Salvati per fede soltanto o anche per opere?

colomba bianca«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano. Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giacomo 2:14-26)

Tali parole delle Scritture a taluni pare che avvalorino il fatto che si viene salvati non solo per fede, ma anche per mezzo delle opere. Per comprendere bene questi passi, bisogna riuscire a determinare il momento in cui si viene salvati. A tal proposito, ricordiamo le parole di Gesù che ha pronunciato a Nicodemo:

«Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.» (Giovanni 3:5)

Questa nuova nascita di cui parla Gesù avviene quando una persona si ravvede dei propri peccati e chiede a Dio perdono e crede nel sacrificio che ha compiuto Gesù Cristo sulla croce, il quale è morto per portare su di sé le nostre trasgressioni, i nostri peccati. Questa opera di convincimento la compie lo Spirito santo nel cuore dell’uomo, secondo quanto è scritto:

«E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.» (Giovanni 16:8-11)

Nel momento in cui la persona crede, avviene in lui la nuova nascita, la rigenerazione spirituale. Questa rigenerazione, momento in cui si viene perdonati, purificati dai peccati e si viene resi giusti da Dio, avviene per la sola fede in Cristo Gesù, infatti è scritto:

«Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo,» (Tito 3:5)

Ora, siccome vi è una sola salvezza, se prendiamo la salvezza ricevuta dal ladrone sulla croce, e consideriamo che non ha fatto nessuna opera per essere salvato, e si ha riguardo al fatto che il ladrone ha manifestato con la sua bocca di aver creduto, come lo stesso Gesù gli disse: « .. Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso.» (Luca 23:43), comprendiamo che la salvezza solo per fede è completa.

Quindi, il ladrone sulla croce fu salvato per sola fede, senza nessuna opera buona, e questo è confermato da altri passi della Scrittura, come ad esempio queste parole scritte da Paolo:«..poiché noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge.» (Romani 3:28); e ancora: « .. l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, ..» (Galati 2:16); anche agli Efesini Paolo ha confermato le medesime cose: «Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glori;» (Efesini 2:8,9).

Alla luce di quanto abbiamo dimostrato con le Scritture sul ricevere il dono della salvezza per sola fede, ora passiamo ad esaminare il brano sopra riportato all’inizio della epistola di Giacomo.

Prima di tutto è necessario notare che Giacomo chiama “fratelli” coloro a cui rivolge quelle parole; i fratelli di Giacomo erano coloro che erano nati di nuovo, che erano stati rigenerati spiritualmente, che erano stati giustificati e perdonati dei loro falli, secondo quanto lui stesso scrive poco prima nella stessa epistola:

«Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.» (Giacomo 1:18)

Quindi, Giacomo sapeva che i destinatari dell’epistola e, quindi, di quelle parole di esortazione a compiere opere buone, erano rivolte a coloro che erano suoi fratelli in Cristo, rigenerati per lo Spirito santo, salvati mediante la fede in Cristo Gesù.

Detto ciò, comprendiamo di conseguenza che Giacomo non parla in quel passo come se le opere buone avessero un potere rigenerante nello spirito, ma bensì presenta le opere come la naturale conseguenza della salvezza ottenuta per mezzo della fede, infatti dal comportamento che si tiene nella vita si manifesta concretamente la fede in Dio che uno ha nel suo cuore.

Diventa chiaro, dunque, che un uomo che non compie delle opere, o non ha mai avuto la fede, quindi non è mai stato rigenerato dallo Spirito santo, o in quel preciso periodo di tempo non ha più fede, in quanto è privo di opere e senza le opere la fede è morta.

Se la fede è presente nel cuore di un uomo, si deve manifestare obbligatoriamente, non può rimanere nascosta. Se un credente ha fede, deve per forza di cose far seguire ad essa le opere che Dio gli richiede di compiere e gli mette davanti. Una lampada accesa non si mette sotto il letto, né sotto il moggio.

Per concludere, l’uomo viene salvato per fede soltanto, secondo quanto è scritto: «ma il mio giusto vivrà per fede; ..» (Ebrei 10:38), tuttavia a questa fede deve seguire una vita piena di buone opere. Ma non possono esserci delle persone che, anche se sono piene di buone opere e di voglia di fare il bene, ma non sono rigenerate e non sono nate di nuovo, quindi non hanno la fede in loro che lo Spirito mette dentro gli uomini a partire dal momento della nuova nascita, queste non saranno salvate. E non può essere altrimenti, perché la salvezza non dipende da chi vuole, né da chi corre, ma bensì da Dio che fa misericordia a chi vuole, secondo quanto è scritto: «Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.» (Romani 9:16).

Chi non è salvato e i suoi peccati non gli sono stati rimessi per mezzo della fede nel sacrificio di Cristo Gesù sulla croce, deve ravvedersi e credere nell’Evangelo; coloro, invece, che sono già stati salvati e perdonati dai loro peccati, devono compiere tutte le opere che Dio mette davanti a loro, altrimenti la loro fede sarà inutile.

Giuseppe Piredda

Tratto da : http://labuonastrada.wordpress.com/2014/01/17/salvati-per-fede-soltanto-o-anche-per-opere/

CORRIAMO CON PERSEVERANZA, AL FINE DI OTTENERE LA VITA ETERNA

Marathon runners-Finishing lineL’apostolo Paolo ai santi della Galazia scrisse loro queste dure parole di riprensione :

‘Siete voi così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?’ (Galati 3:3) e ancora ‘Talché tu non sei più servo, ma FIGLIUOLO; e se sei figliuolo, sei anche erede per grazia di Dio. In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, voi avete servito a quelli che per natura non sono dèi; MA ORA che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire?’ (Galati 4:7-9) e ancora ‘Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete SCADUTI DALLA GRAZIA. Poiché, quanto a noi, è in ispirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l’incirconcisione hanno valore alcuno; QUEL CHE VALE E’ LA FEDE operante per mezzo dell’amore. Voi CORREVATE BENE; chi vi ha fermati perché non ubbidiate alla verità? Una tal persuasione non viene da Colui che vi chiama. Un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta.’ (Galati 5:4-9)

Quindi c’è stato un tempo in cui i santi della Galazia correvano bene (con la fede nel figliuolo di Dio e quindi con la grazia di Dio), ma successivamente sono stati fermati a motivo della loro incredulità. Avevano dunque cominciato bene (grazia) con lo Spirito, ma volevano ora raggiungere la perfezione con la carne (opere). E per questa ragione l’apostolo Paolo li ammonì severamente. E non solo, ma anche ai santi di Corinto, scrisse loro queste parole : ‘Non sapete voi che coloro i quali corrono nello stadio, CORRONO BEN TUTTI, MA uno solo ottiene il premio? CORRETE in modo da riportarlo.’ (1Corinzi 9:24) Bisogna correre quindi fratelli in un determinato modo per riportare il premio. Non basta dunque iniziare a correre ma bisogna perseverare nella corsa, e l’unico modo per farlo è continuando ad avere la FEDE nel figliuolo di Dio, fino alla fine. Si fratelli perché chi non avrà perseverato nella fede sino alla fine non otterrà punto il premio (la corona incorruttibile). E questo perché noi siamo VINCITORI a motivo della fede preziosa che abbiamo ottenuto in Cristo Gesù, e faremo bene a serbare questa fede tutti i giorni della nostra vita, al fine di rimanere dei vincitori e ottenere cosi il premio. A tal riguardo, non voglio che ignoriate di come gran parte degli Israeliti, quantunque inizialmente bevvero alla roccia che è Cristo, furono eppure successivamente atterrati nel deserto a motivo della loro incredulità; anzi faremo bene a ricordarci che ‘queste cose avvennero loro per servire d’esempio, e sono state scritte per ammonizione di noi, che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi.’ (1Corinzi 10:11) Quindi fratelli cari e amati dal Signore, corriamo in modo CERTO, anzi, trattiamo duramente il nostro corpo e riduciamolo in schiavitù, che talora, dopo aver predicato agli altri, noi stessi non siamo riprovati (cfr. 1Corinzi 9:26-27) e ‘deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l’arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s’è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Poiché, considerate colui che sostenne una tale opposizione dei peccatori contro a sé, onde non abbiate a stancarvi, perdendovi d’animo. (Ebrei 12:1b-3) sapendo che ‘se uno lotta come atleta non è coronato, se non ha lottato secondo le leggi.’ (2Timoteo 2:5)

Altresì togliamo dalla nostra vita alcun vanto in merito alla nostra salvezza; sapendo che Egli, cioè Iddio, ci ha generati di Sua volontà e che Egli stesso ci manterrà in piedi per la Sua forza. Questo perchè Iddio resta SOVRANO sopra ogni cosa e sopra ogni via d’uomo; e noi altresì responsabili delle nostre azioni. Corriamo dunque con perseveranza, ma con la forza e l’aiuto che ci viene, non da noi ma dal Signore.

‘Or a Colui che è potente da preservarvi da ogni caduta e da farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili, con giubilo, all’Iddio unico, Salvator nostro per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potestà, da ogni eternità, ora e per tutti i secoli. Amen.’ (Giuda 24-25)

 

Salvatore Larizza

Il messaggio dell’apostolo Paolo ai peccatori

messaggio-paoloFratelli nel Signore, ecco una riflessione basata su queste parole che l’apostolo Paolo pronunciò davanti al re Agrippa: “Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste visione; ma, prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. Per questo i Giudei, avendomi preso nel tempio, tentavano d’uccidermi” (Atti 26:19-21).

 

Ecco dunque spiegataci da Paolo la ragione per cui i Giudei quando lo presero nel tempio a Gerusalemme tentarono di ucciderlo, non reputandolo degno di continuare a vivere. A motivo del messaggio che Paolo annunciava ai Giudei e ai Gentili che era questo ‘ravvedetevi e convertitevi a Dio, facendo opere degne del ravvedimento’. Questo dunque è un messaggio che non incontra l’approvazione dei peccatori, ma suscita in loro odio e disprezzo verso coloro che lo annunciano.

Ma Paolo non faceva alcun conto della vita, quasi gli fosse cara, pur di ubbidire alla celeste visione che aveva avuto sulla via di Damasco nella quale Gesù gli aveva detto: “… perché per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora, liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati” (Atti 26:16-18).

Dunque, Paolo portava quel messaggio sia ai Giudei che ai Gentili in ubbidienza a queste parole di Gesù, il che ci fa capire che è la volontà di Dio che si annunci ai peccatori questo stesso messaggio dell’apostolo Paolo, affinchè essi si convertano dalle tenebre alla luce, e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano per la fede in Cristo la remissione dei loro peccati. Paolo confermò anche in un altra occasione che il suo messaggio ai peccatori era questo, e precisamente quando parlò agli anziani della Chiesa di Efeso, infatti disse loro: “Voi sapete in qual maniera, dal primo giorno che entrai nell’Asia, io mi son sempre comportato con voi, servendo al Signore con ogni umiltà, e con lacrime, fra le prove venutemi dalle insidie dei Giudei; come io non mi son tratto indietro dall’annunziarvi e dall’insegnarvi in pubblico e per le case, cosa alcuna di quelle che vi fossero utili, scongiurando Giudei e Greci a ravvedersi dinanzi a Dio e a credere nel Signor nostro Gesù Cristo” (Atti 20:18-21).

Che si porti dunque questo stesso messaggio ai peccatori, sia essi Giudei che Gentili. E che nessuno si illuda, pensando che oggi non si possa o non si debba portare questo messaggio per questa o quest’altra ragione, perchè non solo si illude, ma illude pure gli altri e si attira l’ira di Dio perchè invece che ubbidiente si mostra ribelle.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/26/il-messaggio-dellapostolo-paolo-ai-peccatori/

Siamo di Cristo, non del mondo

siamo-di-CristoGesù, nella notte che fu tradito, disse ai Suoi discepoli: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:19), e quando pregò il Padre disse dei suoi discepoli: “Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo” (Giovanni 17:16). Ecco dunque perchè il mondo odia noi discepoli di Cristo: perché non siamo del mondo, in quanto Cristo ci ha scelti di mezzo al mondo affinché fossimo suoi. Già perchè noi siamo di Cristo, come ci dice Paolo: “Voi siete di Cristo” (1 Corinzi 3:23). Nella stessa maniera in cui Cristo non era del mondo (secondo che disse: “io non sono del mondo”), così anche noi non siamo del mondo. Siamo stati dati da Dio a Cristo, affinché Egli ci manifestasse o facesse conoscere il Padre. Talchè noi conosciamo Dio Padre, come ci dice Giovanni: “Figliuoletti, v’ho scritto perché avete conosciuto il Padre” (1 Giovanni 2:14).
Se dunque siamo di Cristo e non del mondo, come possiamo amare il mondo o conformarci al mondo o allearci con il mondo o diventare suoi amici senza renderci colpevoli di tradimento nei confronti di Cristo? Se infatti noi gli apparteniamo e gli stiamo stati fidanzati e quindi dobbiamo presentarci a Cristo come una casta vergine, come possiamo come Chiesa pensare di fare una cosa gradita allo sposo amando il mondo, conformandoci ad esso, alleandoci con esso o diventando suoi amici? Ecco perchè Dio ci ha ordinato di non amare il mondo (1 Giovanni 2:15), di non conformarci al mondo (Romani 12:2), di non allearci con il mondo (2 Corinzi 6:14), e quindi messo in guardia dal diventare amici del mondo (Giacomo 4:4).
Ci sono però in mezzo alle Chiese tanti pastori che insegnano o fanno capire che una volta che si diventa Cristiani si può tranquillamente amare il mondo, conformarsi al mondo, allearsi con il mondo e quindi diventare amici del mondo. E così facendo hanno portato tanti a diventare nemici di Dio. Costoro nutrono un forte disprezzo verso gli apostoli e i loro sani insegnamenti, disprezzo che però sanno abilmente mascherare. Sono dei ribelli, dei cianciatori, dei seduttori di menti, a cui bisogna turare la bocca.
Fratelli nel Signore, guardatevi e ritiratevi da tutti coloro che con le loro parole e le loro opere vi vogliono trascinare in una maniera o nell’altra a diventare amici del mondo. Sappiate che non vi amano ma vi odiano, perchè vogliono farvi diventare nemici di Dio, in quanto “l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio” per cui chi “vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). Non fatevi ingannare dalle loro dolci parole, dai loro sorrisi, dalle loro pacche sulle spalle, perchè nel loro cuore c’è odio nei vostri confronti, La Scrittura infatti afferma: “Chi odia, parla con dissimulazione; ma, dentro, cova la frode. Quando parla con voce graziosa, non te ne fidare, perché ha sette abominazioni in cuore. L’odio suo si nasconde sotto la finzione, ma la sua malvagità si rivelerà nell’assemblea” (Proverbi 26:24-26). Dunque, l’odio di costoro si nasconde sotto la finzione, ma a suo tempo esso si rivela nel cospetto di tutti, perchè esso è nel loro cuore, e “l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca” (Luca 6:45), e difatti abbiamo già visto come questo loro odio verso la verità e coloro che amano la verità, si manifesti pubblicamente. E non potrebbe essere altrimenti, perchè nel cuore di costoro non può dimorare l’amore di Dio in quanto sono amanti del mondo, secondo che è scritto: “Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/18/siamo-di-cristo-non-del-mondo/

Ricordati ….

deserto-israele-blog“Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha tratto di là con mano potente e con braccio steso…” (Deuteronomio 5:15), ordinò il Signore al suo popolo. Anche noi dunque faremo bene a ricordare che eravamo schiavi del peccato ma Cristo Gesù ci ha liberati dai nostri peccati con il Suo sangue.

“Ricordati di tutto il cammino che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha fatto fare questi quarant’anni nel deserto …. ” (Deuteronomio 8:2). Ecco un’altra cosa di cui doveva ricordarsi Israele per ordine di Dio. Anche noi dunque faremo bene a ricordarci del cammino che Dio ci ha fatto fare fino ad oggi: dei suoi giudizi che ci ha inflitto nella Sua fedeltà per renderci partecipi della Sua santità, delle afflizioni attraverso le quali ci ha fatto passare per provare la nostra fede, delle Sue tante consolazioni che ci ha elargito affinché noi potessimo consolare quelli che si trovano nell’afflizione, del Suo aiuto che ci ha dato in ogni nostra distretta, delle battaglie che Egli ha combattuto per noi facendoci giustizia, e di qualsiasi altro suo beneficio. Sì perchè Dio ci ha fatto del bene, soltanto del bene. Per cui ognuno di noi deve dire assieme al Salmista: “Io canterò all’Eterno perché m’ha fatto del bene” (Salmo 13:5).

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/29/ricordati/

CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO STATO DI GRAZIA, E DELL’ EVENTUALE POSSIBILITA’ DI SCADERE DA ESSO

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza

FRATELLI SANTI, ELETTI, VI SCRIVO QUESTE COSE AFFINCHE’ NON ISCADIATE DALLA VOSTRA FERMEZZA IN CRISTO

SCADERE FERMEZZA IN CRISTOL’apostolo Pietro non ha forse detto agli ELETTI che si trovavano nella dispersione del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia (cfr. 1Pietro 1:1-2) queste parole : ‘Nessun di VOI patisca come omicida, o ladro, o malfattore, o come ingerentesi nei fatti altrui; ma se uno patisce come Cristiano, non se ne vergogni, ma glorifichi Iddio portando questo nome. Poiché è giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla CASA DI DIO; e se comincia prima da NOI, qual sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al Vangelo di Dio? E se il GIUSTO è appena salvato, dove comparirà l’empio e il peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino le anime loro al fedel Creatore, facendo il bene.’ (1Pietro 4:15-19)? E nella sua seconda epistola, dopo aver loro parlato dei falsi dottori che sarebbero sorti nel loro mezzo, i quali una volta erano stati riscattati dal Signore ma che lo avevano rinnegato, e che quindi erano scaduti dalla loro fermezza in Cristo, e che anch’essi erano fuggiti una volta dalle contaminazioni del mondo proprio come loro (cfr. 2Pietro 1:4 – 2Pietro 2:20), ma che poi si sono lasciati nuovamente avviluppare da quelle e vincere; non ha forse detto a coloro che avevano ‘ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo’ (cfr. 2Pietro 1:1) queste parole : ‘Voi dunque, diletti, SAPENDO QUESTE COSE INNANZI, STATE IN GUARDIA, che talora, TRASCINATI ANCHE VOI dall’errore degli scellerati, NON ISCADIATE DALLA VOSTRA FERMEZZA; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.’ (2Pietro 3:17-18)?

Perciò, fratelli, vie più studiamoci di render SICURA, FERMA la nostra vocazione ed elezione in Cristo con la nostra perseveranza (cfr. 2Pietro 1:10). Stiamo in guardia dunque a non farci trascinare dall’errore degli scellerati, e a non iscadere dalla nostra fermezza in Cristo; perché sappiate che questa possibilità ESISTE E SI AVVERA : I FALSI DOTTORI DI CUI L’APOSTOLO PIETRO CI HA PARLATO INNANZI NE SONO UN ESEMPIO. Nessuno si illuda.

Salvatore Larizza