ma anche il fatto che la promessa dello spandimento dello Spirito che aveva fatto l’Iddio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, tramite Gioele, era stata mandata ad effetto da Gesù Cristo stesso, dopo la sua assunzione in cielo.
E’ evidente dunque, che quei Giudei compresero subito che la promessa dello Spirito Santo fatta da Dio, includeva il parlare in altre lingue. Pietro fu inequivocabile a tale proposito.
Ma andiamo avanti. A questo punto è scritto: “Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare? E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà” (Atti 2:37-39).
Quei Giudei dunque, essendo rimasti compunti nel cuore, compresero che dovevano fare qualcosa, ma non sapevano cosa fare, e allora lo chiesero agli apostoli, e sempre Pietro rispose loro dicendo quello che dovevano fare, e cioè che si dovevano ravvedere e farsi battezzare in acqua. Poi, una volta fatto ciò, avrebbero ricevuto il dono dello Spirito Santo, dove per dono dello Spirito Santo Pietro intese “lo Spirito Santo che era stato promesso” (Efesini 1:13) – o meglio il battesimo con lo Spirito Santo in quanto poi in seguito dirà a quelli della circoncisione in merito all’avvenuta discesa dello Spirito Santo su Cornelio e i suoi: “E come avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su loro, com’era sceso su noi da principio. Mi ricordai allora della parola del Signore, che diceva: ‘Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo’. Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?” (Atti 11:15-17) – e proseguì dando a quei Giudei una spiegazione di fondamentale importanza, infatti disse: “Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà”. Ora, domandiamoci, perchè Pietro fu sospinto da Dio a dire anche quelle parole, cioè a dire anche: “E voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà”, pur sapendo che il battesimo con lo Spirito Santo non è indispensabile per essere salvati, in quanto trattasi di un rivestimento di potenza?
Per far capire a quei Giudei che il dono dello Spirito Santo o la promessa dello Spirito (che è il battesimo con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue) non era riservato solo a loro che erano i dodici apostoli e a tutti gli altri che si erano messi a parlare in lingue quando lo Spirito Santo era sceso su di loro; ma anche a tanti altri, che lui specifica in maniera molto chiara dicendo: “Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà”.
Mettiamoci dunque per un attimo al posto di quei Giudei a cui furono indirizzate personalmente quelle parole ispirate. Che cosa pensarono? Che il parlare in altre lingue era dunque anche per loro, e non era riservato solo a quei circa centoventi che lo avevano appena ricevuto in quella mattina di Pentecoste! Pietro disse loro infatti ‘Per voi è la promessa’. E non solo per loro, ma anche per i loro discendenti; per tutti quelli che erano lontani, dove per lontani si può intendere lontani non solo fisicamente ma anche temporalmente (Diodati ha messo così “ed a coloro che verranno per molto tempo appresso”). E poi Pietro conclude dicendo: “Per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà”.
A questo punto quindi dobbiamo porci questa domanda importante: ‘Siamo anche noi tra coloro che Dio ha chiamato?’ La Scrittura risponde affermativamente, infatti Pietro ci dice nella sua prima epistola: “Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa, un popolo che Dio s’è acquistato, affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua maravigliosa luce; voi, che già non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia” (1 Pietro 2:9-10), ed ancora: “Or l’Iddio d’ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà Egli stesso, vi renderà saldi, vi fortificherà” (1 Pietro 5:10).
Allora, stando così le cose, la promessa del Padre, ossia il battesimo con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue, è anche per noi Gentili in Cristo Gesù che siamo stati chiamati da Dio in questa nazione e in questa generazione.
E perciò fratelli nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

 

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2011/09/03/la-promessa-del-padre-e-anche-per-noi/