La nostra protesta contro il papato continua

vaticanofulmineEcco cosa dicono quei ‘Protestanti’ che fanno ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana e che ritengono che ormai – dopo che nel 1999 la Federazione Mondiale Luterana e la Chiesa Cattolica Romana hanno redatto una «Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione a tutti i cristiani ortodossi della terra e delle isole» – si possa parlare di «unità nella diversità» con la Chiesa Cattolica Romana: ‘La protesta è finita. E se la protesta è finita, non può più esserci ancora una Chiesa Protestante. Non vi pare? Noi non protestiamo più contro la dottrina della salvezza insegnata dalla Chiesa Cattolica Romana, perché adesso insegniamo la stessa dottrina! Siamo di nuovo Cattolici, ma in un senso universale!’ Ma quello che dicono è falso perché la Chiesa Cattolica Romana insegna sostanzialmente la stessa e identica eresia sulla salvezza che insegnava nel sedicesimo secolo quando scoppiò la riforma protestante, per non parlare di tante altre eresie e superstizioni che insegna, come anche dell’idolatria che pratica e predica. Nessuno di costoro dunque vi seduca con i suoi vani ragionamenti. Questi sono dei lupi travestiti da pecore, che si sono infiltrati in mezzo alle Chiese per portare i santi sotto il papato e quindi trascinarli in perdizione. Per comprendere come la Chiesa Cattolica Romana sia pressoché identica a quella del sedicesimo secolo, leggete il mio libro ‘La Chiesa Cattolica Romana’.
E concludo dicendo questo: per quanto ci riguarda continueremo a protestare contro tutte le false dottrine insegnate dalla Chiesa Cattolica Romana, confutandole mediante le Sacre Scritture, ed a predicare ai Cattolici Romani: ‘Ravvedetevi e credete al Vangelo’, e ad esortarli a uscire e separarsi dalla Chiesa Cattolica Romana.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/10/la-nostra-protesta-contro-il-papato-continua/

Francesco incontra la Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Caserta

IPOCRITI, RAVVEDETEVI E CONVERTITEVI. Questo messaggio è rivolto sia a Francesco, che a Traettino e a tutti coloro che pensano, parlano e ragionano come Traettino.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Bergoglio a Caserta in visita alla comunità evangelica: “Perdono per le leggi razziali” – Nuovo gesto di rottura di Francesco: “Tra quelli che hanno perseguitato e denunciato i pentecostali, quasi come fossero dei pazzi che rovinavano la razza, c’erano anche dei cattolici”

28 luglio 2014

Papa Francesco è atterrato per la seconda volta in pochi giorni all’eliporto della Reggia di Caserta presso la Scuola dell’Aeronautica, dopo la visita ufficiale di due giorni fa nel giorno della festa patronale di Sant’Anna. Bergoglio si è recato prima a casa del pastore (del quale è amico da anni, hanno partecipato insieme a incontri ecumenici in Argentina) per incontrare la sua famiglia. Da via Botticelli, Bergoglio e Traettino hanno viaggiato su una Focus blu, la stessa che Francesco utilizza abitualmente a Roma, per raggiungere via Feudo e incontrare la comunità pentecostale guidata dal pastore, la “Chiesa evangelica della Riconciliazione”, dove lo attendeva una piccola folla.
Il Papa aveva con sé una borsa nera da lavoro. Con la mano ha fatto un cenno di saluto ai fedeli che dai balconi dei palazzi circostanti lo hanno chiamato per poi entrare nell’edificio in costruzione accolto dall’applauso dei 350 evangelici presenti.
“Buon giorno a tutti, siamo felici di vedere papa Francesco tra noi e di applaudirlo, dobbiamo fare però un applauso ancora più forte a Gesù”, ha detto il pastore introducendo l’incontro tra Papa Francesco e i pentecostali, iniziato con la preghiera del Padre Nostro. Uno striscione con la scritta “Gesù è il Signore” è sulla parete di fondo dell’aula.

La prima visita a un pastore protestante
Quella di oggi è la prima uscita da Roma di un Papa per fare visita a un pastore protestante. Francesco dovrebbe rimanere un paio d’ore circa, trattenendosi anche per un rinfresco e ripartendo nel primo pomeriggio. Presenzierà a una funzione religiosa nella comunità, alla quale parteciperanno 350 fedeli della Chiesa evangelica provenienti, oltre che dall’Italia, anche dagli Usa, dal Canada, dall’Argentina, da Spagna, da Francia e dall’India.

Il dialogo
Il pastore della Chiesa evangelica della Riconciliazione dall’inizio degli anni Novanta è impegnato in un dialogo con i cattolici. Traettino ritiene che il dialogo ecumenico tra cattolici e protestanti vada incentrato sull’idea che la dottrina divide, mentre l’azione unisce. Una tesi sostenuta anche da Bergoglio.

Il cantiere
La chiesa della Riconciliazione è un cantiere aperto, anche in senso letterale: un rustico di cemento armato delimitato in fondo da una parete e sui lati da colonne. Il quarto lato è schermato solo da un grande telo bianco. Al posto del campanile c’è una gru (Traettino oltre a essere ministro del culto, a Caserta è noto anche come imprenditore edile). Dalle 7.30 di questa mattina la stradina che da via Lincoln conduce al lotto acquistato dagli evangelici è vigilata da uomini della polizia che lasciano passare solo i fedeli della chiesa della Riconciliazione (circa 200) e 150 ospiti che esibiscono un invito, in gran parte pastori e rappresentanti di altre chiese pentecostali. I controlli sono rigidissimi e i giornalisti accreditati seguono l’evento dal terrazzo di una casa privata, posta di fronte all’edificio in costruzione, grazie alla cortesia di una famiglia di residenti.

La richiesta di perdono
“Tra quelli che hanno perseguitato e denunciato i pentecostali, quasi come fossero dei pazzi che rovinavano la razza, c’erano anche dei cattolici: io sono il pastore dei cattolici e vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo”. Così il Papa nella comunità evangelica a Caserta.

“Sono venuto per i fratelli”
Qualcuno si stupisce che il Papa sia venuto a trovare gli evangelici. Sono venuto a trovare i fratelli”. Lo ha detto papa Francesco nel discorso a braccio rivolto ai fedeli della Chiesa pentecostale di Caserta, dove si è recato oggi in visita privata. Per il Papa, ha spiegato lui stesso, è “una tentazione dire: io sono la Chiesa tu sei la setta. Gesù ha pregato per l’unità. Lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa. Lui fa la diversità. Ma poi lo stesso Spirito Santo fa l’unità e la Chiesa è una nella diversità. Una diversità riconciliata per lo Spirito Santo”.

Fonte: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/07/28/news/papa_caserta_visita_comunit_evangelica-92573176/#gallery-slider=92582017

Dal sito News.va:

Il discorso del Papa nella Chiesa pentecostale e le parole del pastore Traettino

Il discorso integrale di Papa Francesco stamani nella Chiesa pentecostale della Riconciliazione a Caserta:

Buongiorno, fratelli e sorelle.

Mio fratello il pastore Giovanni ha incominciato parlando del centro della nostra vita: stare alla presenza di Gesù. E poi ha detto “camminare” alla presenza di Gesù. E questo è stato il primo comandamento che Dio ha dato al suo popolo, al nostro padre Abramo: “Va’, cammina alla mia presenza e sii irreprensibile”. E poi il popolo ha camminato: alcune volte alla presenza del Signore, tante volte non alla presenza del Signore. Ha scelto gli idoli, gli dei… Ma il Signore ha pazienza. Ha pazienza con il popolo che cammina. Io non capisco un cristiano fermo! Un cristiano che non cammina, io non lo capisco! Il cristiano deve camminare! Ci sono cristiani che camminano, ma non alla presenza di Gesù: bisogna pregare per questi fratelli. Anche per noi, quando in certi momenti camminiamo non alla presenza di Gesù, perché anche noi siamo tutti peccatori, tutti! Se qualcuno non è peccatore, alzi la mano… Camminare alla presenza di Gesù.

Cristiani fermi: questo fa male, perché ciò che è fermo, che non cammina, si corrompe. Come l’acqua ferma, che è la prima acqua a corrompersi, l’acqua che non scorre… Ci sono cristiani che confondono il camminare col “girare”. Non sono “camminanti”, sono erranti e girano qua e là nella vita. Sono nel labirinto, e lì vagano, vagano… Manca loro la parresia, l’audacia di andare avanti; manca loro la speranza. I cristiani senza speranza girano nella vita; non sono capaci di andare avanti. Siamo sicuri soltanto quando camminiamo alla presenza del Signore Gesù. Lui ci illumina, Lui ci dà il suo Spirito per camminare bene.

Penso al nipote di Abramo, Giacobbe. Era tranquillo, là, con i suoi figli; ma a un certo punto è arrivata la carestia e ha detto ai suoi figli, ai suoi 11 figli, 10 dei quali erano colpevoli di tradimento, di aver venduto il fratello: “Andate in Egitto, camminate fin là a comprare cibo, perché noi abbiamo soldi, ma non abbiamo cibo. Portate i soldi e compratene là, dove dicono che ce n’è”. E questi si sono messi in cammino: invece di trovare cibo, hanno trovato un fratello! E questo è bellissimo!

Quando si cammina alla presenza di Dio, si dà questa fratellanza. Quando invece ci fermiamo, ci guardiamo troppo l’uno all’altro, si dà un altro cammino… brutto, brutto! Il cammino delle chiacchiere. E si incomincia: “Ma tu, non sai?”; “No, no, io non so di te. Io so di qua, di là…”; “Io sono di Paolo”; “Io di Apollo”; “Io di Pietro”…. E così incominciano, così dal primo momento è incominciata la divisione nella Chiesa. E non è lo Spirito Santo che fa la divisione! Fa una cosa che le assomiglia abbastanza, ma non la divisione. Non è il Signore Gesù che fa la divisione! Chi fa la divisione è proprio l’Invidioso, il re dell’invidia, il padre dell’invidia: quel seminatore di zizzania, Satana. Costui si immischia nelle comunità e fa le divisioni, sempre! Dal primo momento, dal primo momento del cristianesimo, nella comunità cristiana c’è stata questa tentazione. “Io sono di questo”; “Io sono di quello”; “No! Io sono la chiesa, tu sei la setta”… E così quello che ci guadagna è lui, il padre della divisione. Non il Signore Gesù, che ha pregato per l’unità (Giovanni 17), ha pregato!

Cosa fa lo Spirito Santo? Ho detto che fa un’altra cosa, che forse si può pensare che sia divisione, ma non lo è. Lo Spirito Santo fa la “diversità” nella Chiesa. La prima Lettera ai Corinzi, capitolo 12. Lui fa la diversità! E davvero questa diversità è tanto ricca, tanto bella. Ma poi, lo stesso Spirito Santo fa l’unità, e così la Chiesa è una nella diversità. E, per usare una parola bella di un evangelico che io amo tanto, una “diversità riconciliata” dallo Spirito Santo. Lui fa entrambe le cose: fa la diversità dei carismi e poi fa l’armonia dei carismi. Per questo i primi teologi della Chiesa, i primi padri – parlo del secolo III o IV – dicevano: “Lo Spirito Santo, Lui è l’armonia”, perché Lui fa questa unità armonica nella diversità.

Noi siamo nell’epoca della globalizzazione, e pensiamo a cos’è la globalizzazione e a cosa sarebbe l’unità nella Chiesa: forse una sfera, dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, tutti uguali? No! Questa è uniformità. E lo Spirito Santo non fa uniformità! Che figura possiamo trovare? Pensiamo al poliedro: il poliedro è una unità, ma con tutte le parti diverse; ognuna ha la sua peculiarità, il suo carisma. Questa è l’unità nella diversità. E’ in questa strada che noi cristiani facciamo ciò che chiamiamo col nome teologico di ecumenismo: cerchiamo di far sì che questa diversità sia più armonizzata dallo Spirito Santo e diventi unità; cerchiamo di camminare alla presenza di Dio per essere irreprensibili; cerchiamo di andare a trovare il nutrimento di cui abbiamo bisogno per trovare il fratello. Questo è il nostro cammino, questa è la nostra bellezza cristiana! Mi riferisco a quello che il mio amato fratello ha detto all’inizio.

Poi ha parlato di un’altra cosa, dell’Incarnazione del Signore. L’Apostolo Giovanni è chiaro: “Colui che dice che il Verbo non è venuto nella carne, non è da Dio! E’ dal diavolo”. Non è nostro, è nemico! Perché c’era la prima eresia – diciamo la parola fra di noi – ed è stata questa, che l’Apostolo condanna: che il Verbo non sia venuto nella carne. No! L’incarnazione di Verbo è alla base: è Gesù Cristo! Dio e uomo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, vero Dio e vero uomo. E così lo hanno capito i primi cristiani e hanno dovuto lottare tanto, tanto, tanto per mantenere queste verità: il Signore è Dio e uomo; il Signore Gesù è Dio fatto carne. E’ il mistero della carne di Cristo: non si capisce l’amore per il prossimo, non si capisce l’amore per il fratello, se non si capisce questo mistero dell’Incarnazione. Io amo il fratello perché anche lui è Cristo, è come Cristo, è la carne di Cristo. Io amo il povero, la vedova, lo schiavo, quello che è in carcere… Pensiamo al “protocollo” sul quale noi saremo giudicati: Matteo 25. Amo tutti costoro, perché queste persone che soffrono sono la carne di Cristo, e a noi che siamo su questa strada dell’unità farà bene toccare la carne di Cristo. Andare alle periferie, proprio dove ci sono tanti bisogni, o – diciamolo meglio – ci sono tanti bisognosi, tanti bisognosi… Anche bisognosi di Dio, che hanno fame – ma non di pane, ne hanno tanto di pane – di Dio! E andare là, per dire questa verità: Gesù Cristo è il Signore e Lui ti salva. Ma sempre andare a toccare la carne di Cristo! Non si può predicare un Vangelo puramente intellettuale: il Vangelo è verità ma è anche amore ed è anche bellezza! E questa è la gioia del Vangelo! Questa è proprio la gioia del Vangelo.

In questo cammino abbiamo fatto tante volte la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe, quando la gelosia e l’invidia ci hanno diviso. Loro sono arrivati prima a voler uccidere il fratello – Ruben è riuscito a salvarlo – e poi a venderlo. Anche il fratello Giovanni ha parlato di quella storia triste. Quella storia triste in cui il Vangelo per alcuni era vissuto come una verità e non si accorgevano che dietro questo atteggiamento c’erano cose brutte, cose non del Signore, una brutta tentazione di divisione. Quella storia triste, in cui pure si faceva la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe: la denuncia, le leggi di questa gente: “va contro la purezza della razza…”. E queste leggi sono state sancite da battezzati! Alcuni di quelli che hanno fatto questa legge e alcuni di quelli che hanno perseguitato, denunciato i fratelli pentecostali perché erano “entusiasti”, quasi “pazzi”, che rovinavano la razza, alcuni erano cattolici… Io sono il pastore dei cattolici: io vi chiedo perdono per questo! Io vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e che sono stati tentati dal diavolo e hanno fatto la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe. Chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscere e di perdonare… Grazie!

Poi il fratello Giovanni ha detto una cosa che condivido totalmente: la verità è un incontro, un incontro tra persone. La verità non si fa in laboratorio, si fa nella vita, cercando Gesù per trovarlo. Ma il mistero più bello, più grande è che quando noi troviamo Gesù, ci accorgiamo che Lui ci cercava da prima, che Lui ci ha trovato da prima, perché Lui arriva prima di noi! A me, in spagnolo, piace dire che il Signore ci primerea. E’ una parola spagnola: ci precede, e sempre ci aspetta. Lui è prima di noi. E credo che Isaia o Geremia – ho un dubbio – dice che il Signore è come il fiore del mandorlo, che è il primo che fiorisce nella primavera. E il Signore ci aspetta! E’ Geremia? Sì! E’ il primo che fiorisce in primavera, è sempre il primo.

Questo incontro è bello. Questo incontro ci riempie di gioia, di entusiasmo. Pensiamo a quell’incontro dei primi discepoli, Andrea e Giovanni. Quando il Battista diceva: “Ecco l’agnello di Dio, che toglie i peccati dal mondo”. E loro seguono Gesù, rimangono con Lui tutto il pomeriggio. Poi, quando escono, quando tornano a casa, dicono: “Abbiamo sentito un rabbino”… No! “Abbiamo trovato il Messia!”. Erano entusiasti. Alcuni ridevano… Pensiamo a quella frase: “Da Nazareth può venire qualcosa di buono?”. Non credevano. Ma loro avevano incontrato! Quell’incontro che trasforma; da quell’incontro viene tutto. Questo è il cammino della santità cristiana: ogni giorno cercare Gesù per incontrarlo e ogni giorno lascarsi cercare da Gesù e lasciarsi incontrare da Gesù.

Noi siamo in questo cammino dell’unità, tra fratelli. Qualcuno sarà stupito: “Ma, il Papa è andato dagli evangelici”. E’ andato a trovare i fratelli! Sì! Perché – e questo che dirò è verità – sono loro che sono venuti prima a trovare me a Buenos Aires. E qui c’è un testimone: Jorge Himitian può raccontare la storia di quando sono venuti, si sono avvicinati… E così è cominciata questa amicizia, questa vicinanza fra i pastori di Buenos Aires, e oggi qui. Vi ringrazio tanto. Vi chiedo di pregare per me, ne ho bisogno… perché almeno non sia tanto cattivo. Grazie!

Parole del pastore Giovanni Traettino in apertura dell’incontro con il Papa Francesco:

E’ bello stare davanti al Signore, vero? (rispondono: sì!). Non c’è posto migliore al mondo che stare alla presenza di Dio. C’è un posto ancora migliore, vivere alla presenza di Dio! E’ lì che facciamo l’esperienza delle gioie più profonde, delle gioie più vere; è lì che la nostra vita viene trasformata e che diventiamo sempre più simili a Lui.

Voglio condividere alcune considerazioni e, in particolare, carissimo Papa Francesco, amato fratello mio, la nostra gioia è grande per questa sua visita, quella mia personale intanto, quella della mia famiglia, quella dell’intera nostra comunità e della nostra famiglia spirituale, dei nostri ospiti e dei nostri amici. Un dono grande e inatteso, impensabile fino a poco tempo addietro. Lo potrà leggere negli occhi dei bambini e degli anziani, dei giovani e delle famiglie. Le vogliamo bene! E una cosa che deve sapere: verso la Sua persona, anche tra noi evangelici, c’è tanto affetto e tanti di noi anche ogni giorno pregano per Lei: anche ogni giorno pregano per Lei. Del resto, è così facile volerle bene. Diversi di noi credono perfino che la sua elezione a Vescovo di Roma sia stata opera dello Spirito Santo. Una benedizione soprattutto nei confronti del mondo per tutto il cristianesimo: questo è quello che personalmente io penso. Con questo suo gesto, del tutto inatteso e sorprendente, ha dato visibilità e concretezza a quello che appare sempre di più come il motivo conduttore della sua esistenza e dunque del suo ministero, perché la vita precede sempre il ministero. Superando di un solo colpo le complicazioni protocollari, sa andare direttamente al cuore della vita e delle relazioni umane e in particolare del rapporto con chi riconosce come fratello: incontrare il fratello, incontrarlo lì dove è, incontrarlo così come è. Nel nostro caso poi, per farci visita, si è voluto sobbarcare addirittura due giorni di fatica: Le siamo particolarmente grati!

Non Le è bastato affidare il suo cuore a un documento o a un messaggero… Evidentemente ha riflettuto molto sull’Incarnazione di Gesù Cristo: ha voluto toccarci, ha voluto venire di persona, ad abbracciarci di persona. Ha mostrato un grande coraggio. Libertà e coraggio! Ed ha consegnato se stesso in semplicità e debolezza alla nostra diversità, però anche al nostro abbraccio. Con uomini come Lei, caro Papa Francesco, c’è speranza per noi cristiani. Tutti! Con un solo gesto ha allargato la porta, ha accelerato la realizzazione del sogno di Dio. E’ diventato parte della risposta alla preghiera di Gesù: “che siano tutti uno”. E lo ha fatto con quella gloria, di cui parla Giovanni nel capitolo 17: con quella gloria senza la quale non è possibile costruire l’unità. Parlo della gloria dell’umiltà. Come ha detto qualcuno, l’umiltà è al cuore della gloria. E aggiunge: è sufficiente un po’ di potenza per esibirsi; ce ne vuole molta per ritirarsi. Dio è potenza illimitata di ritrazione di sé, di nascondimento. Anche da questo, forse soprattutto da questo si riconoscono i discepoli di Cristo.

“La verità è un incontro”: è il titolo di una delle ultime raccolte delle sue preziose meditazioni mattutine di Santa Marta. La verità è un incontro, ma è anche una verità centrale per ogni cristiano, per ognuno che si sia convertito a Cristo e abbia fatto un incontro personale con Lui. Quante volte nei suoi insegnamenti ritorna l’invito alla conversione e all’incontro personale con Cristo. E’ evidente che questa verità è al centro della sua vita, materia viva della sua esperienza spirituale, motivo ispiratore della sua esistenza. Per me che La osservo non potrebbe essere altrimenti. La cosa mi riempie di gioia, perché Cristo è anche la perla preziosa, scusate è la perla preziosa di tutti i cristiani, anche di noi evangelici. Ho visto che l’altro ieri ne ha parlato a Caserta. Egli è il centro e il cuore della nostra vita, la ragione stessa della nostra esistenza. Senza Gesù saremmo persi! La nostra unica ragione di vivere e di esistere è Gesù! Del resto è proprio la passione che portiamo alla centralità di Cristo che ci fa, con solida e serena convinzione, evangelici. Per questo anche viviamo e sperimentiamo un modo nuovo di essere evangelici, che non si nutre più di anticattolicesimo – come pure è stato per un tempo – ma che, riconoscendo le proprie origini e radici nell’albero storico del cristianesimo, cattolicesimo e riforma compresi, ha imparato a relazionarsi in modo costruttivo e redentivo con quelli che riconosce come suoi padri e suoi fratelli e a tirar fuori dal suo tesoro – come lo scriba del Vangelo – cose nuove e cose vecchie. Ha imparato – stiamo sempre più imparando – che deve comprare tutto il campo, come pure dice Gesù in un’altra parte del Vangelo, per entrare in possesso di tutto il tesoro. Occorre avere tutto il campo per scoprire il tesoro. Senza rinunciare al lavoro di discernimento fatto con la Parola di Dio, ma esaminando ogni cosa e ritenendo il bene. In questo modo siamo meno esposti al rischio di disprezzare il contributo dei fratelli, di spegnere lo Spirito o addirittura di attribuire ad altre fonti quello che è invece dal Signore. Come ci esorta Paolo, nella Lettera ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie, ma esaminate ogni cosa e ritenere il bene. Astenetevi da ogni sorta di male”.

Dunque la verità è un incontro e l’incontro con Cristo è l’incontro della vita: è quello che dà verità e fondamento ad ogni altro incontro. Questa è la mia esperienza. I miei incontri e le mie relazioni col prossimo sono profondamente segnati dal mio incontro con Gesù. Questo è il messaggio centrale, il nucleo, il DNA del Vangelo; questo è il cuore della predicazione evangelica; questo è il terreno sul quale costruire ogni possibile dialogo fra di noi e cammino di unità tra le Chiese. Com’è scritto: “Nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù”. E ancora: “Ognuno badi a come vi costruisce sopra”.

Tempo fa, padre Raniero Cantalamessa, parlando degli evangelici, li aveva definiti “cristiani col carisma dell’essenzialità”. Una definizione che mi piace molto. La condivido. E il cardinale Piovanelli, di Firenze, qualche anno addietro, a chi gli chiedeva una previsione per il terzo millennio, preconizzava: “Sarà un’epoca in cui si ritornerà ai principi fondamentali del cristianesimo”. Credo anche io questa cosa. E’ necessario, è indispensabile che torniamo ai principi fondamentali. Il cardinale Kasper, invece, che so essere suo amico, ha parlato di “un ecumenismo fondamentale e di un ecumenismo spirituale”: anche qui siamo in linea. Egli dice: “I cristiani non sono uniti tra loro, ma anzitutto sono tutt’uno in Cristo. E solo quell’unione o comunione con Cristo rende possibile la vera comunione tra gli uomini in Lui. Il centro dell’unità è il Signore. E la forza che opera e ordina questa unità è lo Spirito Santo”. Forse è proprio da questa comprensione che il cristianesimo deve ripartire. Questo è il perimetro fondamentale della nostra comunione ed è qui che credo di poter dire che sta il contributo maggiore – anche storico e teologico – della profezia della Riforma prima e poi del mondo evangelico dopo. Credo che questa sia la profezia fondamentale a beneficio di tutto il Corpo di Cristo e della Chiesa. Se ha un qualche senso la storia nel cristianesimo…

L’Apostolo Paolo dice: “Poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto – cioè Cristo Gesù”. Dunque Cristo; mettere a fondamento Cristo; edificare sopra Cristo; stringersi intorno a Cristo; crescere verso Cristo. Lui è il fondamento della vita del credente. La conversione a Cristo; la relazione personale con Cristo; l’imitazione di Cristo, che non è possibile senza la presenza della vita di Cristo. Dalla vita di Cristo riceviamo la forza per l’imitazione di Cristo, per diventare santi. La formazione di Cristo è resa possibile dalla vita di Cristo in noi. Egli è il fondamento sul quale cresciamo: nasciamo di nuovo, ma poi cresciamo. E questo è il fondamento sul quale va costruita l’esistenza della Chiesa, ancora Cristo: l’Incarnazione di Cristo, come proprio metodo, come stile di vita; l’identificazione con il povero, con il bisognoso, con chi è in difficoltà; la vita di Cristo, lo stile col quale Lui ha vissuto. E tanto spesso il cristianesimo del nostro tempo ha bisogno di ravvedimento e di revisione di vita, perché vengono proposti modelli che sono lontanissimi dal Vangelo. La vita di Cristo, la morte di Cristo: anche noi, per poter vivere di Cristo, dobbiamo morire a noi stessi, perché la vita dello Spirito possa esistere in noi e quindi la resurrezione, l’ascensione, col coronamento della discesa dello Spirito Santo, che ci è indispensabile per poter vivere la vita cristiana.

Credo che anche nello sviluppo degli spazi di comunione tra le diverse comunità, di nuovo parliamo di Cristo, del ritorno all’essenziale del Vangelo e lì scopriamo che questo spazio è ancora Cristo, l’annuncio di Cristo – il “kerigma”, l’insegnamento di Cristo – la “didaké” – la formazione di Cristo in noi. Come Lei cito una bellissima e antica preghiera, che immagino Lei reciti ogni giorno: “In Cristo, con Cristo, per Cristo, a Te Dio Padre Onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli”. Questo credo che faccia una buona sintesi di quello che è il pensiero che voglio sottolineare.

Un’ultima parola. Siamo, viviamo tra il “già” e il “non ancora” – come ha detto qualcuno – e la nostra esperienza è una esperienza di sofferenza, di dolore, di fatica nell’avanzare nel dialogo tra cristiani, nello sperimentare la comunione. C’è il piano della fede: “vi è un corpo solo”, di cui ha parlato ieri il caro Jorge Himitian; “che siano uno”, siamo sul piano della fede; “il Tabernacolo di Dio tra gli uomini”, di cui parla Apocalisse 21. Questo è il piano della fede, ma poi c’è il piano della storia. Il piano della storia è quello della nostra esperienza, dove facciamo l’esperienza della vergogna della divisione, delle guerre tra i cristiani, delle ostilità, delle persecuzioni, perfino in Italia: purtroppo per tantissimi anni abbiamo fatto esperienza di persecuzioni, i pentecostali in modo particolare, negli anni dal ’35 al ’55 la famigerata Circolare Buffarini Guidi… In mezzo c’è il tempo della riconciliazione, il tempo dell’etica se volete; il tempo dell’amore, il tempo della responsabilità, che deve essere riempito da uomini e donne di riconciliazione. Lei, con la sua visita qui, ha dimostrato che prende sul serio la riconciliazione, che Lei è un uomo di riconciliazione, io direi un profeta di riconciliazione.

Dio ci ha riconciliati con sé – dice l’Apostolo Paolo (2a ai Corinzi) – per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. La nostra famiglia spirituale ha scelto questo tema per la propria esistenza: Chiesa della riconciliazione. Ma Egli ha affidato a tutti i cristiani il ministero della riconciliazione, a partire dall’esperienza che essi hanno fatto dentro questo ministero. Egli ha seminato, ha impiantato dentro di noi – dice l’Apostolo Paolo – la parola della riconciliazione (2 Corinzi, 5.19). E’ a partire da questa parola della riconciliazione, che è Gesù stesso, è Lui la parola della riconciliazione dentro di noi, nutrendoci a Lui, al suo spirito, alla sua sensibilità, alla sua morte, a se stesso, che noi possiamo essere abilitati ad essere uomini e donne di riconciliazione. Che significa, a volte, fare il cammino del Calvario; significa, a volte, passare attraverso la Croce; significa il fraintendimento, il frainteso; significa l’incomprensione, perché ci sono tanti cristiani che sono talmente identitari che non riescono a fare spazio all’amore, non riescono a vivere l’amore. E noi vogliamo uscire da questa prigionia, vogliamo essere uomini e donne di riconciliazione.

Mi piace concludere queste riflessioni con un pensiero di Francesco d’Assisi, che sono sicuro che Lei ama molto, evidentemente, poiché ha scelto il nome di Francesco. Ma voglio dirle che anche gli evangelici amano molto Francesco, anche dal punto di vista storico. Se penso ai valdesi, per esempio: che hanno una sensibilità profondamente – diremmo – francescana. Avevano lo stesso tipo di taglio, di sensibilità, di spiritualità e noi siamo legati a quella storia, noi siamo legati a quella sensibilità… Alcune moderne sensibilità non ci piacciono nel vissuto del cristiano. Francesco dice: “Cominciate a fare il necessario, poi fate ciò che è possibile e all’improvviso vi scoprirete a fare l’impossibile”. Questa sembrava una cosa impossibile! Dio la benedica!

Adesso introduciamo Papa Francesco, che vorrà condividerci alcuni pensieri, quello che ha nel cuore…. Non c’è niente di organizzato. E’ un incontro “pentecostale”, quindi facciamo appello allo Spirito Santo, perché guidi il Papa Francesco. Prego.

Fonte: http://www.news.va/it/news/il-discorso-integrale-del-papa-nella-chiesa-pentec?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Fermati e considera l’operato di Dio nella tua vita quando eri una pecora perduta

uomo-seduto-panchinaSe ogni Cristiano va a ritroso con la sua mente, ed esamina dettagliatamente la sua vita quando era ancora sotto la potestà di Satana, trova la conferma di essere stato predestinato ad essere adottato come figlio di Dio – come dice la Parola di Dio secondo che è scritto: “In lui [Cristo] ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo” (Efesini 1:4-6) -, perché vede che dietro tutti quegli eventi e quelle circostanze che lo hanno poi portato un giorno a Cristo c’era Dio che con la sua immensa sapienza e potenza dirigeva i suoi passi. In altre parole, quando un Cristiano comincia a meditare sul suo passato vissuto senza Dio, nota che la mano di Dio era all’opera anche a quel tempo nella sua vita, a sua insaputa, per condurlo a Cristo. D’altronde, non dice forse il profeta Geremia: “O Eterno, io so che la via dell’uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23)? E non dice forse Gesù: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giovanni 6:44)? A te dunque, fratello, che ancora sei perplesso sulla dottrina della predestinazione, ti dico di farti questa domanda: ‘Come ha diretto praticamente i miei passi Dio affinché io un giorno diventassi un suo figliolo?’, ed anche quest’altra: ‘Come e quando si è manifestata in me questa opera di attrazione verso Cristo compiuta da Dio Padre per portarmi a Cristo e salvarmi?’.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/23/fermati-e-considera-loperato-di-dio-nella-tua-vita-quando-eri-una-pecora-perduta/

Vasi d’ira preparati per la perdizione

vasi-ira“L’Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l’empio, per il dì della sventura” (Proverbi 16:4)

Molti si scandalizzano nel sentirci dire che ci sono esseri umani preparati da Dio per la perdizione. Ma noi lo diciamo questo perché è la Sacra Scrittura a dirlo, infatti l’apostolo Paolo dice ai santi di Roma: “E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione …?” (Romani 9:22). E d’altronde la bestia e il falso profeta che devono manifestarsi prima del grande e glorioso giorno del Signore, che cosa sono se non dei vasi d’ira preparati per la perdizione? Non dice forse infatti la Scrittura che quando Gesù ritornerà saranno presi e gettati nel fuoco eterno, e quindi la loro fine è stata innanzi decretata da Dio? Ascoltate cosa essa dice: “E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo” (Apocalisse 19:20). Allora, rispondetemi, insensati: ‘Sono o non sono preparati per la perdizione questi due esseri umani?’ ‘E’ o non è già stata da Dio decretata la loro fine?’ Ma non vi rendete conto che state andando contro la Parola di Dio? Perché non comprendete che non è affatto la volontà di Dio che essi siano salvati perché sono dei vasi d’ira preparati per la perdizione, e questo noi lo sappiamo perché ce lo dice la Scrittura? E che dire di coloro che adoreranno la bestia, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8)? Non sono anch’essi dei vasi d’ira preparati per la perdizione? Certo che lo sono.
V’è forse ingiustizia in Dio per avere predestinato costoro alla perdizione? Così non sia, perché Dio ha detto: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Avete capito allora? Dio fa grazia a chi vuole Lui, e quindi se ha deciso di non fare grazia a taluni non può essere censurato da nessuno. Vi domando: “Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile?” (Romani 9:21).
Volete ancora contendere con Dio? Volete ancora contrastare la verità? Peggio per voi. E’ scritto infatti: “Se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso” (Giobbe 36:17).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/24/vasi-dira-preparati-per-la-perdizione/

Dio indura chi vuole Lui

Dio-induraE’ scritto: “OR I FIGLIUOLI DI ELI ERANO UOMINI SCELLERATI; NON CONOSCEVANO L’ETERNO. Ed ecco qual era il modo d’agire di questi sacerdoti riguardo al popolo: quando qualcuno offriva un sacrifizio, il servo del sacerdote veniva, nel momento in cui si faceva cuocere la carne, avendo in mano una forchetta a tre punte; la piantava nella caldaia o nel paiuolo o nella pentola o nella marmitta; e tutto quello che la forchetta tirava su, il sacerdote lo pigliava per sé. Così facevano a tutti gl’Israeliti, che andavano là, a Sciloh. E anche prima che si fosse fatto fumare il grasso, il servo del sacerdote veniva, e diceva all’uomo che faceva il sacrifizio: ‘Dammi della carne da fare arrostire, per il sacerdote; giacché egli non accetterà da te carne cotta, ma cruda’. E se quell’uomo gli diceva: ‘Si faccia, prima di tutto, fumare il grasso; poi prenderai quel che vorrai’, egli rispondeva: ‘No, me la devi dare ora; altrimenti la prenderò per forza!’ Il peccato dunque di que’ giovani era grande oltremodo agli occhi dell’Eterno, perché la gente sprezzava le offerte fatte all’Eterno. …… Or Eli era molto vecchio e udì tutto quello che i suoi figliuoli facevano a tutto Israele, e come si giacevano con le donne che eran di servizio all’ingresso della tenda di convegno. E disse loro: ‘Perché fate tali cose? poiché odo tutto il popolo parlare delle vostre malvage azioni. Non fate così, figliuoli miei, poiché quel che odo di voi non è buono; voi inducete a trasgressione il popolo di Dio. Se un uomo pecca contro un altr’uomo, Iddio lo giudica; ma, se pecca contro l’Eterno, chi intercederà per lui?’ QUELLI PERÒ NON DIEDERO ASCOLTO ALLA VOCE DEL PADRE LORO, PERCHÉ L’ETERNO LI VOLEA FAR MORIRE” (1 Samuele 2:12-17;22-25). E difatti di lì a qualche tempo, essi morirono per mano dei Filistei. Che cosa ci insegna questo fatto? Che ci sono uomini malvagi che non presteranno ascolto alla riprensione rivoltagli, perché Dio ha deciso di farli morire. E’ la Sua volontà quindi che essi muoiano, che non continuino a vivere sulla terra. Dio indurerà il loro cuore per sterminarli dalla faccia della terra.
Non avvenne forse la stessa cosa a Faraone e agli Egiziani, che furono indurati da Dio perché Dio voleva sterminarli, secondo che è scritto: “E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Di’ ai figliuoli d’Israele che tornino indietro e s’accampino di rimpetto a Pi-Hahiroth, fra Migdol e il mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi di faccia a quel luogo presso il mare. E Faraone dirà de’ figliuoli d’Israele: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi. E IO INDURERÒ IL CUOR DI FARAONE, ED EGLI LI INSEGUIRÀ; MA IO TRARRÒ GLORIA DA FARAONE E DA TUTTO IL SUO ESERCITO, E GLI EGIZIANI SAPRANNO CHE IO SONO L’ETERNO’. Ed essi fecero così. Or fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito; e il cuore di Faraone e de’ suoi servitori mutò sentimento verso il popolo, e quelli dissero: ‘Che abbiam fatto a lasciar andare Israele, sì che non ci serviranno più?’ E Faraone fece attaccare il suo carro, e prese il suo popolo seco. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto; e su tutti c’eran de’ guerrieri. E L’ETERNO INDURÒ IL CUOR DI FARAONE, RE D’EGITTO, ED EGLI INSEGUÌ I FIGLIUOLI D’ISRAELE, CHE USCIVANO PIENI DI BALDANZA. GLI EGIZIANI DUNQUE LI INSEGUIRONO; e tutti i cavalli, i carri di Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero mentr’essi erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon. E quando Faraone si fu avvicinato, i figliuoli d’Israele alzarono gli occhi: ed ecco, gli Egiziani marciavano alle loro spalle; ond’ebbero una gran paura, e gridarono all’Eterno. E dissero a Mosè: ‘Mancavan forse sepolture in Egitto, che ci hai menati a morire nel deserto? Perché ci hai fatto quest’azione, di farci uscire dall’Egitto? Non è egli questo che ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare, che serviamo gli Egiziani? Poiché meglio era per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto’. E Mosè disse al popolo: ‘Non temete, state fermi, e mirate la liberazione che l’Eterno compirà oggi per voi; poiché gli Egiziani che avete veduti quest’oggi, non li vedrete mai più in perpetuo. L’Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete queti’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Perché gridi a me? Di’ ai figliuoli d’Israele che si mettano in marcia. E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d’Israele entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti. E quanto a me, ecco, io indurerò il cuore degli Egiziani, ed essi v’entreranno, dietro a loro; ed io trarrò gloria da Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri. E gli Egiziani sapranno che io sono l’Eterno, quando avrò tratto gloria da Faraone, dai suoi carri e dai suoi cavalieri’. Allora l’angelo di Dio, che precedeva il campo d’Israele, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle; e venne a mettersi fra il campo dell’Egitto e il campo d’Israele; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l’un campo non si accostò all’altro per tutta la notte. Or Mosè stese la sua mano sul mare; e l’Eterno fece ritirare il mare mediante un gagliardo vento orientale durato tutta la notte, e ridusse il mare in terra asciutta; e le acque si divisero. E i figliuoli d’Israele entrarono in mezzo al mare sull’asciutto; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. E GLI EGIZIANI LI INSEGUIRONO; E TUTTI I CAVALLI DI FARAONE, I SUOI CARRI E I SUOI CAVALIERI ENTRARONO DIETRO A LORO IN MEZZO AL MARE. E avvenne verso la vigilia del mattino, che l’Eterno, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola, guardò verso il campo degli Egiziani, e lo mise in rotta. E tolse le ruote dei loro carri, e ne rese l’avanzata pesante; in guisa che gli Egiziani dissero: ‘Fuggiamo d’innanzi ad Israele, perché l’Eterno combatte per loro contro gli Egiziani’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Stendi la tua mano sul mare, e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri’. E Mosè stese la sua mano sul mare; e, sul far della mattina, il mare riprese la sua forza; e gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro; E L’ETERNO PRECIPITÒ GLI EGIZIANI IN MEZZO AL MARE. LE ACQUE TORNARONO E COPRIRONO I CARRI, I CAVALIERI, TUTTO L’ESERCITO DI FARAONE CH’ERANO ENTRATI NEL MARE DIETRO AGL’ISRAELITI; E NON NE SCAMPÒ NEPPUR UNO” (Esodo 14:1-28)
E che dire degli abitanti delle città del paese di Canaan? Non furono anch’essi indurati da Dio affinchè Israele li sterminasse in ubbidienza all’ordine di Dio? Ascoltate cosa troviamo scritto nel libro di Giosuè: “Giosuè fece per lungo tempo guerra a tutti quei re. Non ci fu città che facesse pace coi figliuoli d’Israele, eccetto gli Hivvei che abitavano Gabaon; le presero tutte, combattendo; perché L’ETERNO FACEVA SÌ CHE IL LORO CUORE SI OSTINASSE A DAR BATTAGLIA AD ISRAELE, ONDE ISRAELE LI VOTASSE ALLO STERMINIO SENZA CHE CI FOSSE PIETÀ PER LORO, E LI DISTRUGGESSE COME L’ETERNO AVEVA COMANDATO A MOSÉ” (Giosuè 11:19-20). Quindi la ragione per cui non ci fu nessun re di nessuna città nel paese di Canaan che cercò di fare pace con Israele è dovuto al fatto che Dio rese ostinato il loro cuore affinché dichiarassero guerra ad Israele e fossero votati allo sterminio senza pietà e distrutti come Dio aveva detto doversi fare.
Qualcuno allora dirà: ‘Ma questo significa allora che ora sotto la grazia Dio indura i cuori di taluni affinchè non credano in Gesù?’ Sì proprio così, infatti ecco cosa si legge in merito a quei Giudei che rifiutarono di credere in Gesù dopo averlo visto operare tanti miracoli: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? PERCIÒ NON POTEVANO CREDERE, PER LA RAGIONE DETTA ANCORA DA ISAIA: EGLI HA ACCECATO GLI OCCHI LORO E HA INDURATO I LORO CUORI, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:37-40)
Davanti a tutto ciò, noi che abbiamo ottenuto misericordia da Dio ci sentiamo obbligati a ringraziare e lodare Dio per avere voluto farci grazia, secondo che disse Dio a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19).
A Dio sia la gloria in Cristo ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/07/23/dio-indura-chi-vuole-lui/

Ai membri dell’AEI: l’Alleanza Evangelica Mondiale porta alla religione unica mondiale

A settembre 2013 Geoff Tunnicliffe, segretario generale dell’Alleanza Evangelica Mondiale (di cui fa parte anche l’Alleanza Evangelica Italiana), ha partecipato ad una storica conferenza in Giordania, a cui hanno partecipato esponenti della Chiesa Cattolica Romana, della Chiesa Ortodossa e di Chiese Evangeliche (come il ‘pastore’ Rick Warren, che nella prima foto è seduto alla destra di Geoff Tunnicliffe che è il penultimo seduto alla vostra sinistra), come anche alcuni esponenti religiosi e studiosi Mussulmani, per parlare della condizione dei Cristiani nel Medio Oriente (Fonte: http://www.tumblr.com/search/Geoff%20Tunnicliffe)


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Ovviamente questa conferenza fa parte di quel cammino intrapreso da costoro per raggiungere la cosiddetta UNITA’ NELLA DIVERSITA’ con la Chiesa Cattolica Romana e gli Ortodossi, e promuovere la pace nel mondo collaborando con i Mussulmani!!! E ovviamente dietro tutto ciò c’è la Massoneria che si sta servendo di conferenze di questo genere per portare tutte le religioni ad unirsi.

Ecco dunque dove l’AEI vuole portare i suoi membri! Non è abbastanza chiaro? Ma non vi rendete conto che a costoro non interessano affatto le parole dell’apostolo Paolo ai santi: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18)? Ma non avete ancora capito che per costoro gli idolatri e gli eretici sono Cristiani, e i Mussulmani adorano lo stesso Dio che adoriamo noi, per cui dimostrano di non avere alcuna conoscenza e alcun discernimento spirituale? Ma come è possibile che non vi rendete conto che costoro vi portano alla distruzione? Svegliatevi.

Uscite e separatevi dall’AEI quindi, perché il suo programma è quello della Massoneria. Io vi ho avvertiti, non illudetevi e non vi fate sedurre dai loro vani ragionamenti.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggi anche:

L’Alleanza Evangelica Italiana promuove ideali massonici

L’Alleanza Evangelica Italiana collabora con il diavolo: ecco in che maniera

L’Alleanza Evangelica Mondiale si è alleata con ‘papa’ Francesco

Francesco incontra importanti ‘leaders evangelici’

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/06/30/ai-membri-dellaei-lalleanza-evangelica-mondiale-porta-alla-religione-unica-mondiale/

Francesco incontra importanti ‘leaders evangelici’

MASSIMA ATTENZIONE A QUESTA NOTIZIA. Francesco si è incontrato con degli importanti ‘leaders evangelici’ per pianificare l’alleanza tra la Chiesa Cattolica Romana e gli Evangelici, o meglio sancire una «unità nella diversità». L’incontro si è tenuto il 24 giugno 2014 in Vaticano presso il Palazzo Santa Marta. Ecco i nomi di coloro che si sono incontrati con lui: John e Carol Arnott (fondatori di Catch The Fire), Kenneth Copeland (fondatore di KCM Ministries), James Robison (fondatore di Life Outreach Int.), Geoff Tunnicliffe (Capo della Worldwide Evangelical Alliance ossia l’Alleanza Evangelica Mondiale). C’era anche Tony Palmer (Vescovo della Communion Evangelical Episcopal Churches). Nella foto sotto potete riconoscere Kenneth Copeland assieme a Tony Palmer alla destra di Francesco.

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Fonte: http://revivalmag.com/article/unity-diversity#.U6sm413XyxI.facebook ; https://www.facebook.com/161708630551336/photos/a.681190731936454.1073741827.161708630551336/681190775269783/?type=1

Come potete vedere a questo incontro c’era pure il capo dell’Alleanza Evangelica Mondiale e quindi sappiate che l’Alleanza Evangelica Italiana ha stabilito di portare i suoi membri ad unirsi al Vaticano. Chi dunque fa parte dell’AEI ha la conferma di quello che abbiamo già detto, e cioè che l’AEI collabora con il diavolo e non poteva essere altrimenti visto e considerato che l’Alleanza Evangelica Mondiale è nata in un tempio massonico.

Peraltro Geoff Tunnicliffe, il presidente dell’Alleanza Evangelica Mondiale – che ha partecipato all’incontro in Vaticano con Francesco – ha commentato questa foto dicendo: «Che gioia essere con Papa Francesco per alcune ore a discutere argomenti vicini al cuore di Dio» (What a joy to be with Pope Francis for several hours to discuss matters close to God’s own heart – Fonte: https://www.facebook.com/geoff.tunnicliffe).

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Vergognoso e scandaloso.

USCITE E SEPARATEVI DALL’AEI. Guardatevi e ritiratevi da tutti coloro che promuovono questa diabolica alleanza o unità nella diversità.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/06/26/francesco-incontra-predicatori-pentecostali/

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Ecco anche il video messaggio che il cosiddetto ‘papa’ Francesco ha mandato a Kenneth Copeland e alla chiesa che quest’uomo ‘pasce’, con lo scopo di ricercare l’unità :

State in guardia fratelli perchè molto presto vedremo anche in Italia parecchie organizzazioni ‘evangeliche’ rientrare pubblicamente sotto le ali del vaticano, seguendo il cattivo esempio di costoro. Rigettate questa falsa unione che essi ricercano e ammonite tutti coloro che in un modo o in un altro li appoggiano e li incoraggiano. Guardatevi da tutti coloro che definendosi ‘fratelli’ siano degli idolatri : ‘Non abbiate nessun tipo di comunione spirituale con costoro’. State sani.

 

Salvatore Larizza

Cos’è il peccato per molti

Ormai per molti nella pratica il peccato è l’osservanza dei comandamenti di Dio infatti tu pecchi se hai fede in Dio anziché nell’uomo, pecchi se giudichi con giusto giudizio, pecchi se aborrisci il male, pecchi se riprendi le opere infruttuose delle tenebre, pecchi se non ti metti con gli infedeli, pecchi se rinunzi alle mondane concupiscenze, pecchi se indossi il velo quando preghi, pecchi se ti vesti con verecondia e modestia (queste due ultime cose riguardano la donna), e così via, per cui quando ti dicono che Gesù ci ha liberati dal peccato, ti vogliono dire che Gesù ci ha liberati dall’osservanza dei comandamenti che Dio ci ha dato tramite Cristo e gli apostoli!!!! E difatti in mezzo a costoro regna la dissolutezza e il totale disprezzo verso i comandamenti di Dio. Per cui mentre gli apostoli insegnavano che “l’osservanza de’ comandamenti di Dio è tutto” (1 Corinzi 7:19), costoro insegnano o fanno capire che ‘l’osservanza de’ comandamenti di Dio è nulla’. E gente riprovata quanto alla fede. Uscite dal loro mezzo e separatevene.

 

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/06/23/cose-il-peccato-per-molti/

Per la grazia di Dio

grazia-di-DioEro perduto, ma ora sono salvo; avevo la coscienza contaminata dalle opere morte, ma adesso è purificata dal sangue di Gesù Cristo; ero morto, ma ora sono vivo; ero cieco, ma ora ci vedo; ero vestito di vestiti sudici, ora invece sono vestito di vesti bianche; ero infelice, ma ora sono felice; ero povero, ma ora sono ricco; non avevo niente, ma ora ho tutto; camminavo nelle tenebre, ma ora cammino nella luce; ero schiavo del peccato, ma ora sono affrancato; ero sotto la potestà di Satana, ma ora sono sotto la potestà di Dio; ero lontano da Dio, ma ora sono vicino a Dio; ero un nemico di Dio, ma adesso sono un suo amico; ero un figlio d’ira, ma ora sono un figlio di Dio; ero senza speranza, ma ora ho una speranza buona; ero senza Cristo, ma ora Cristo dimora in me; non conoscevo la verità, ma adesso la conosco; ero maledetto, ma ora sono benedetto; avevo paura della morte, ma adesso non ce l’ho più; non sapevo dove stavo andando, adesso invece so dove vado cioè in cielo con il Signore Gesù; ero sulla via che mena nelle fiamme dell’inferno, ma ora sono sulla via che mena nella gloria in cielo.
E tutto questo per la grazia di Dio. Non quindi in virtù di opere giuste che avessi compiute, o per dei miei meriti personali; NO, MA PER LA GRAZIA DI DIO.
Voglio dunque ringraziare Dio in Cristo che ha voluto farmi grazia, secondo che Egli ha detto: “Farò grazia a chi vorrò far grazia” (Esodo 33:19).

 

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/06/09/per-la-grazia-di-dio/

Il vituperio di Cristo è ricchezza maggiore delle ricchezze del mondo

ricchezze-mondoStavo meditando su quello che dice lo scrittore agli Ebrei: “Per fede Mosè, divenuto grande, rifiutò d’esser chiamato figliuolo della figliuola di Faraone, scegliendo piuttosto d’esser maltrattato col popolo di Dio, che di godere per breve tempo i piaceri del peccato; stimando egli il vituperio di Cristo ricchezza maggiore de’ tesori d’Egitto, perché riguardava alla rimunerazione” (Ebrei 11:24-26). In particolare su queste parole ‘stimando egli il vituperio di Cristo ricchezza maggiore de’ tesori d’Egitto’. Avete capito dunque l’alta considerazione che aveva Mosè del vituperio di Cristo? Hai tu dunque la sua stessa considerazione? Stimi l’essere vituperato a cagione di Cristo una enorme ricchezza, maggiore delle ricchezze di questo mondo? O sei tra quegli insensati che pur definendosi Cristiani stimano le ricchezze del mondo ricchezza maggiore del vituperio di Cristo? Per quanto mi riguarda, ho la stessa convinzione che aveva Mosè sul vituperio di Cristo, ma anche quella che aveva l’apostolo Pietro che ci ha detto: “Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi! perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su voi” (1 Pietro 4:14). Sono dunque felice di essere reputato degno di essere vituperato per il nome di Gesù Cristo, il nome che è al disopra d’ogni nome.

 

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2014/05/07/il-vituperio-di-cristo-e-ricchezza-maggiore-delle-ricchezze-del-mondo/