Siamo di Cristo, non del mondo

siamo-di-CristoGesù, nella notte che fu tradito, disse ai Suoi discepoli: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:19), e quando pregò il Padre disse dei suoi discepoli: “Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo” (Giovanni 17:16). Ecco dunque perchè il mondo odia noi discepoli di Cristo: perché non siamo del mondo, in quanto Cristo ci ha scelti di mezzo al mondo affinché fossimo suoi. Già perchè noi siamo di Cristo, come ci dice Paolo: “Voi siete di Cristo” (1 Corinzi 3:23). Nella stessa maniera in cui Cristo non era del mondo (secondo che disse: “io non sono del mondo”), così anche noi non siamo del mondo. Siamo stati dati da Dio a Cristo, affinché Egli ci manifestasse o facesse conoscere il Padre. Talchè noi conosciamo Dio Padre, come ci dice Giovanni: “Figliuoletti, v’ho scritto perché avete conosciuto il Padre” (1 Giovanni 2:14).
Se dunque siamo di Cristo e non del mondo, come possiamo amare il mondo o conformarci al mondo o allearci con il mondo o diventare suoi amici senza renderci colpevoli di tradimento nei confronti di Cristo? Se infatti noi gli apparteniamo e gli stiamo stati fidanzati e quindi dobbiamo presentarci a Cristo come una casta vergine, come possiamo come Chiesa pensare di fare una cosa gradita allo sposo amando il mondo, conformandoci ad esso, alleandoci con esso o diventando suoi amici? Ecco perchè Dio ci ha ordinato di non amare il mondo (1 Giovanni 2:15), di non conformarci al mondo (Romani 12:2), di non allearci con il mondo (2 Corinzi 6:14), e quindi messo in guardia dal diventare amici del mondo (Giacomo 4:4).
Ci sono però in mezzo alle Chiese tanti pastori che insegnano o fanno capire che una volta che si diventa Cristiani si può tranquillamente amare il mondo, conformarsi al mondo, allearsi con il mondo e quindi diventare amici del mondo. E così facendo hanno portato tanti a diventare nemici di Dio. Costoro nutrono un forte disprezzo verso gli apostoli e i loro sani insegnamenti, disprezzo che però sanno abilmente mascherare. Sono dei ribelli, dei cianciatori, dei seduttori di menti, a cui bisogna turare la bocca.
Fratelli nel Signore, guardatevi e ritiratevi da tutti coloro che con le loro parole e le loro opere vi vogliono trascinare in una maniera o nell’altra a diventare amici del mondo. Sappiate che non vi amano ma vi odiano, perchè vogliono farvi diventare nemici di Dio, in quanto “l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio” per cui chi “vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). Non fatevi ingannare dalle loro dolci parole, dai loro sorrisi, dalle loro pacche sulle spalle, perchè nel loro cuore c’è odio nei vostri confronti, La Scrittura infatti afferma: “Chi odia, parla con dissimulazione; ma, dentro, cova la frode. Quando parla con voce graziosa, non te ne fidare, perché ha sette abominazioni in cuore. L’odio suo si nasconde sotto la finzione, ma la sua malvagità si rivelerà nell’assemblea” (Proverbi 26:24-26). Dunque, l’odio di costoro si nasconde sotto la finzione, ma a suo tempo esso si rivela nel cospetto di tutti, perchè esso è nel loro cuore, e “l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca” (Luca 6:45), e difatti abbiamo già visto come questo loro odio verso la verità e coloro che amano la verità, si manifesti pubblicamente. E non potrebbe essere altrimenti, perchè nel cuore di costoro non può dimorare l’amore di Dio in quanto sono amanti del mondo, secondo che è scritto: “Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/18/siamo-di-cristo-non-del-mondo/

Ricordati ….

deserto-israele-blog“Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha tratto di là con mano potente e con braccio steso…” (Deuteronomio 5:15), ordinò il Signore al suo popolo. Anche noi dunque faremo bene a ricordare che eravamo schiavi del peccato ma Cristo Gesù ci ha liberati dai nostri peccati con il Suo sangue.

“Ricordati di tutto il cammino che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha fatto fare questi quarant’anni nel deserto …. ” (Deuteronomio 8:2). Ecco un’altra cosa di cui doveva ricordarsi Israele per ordine di Dio. Anche noi dunque faremo bene a ricordarci del cammino che Dio ci ha fatto fare fino ad oggi: dei suoi giudizi che ci ha inflitto nella Sua fedeltà per renderci partecipi della Sua santità, delle afflizioni attraverso le quali ci ha fatto passare per provare la nostra fede, delle Sue tante consolazioni che ci ha elargito affinché noi potessimo consolare quelli che si trovano nell’afflizione, del Suo aiuto che ci ha dato in ogni nostra distretta, delle battaglie che Egli ha combattuto per noi facendoci giustizia, e di qualsiasi altro suo beneficio. Sì perchè Dio ci ha fatto del bene, soltanto del bene. Per cui ognuno di noi deve dire assieme al Salmista: “Io canterò all’Eterno perché m’ha fatto del bene” (Salmo 13:5).

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/11/29/ricordati/

CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO STATO DI GRAZIA, E DELL’ EVENTUALE POSSIBILITA’ DI SCADERE DA ESSO

SALVEZZA E TIMOREFratelli, l’apostolo Paolo non era forse consapevole del fatto che Dio lo avesse SCELTO e appartato per l’evangelo fin dal seno di sua madre e che fosse stato da Lui chiamato (cfr. Galati 1:15-16)? E non era forse consapevole del fatto che egli ricevette misericordia da parte di Dio (cfr. 1Timoteo 1:12-14)? Si che lo era, le Scritture ce lo attestano. Ma le Scritture ci attestano altresì che l’apostolo Paolo, benchè avesse piena certezza di tutto ciò, disse pure a Timoteo queste parole : ‘se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà’ (2Timoteo 2:13). Ora, se l’apostolo Paolo non credeva affatto che questa possibilità di rinnegare il Signore potesse giammai avverarsi nella sua vita, perchè l’ha scritto? Perchè ha scritto a Timoteo quelle parole includendosi anche lui in questa eventuale possibilità? Se egli non credeva affatto che potesse accadergli mai una simile cosa, voi pensate che la sua esortazione avrebbe avuto un senso? E Timoteo quando ricevette queste sue parole, cosa pensò? Forse che Paolo era fuori di senno? Oh, no fratelli, Timoteo ha ben compreso quelle parole di Paolo, perché anche lui era ben consapevole, come Paolo, che una simile cosa poteva avverarsi anche nella loro vita. Ora, dico io a coloro che continuano ad affermare che non è affatto possibile che una persona, che sia stata salvata veramente dal Signore, non possa mai arrivare a rinnegare il Signore e ad essere cosi da Lui rinnegato; dico, ma non avrebbe dovuto dire Paolo a Timoteo : ‘chi lo rinnegherà, sarà da Lui rinnegato’? O meglio ancora, non avrebbe dovuto dire ‘chi lo rinnegherà e perchè non l’ha mai conosciuto’? O ancora ‘noi non è possibile che lo rinnegheremo, ma sappi che ci saranno coloro che lo faranno’? Non pensate voi che se l’apostolo Paolo, non avesse creduto veramente che ci potesse essere questa possibilità, avrebbe di conseguenza parlato diversamente? E lo stesso discorso vale anche per lo scrittore agli Ebrei quando dice ‘se pecchiamo volontariamente’ (cfr. Ebrei 10:26). Riflettete fratelli, ma voi pensate che una persona, consapevole della propria elezione in Cristo e quindi del proprio stato di grazia, e altresi consapevole che non sia possibile mai scadere da quello stato; avrebbe giammai parlato in questa maniera? E ora, mi rivolgo a voi che state leggendo, e che siete tra coloro che avete sperimentato la grazia di Dio e che siete persuasi che il vostro nome sia scritto nei cieli : ‘Se oggi voi doveste scrivere delle epistole ai santi, scrivereste loro le medesime parole che scrissero allora gli apostoli, includendovi anche VOI, come fecero loro, in questa eventuale possibilità di ‘rinnegare il Signore’ o di ‘peccare volontariamente’, dopo averlo conosciuto VERAMENTE?’ Prima di rispondere, vi ricordo che l’apostolo Paolo scrisse ai santi di Corinto queste parole : ‘Ma siccome abbiam lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo, e perciò anche parliamo’ (2Corinzi 4:13); quindi sappiate che l’apostolo Paolo non parlava affatto tanto per dire; ma ciò che Egli diceva, per iscritto o a voce, LO CREDEVA!

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Salvatore Larizza

FRATELLI SANTI, ELETTI, VI SCRIVO QUESTE COSE AFFINCHE’ NON ISCADIATE DALLA VOSTRA FERMEZZA IN CRISTO

SCADERE FERMEZZA IN CRISTOL’apostolo Pietro non ha forse detto agli ELETTI che si trovavano nella dispersione del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell’Asia e della Bitinia (cfr. 1Pietro 1:1-2) queste parole : ‘Nessun di VOI patisca come omicida, o ladro, o malfattore, o come ingerentesi nei fatti altrui; ma se uno patisce come Cristiano, non se ne vergogni, ma glorifichi Iddio portando questo nome. Poiché è giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla CASA DI DIO; e se comincia prima da NOI, qual sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al Vangelo di Dio? E se il GIUSTO è appena salvato, dove comparirà l’empio e il peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino le anime loro al fedel Creatore, facendo il bene.’ (1Pietro 4:15-19)? E nella sua seconda epistola, dopo aver loro parlato dei falsi dottori che sarebbero sorti nel loro mezzo, i quali una volta erano stati riscattati dal Signore ma che lo avevano rinnegato, e che quindi erano scaduti dalla loro fermezza in Cristo, e che anch’essi erano fuggiti una volta dalle contaminazioni del mondo proprio come loro (cfr. 2Pietro 1:4 – 2Pietro 2:20), ma che poi si sono lasciati nuovamente avviluppare da quelle e vincere; non ha forse detto a coloro che avevano ‘ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo’ (cfr. 2Pietro 1:1) queste parole : ‘Voi dunque, diletti, SAPENDO QUESTE COSE INNANZI, STATE IN GUARDIA, che talora, TRASCINATI ANCHE VOI dall’errore degli scellerati, NON ISCADIATE DALLA VOSTRA FERMEZZA; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.’ (2Pietro 3:17-18)?

Perciò, fratelli, vie più studiamoci di render SICURA, FERMA la nostra vocazione ed elezione in Cristo con la nostra perseveranza (cfr. 2Pietro 1:10). Stiamo in guardia dunque a non farci trascinare dall’errore degli scellerati, e a non iscadere dalla nostra fermezza in Cristo; perché sappiate che questa possibilità ESISTE E SI AVVERA : I FALSI DOTTORI DI CUI L’APOSTOLO PIETRO CI HA PARLATO INNANZI NE SONO UN ESEMPIO. Nessuno si illuda.

Salvatore Larizza

Il solido fondamento di Dio

fondamento-dioL’apostolo Paolo, dopo avere parlato di alcuni che si erano sviati dalla verità, afferma: “Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: ‘Il Signore conosce quelli che son suoi’, e: ‘Ritraggasi dall’iniquità chiunque nomina il nome del Signore’ ” (2 Timoteo 2:19).
Dunque, nonostante ci siano coloro che si sviano dalla verità e cominciano ad insegnare cose storte e perverse sovvertendo la fede di alcuni, ciò non va a scuotere o sovvertire il fondamento di Dio che invece rimane fermo, portando questo sigillo ‘Il Signore conosce quelli che son suoi’, e: ‘Ritraggasi dall’iniquità chiunque nomina il nome del Signore’.
Il Signore infatti conosce le sue pecore: non disse forse Gesù: “Io sono il buon pastore, e conosco le mie ….” (Giovanni 10:14)? E il Signore comanda a coloro che nominano il Suo nome santo di dipartirsi da ogni forma di iniquità, perchè Egli è santo e comanda ai Suoi di santificarsi, secondo che dice il Signore: “Siate santi, perché io son santo” (1 Pietro 1:16). Ecco perchè gli apostoli del Signore si santificavano ed esortavano in svariate maniere le Chiese a santificarsi.

 

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/10/07/il-solido-fondamento-di-dio/

Nomi scritti nel libro della vita e nomi che verranno cancellati

Cielo e SoleElezione del popolo di Israele
‘E l’Eterno disse a Mosè: ‘Quando sarai tornato in Egitto, avrai cura di fare dinanzi a Faraone tutti i prodigi che t’ho dato potere di compiere; ma io gl’indurerò il cuore, ed egli non lascerà partire il popolo. E tu dirai a Faraone: Così dice l’Eterno: Israele è il mio figliuolo, il mio primogenito; e io ti dico: Lascia andare il mio figliuolo, affinché mi serva; e se tu ricusi di lasciarlo andare, ecco, io ucciderò il tuo figliuolo, il tuo primogenito’.’ (Esodo 4:21-23)

‘Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. L’Eterno ha riposto in voi la sua affezione e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, ché anzi siete meno numerosi d’ogni altro popolo; ma perché l’Eterno vi ama, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, l’Eterno vi ha tratti fuori con mano potente e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, dalla mano di Faraone, re d’Egitto.’ (Deuteronomio 7:6-8)

‘Ecco, all’Eterno, al tuo Dio, appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto quanto essa contiene; ma soltanto ne’ tuoi padri l’Eterno pose affezione, e li amò; e, dopo loro, fra tutti i popoli, scelse la loro progenie, cioè voi, come oggi si vede.’ (Deuteronomio 10:14-15)

‘Poiché egli si ricordò della sua parola santa e d’Abrahamo, suo servitore; e trasse fuori il suo popolo con allegrezza, i suoi eletti con giubilo.’ (Salmi 105:42-43)

Riprovazione da parte di Dio di alcuni del popolo di Israele (Popolo eletto e amato, e nel quale Egli aveva posto la Sua affezione)

Parole di Dio sotto la legge


‘I figliuoli di Levi eseguirono l’ordine di Mosè, e in quel giorno caddero circa tremila uomini. Or Mosè avea detto: ‘Consacratevi oggi all’Eterno, anzi ciascuno si consacri a prezzo del proprio figliuolo e del proprio fratello, onde l’Eterno v’impartisca una benedizione’. L’indomani Mosè disse al popolo: ‘Voi avete commesso un gran peccato; ma ora io salirò all’Eterno; forse otterrò che il vostro peccato vi sia perdonato’. Mosè dunque tornò all’Eterno e disse: ‘Ahimè, questo popolo ha commesso un gran peccato, e s’è fatto un dio d’oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!’ E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!’ (Esodo 32:28-33)

Parole dello Spirito Santo (per bocca di Davide) :

Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti.’ (Salmi 69:28)

Ora, alcuni si chiederanno se questa possibilità sia stata in qualche modo confermata anche sotto la Grazia. La risposta è SI.

Parole del Figliuolo di Dio sotto la Grazia :

Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli. Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.’ (Apocalisse 3:5-6)

Difatti per coloro che vengono cancellati dal libro della vita, e che dunque commettono il ‘peccato che mena a morte’, non sarà più possibile da capo rinnovarli a ravvedimento perchè crocifiggono per conto loro il Signore una seconda volta. La Scrittura parla di nomi di uomini (e non quelli di tutti gli uomini cfr. Apocalisse 13:8) scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo e parla anche che alcuni di questi nomi verranno cancellati, ma non parla affatto di nomi che verranno riscritti. Non è possibile dunque che il loro nome, dopo essere stato cancellato da Dio, venga riscritto fra i giusti.  Anzi, sarebbe stato meglio per loro non aver mai conosciuto la via della giustizia che dopo averla conosciuta voltare le spalle al comandamento che gli era stato dato; rinnegando cosi il Signore che li aveva riscattati. La loro condizione ultima sarà peggiore della prima. E questo perchè è scritto : ‘il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce.’ (Ebrei 10:38). Dunque lo stesso giusto che vive per la sua fede o che sussite per la sua fede (cfr. Romani 11:20) SE si trae indietro (quindi se smette di credere diventando un incredulo) l’anima di Dio non lo gradisce; perchè ricordatevi fratelli che senza la fede non si può piacere a Dio, non si può essere a Lui graditi (cfr. Ebrei 11:6).

Vi suscita timore questa dottrina? A me, si, e tanto pure! Considerate dunque la benignità di Dio ma anche la sua severità! Abbiate piena certezza della vita eterna misto a un santo timore!

Dunque fratelli continuate a credere fermamente nel Signore, e cosi facendo vivrete a cagione della vostra fede e sarete dichiarati giusti nel Suo cospetto, ma sappiate altresi che se vi trarrete indietro e smetterete di credere in Lui diventerete degli ingiusti e non erediterete affatto il regno di Dio.  Nessuno si illuda.

‘Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti,  né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.’ (1Corinzi 6:9-10) 

Salvatore Larizza

Non consultate l’oroscopo, è un inganno del diavolo

astrologia-oroscopo-02L’astrologia sostiene che il carattere dell’uomo nei suoi vari aspetti, la sua salute e il suo destino dipendono dall’aspetto che aveva il cielo quando è nato, in altre parole dalla posizione che avevano le stelle e i pianeti nel momento della sua nascita. Questa posizione viene indicata con il termine ‘oroscopo di nascita’; per cui quando qualcuno va a farsi fare l’oroscopo di nascita gli viene fatto sapere dall’astrologo qual’era l’aspetto del cielo all’atto della sua nascita con le relative e preordinate fortune e sfortune che da esso – secondo loro – dipendono. Quando invece la persona si va a far fare ‘l’oroscopo orario’, l’astrologo basandosi sull’aspetto che aveva il cielo al momento in cui il cliente gli dice essere sorto il problema dopo avere messo assieme tanti dati e fatti i necessari collegamenti tra di essi (che sono molto complicati), gli dice quale sarà l’esito e gli dà la soluzione del problema. Naturalmente gli astrologi non interpretano l’aspetto del cielo nella stessa maniera, per cui l’oroscopo di nascita fatto da uno è diverso da quello fatto da un’altro sulla stessa persona; la stessa cosa va detta dell’oroscopo orario e questo perchè ognuno ha il suo metodo di interpretare il cielo!
L’astrologia praticamente afferma che il destino dell’uomo è influenzato direttamente dalla posizione delle stelle e dei pianeti; ecco una citazione astrologica a tale proposito: ‘Anno, giorno, ora della vostra nascita decidono assolutamente sull’avvenire dei vostri progetti, dei vostri sforzi, delle vostre speranze; tutti gli esperti in materia sono concordi su tale punto. Secoli di studi provano che le predizioni fatte su basi esatte sono d’un’esattezza sconcertante’. Detto in altre parole, sono i pianeti e le stelle a decidere il nostro destino; quello che faremo, quello che saremo, dove andremo dipende totalmente dagli astri perché essi sono i padroni della nostra vita; quindi gli astrologi credono nella predestinazione, ma in una predestinazione astrale. Ma l’astrologia pretende pure di risolvere i problemi delle persone; ecco delle eloquenti dichiarazioni che lo confermano: ‘Quali che siano i vostri problemi – amore, denaro, matrimonio, professione, salute, vocazione, educazione dei figli, alloggio, posizione, ingaggio, ricerca d’impiego, operazioni di borsa – qualsiasi problema in breve, della vita quotidiana, l’astrologia scientifica può risolverlo e condurvi ad una felice soluzione’; ‘Se vi preoccupa seriamente una questione, notate l’ora o il minuto in cui il problema s’è posto, per la prima volta, a voi: fate l’oroscopo ed ogni dubbio sarò tolto all’istante. Cinque minuti, e si saprà infallibilmente se la cosa riuscirà o no; se è prudente o no, d’accettare l’offerta fattavi’!
Le sopra citate dichiarazioni significano che l’astrologia può tutto e sa tutto; di essa ci si può fidare a occhi chiusi perché costituisce una sicurezza infatti predice con estrema certezza il destino dell’uomo e per qualsiasi problema che venga a crearsi nella vita è in grado di risolverlo e dare una risposta sicura che fa svanire ogni dubbio ad ogni interrogativo che l’uomo può porsi a riguardo delle cose della vita; e come riesce a fare tutto questo? Mettendosi a fare delle misurazioni sulla volta celeste, e dando specifiche interpretazioni alla posizione delle stelle e dei pianeti. Ma tutto ciò è falso, è un impostura generata dal diavolo, una trappola.
Alla luce delle sacre Scritture infatti le stelle, il sole, la luna, e i pianeti non possono in nessuna maniera influire sul carattere e sul destino dell’uomo e delle nazioni. Non importa quale sia la loro posizione in determinati momenti essi non possono in nessuna maniera fissare il carattere e il destino degli individui. La Scrittura insegna che il sole, la luna, le stelle, e i pianeti sono stati creati da Dio (cfr. Is. 40:26; Sal. 148:3-6), ma nello stesso tempo essa ci mette in guardia dal metterci a pensare che osservando la loro posizione si possa stabilire il futuro. Ecco come essa si esprime: “Tu sei stanca di tutte le tue consultazioni; si levino dunque quelli che misurano il cielo, che osservano le stelle, che fanno pronostici ad ogni novilunio, e ti salvino dalle cose che ti piomberanno addosso! Ecco, essi sono come stoppia; il fuoco li consuma…” (Is. 47:13,14). Le cose sono molto chiare; cercare di leggere il futuro nostro o quello degli altri nel cielo è una follia, una vanità. Comunque nel cielo che sta sopra di noi si possono ‘leggere’ molte cose; per esempio vi si può ‘leggere’ la infinita potenza di Dio, la sua perfezione, la sua immensa sapienza, la sua bontà, la sua fedeltà, la sua giustizia. In altre parole, guardando queste opere di Dio che stanno sospese nel nulla sopra il nostro capo e meditando su di esse noi vediamo le perfezioni invisibili del Creatore (cfr. Rom. 1:18-21). Ma allora se il futuro dell’uomo e delle nazioni non si può leggere nel cielo dove lo si può leggere? Nella Scrittura, in essa infatti troviamo scritto che cosa aspetta il giusto e l’empio sia mentre sono in vita che dopo morti (per il giusto leggi Is. 3:10; Sal. 23 e 112; Is. 57:1,2; Ap. 6:9; per l’empio Is. 3:11; Sal. 32:10; 9:17; Luca 16:22-31), e troviamo scritto che cosa avverrà alle nazioni negli ultimi giorni (cfr. Ap. cap. 17-20; Matt. 24:7,8; Luca 21:10,11). Naturalmente in questo caso mi riferisco al futuro in termini generali, perché per conoscere un evento particolare che si verificherà nella vita di un individuo (la nascita di un figlio, la morte di qualcuno, ecc.) o in una nazione (un terremoto, una carestia, una pestilenza, una guerra) in tempi più o meno brevi è necessario ricevere da Dio una rivelazione, ossia una parola di sapienza (cfr. Luca 1:13-17; Atti 5:9; 1 Re 14:7-12; Atti 21:10,11; Atti 11:27,28). Il futuro degli uomini è già stato fissato da Dio: è lui che guida sia il singolo che le nazioni intere nella direzione da lui voluta per adempiere i suoi meravigliosi disegni. E questo anche se l’uomo non comprende come Egli faccia, come sia possibile che in mezzo a tanta confusione che esiste su questo pianeta Egli riesca a fare sì che il suo piano sia verso il singolo che verso le nazioni intere sussista.
Alcuni passi ora che mostrano che è da Dio che dipendono le vie del singolo e perciò di tutti gli uomini che sono sulla faccia della terra: “Da lui dipendono chi erra e chi fa errare” (Giob. 12:16); “I passi dell’uomo li dirige l’Eterno; come può quindi l’uomo capir la propria via?” (Prov. 20:24); “Il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Prov. 21:1); “Il cuor dell’uomo medita la sua via, ma l’Eterno dirige i suoi passi” (Prov. 16:9); “O Eterno, io so che la via dell’uomo non è in suo potere, e che non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Ger. 10:23); “..non hai glorificato l’Iddio che ha nella sua mano il tuo soffio vitale, e da cui dipendono tutte le tue vie” (Dan. 5:23). Vi esorto ad andarvi a leggere in particolare la storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe, e la storia di Gesù di Nazareth, per vedere come Dio guida i passi sia dei giusti che dei malvagi per adempiere i suoi disegni. O profondità della sapienza e della conoscenza di Dio. Quanto incomprensibili sono le sue vie!
Come si può ben vedere, quindi il destino dell’uomo è Dio a deciderlo e non l’anno, il mese, il giorno e l’ora della nascita della persona come invece affermano gli astrologi. Se fosse il tempo della nascita a stabilire il destino dell’uomo allora si dovrebbe dedurre che delle persone nate nello stesso anno, mese e giorno avranno lo stesso destino; ma le cose non stanno affatto così perché i fatti lo dimostrano chiaramente, difatti ci sono persone nella stessa nazione o nella stessa città nate lo stesso giorno ma che nella vita hanno avuto un destino totalmente diverso l’uno dall’altro. Niente di nuovo sotto il sole perché anche Esaù e Giacobbe nacquero lo stesso giorno ma nella vita ebbero un destino diverso l’un dall’altro; già nell’occupazione terrena si contraddistinsero secondo che è scritto: “I due fanciulli crebbero, ed Esaù divenne un esperto cacciatore, un uomo di campagna, e Giacobbe un uomo tranquillo, che se ne stava nelle tende” (Genesi 25:27); e poi anche i fatti della loro vita furono completamente diversi, basta solo pensare alla lunga permanenza di Giacobbe in Mesopotamia, per rendersi conto di questo, e soprattutto al fatto che Giacobbe che era il secondogenito acquistò il diritto di primogenitura da Esaù quando questi glielo vendette e per questo Esaù divenne suo servitore. Quest’ultimo fatto (vale a dire che Esaù sarebbe diventato servitore di Giacobbe) fu espressamente rivelato da Dio a Rebecca prima che i bambini nascessero.
Ancora oggi Dio ha predestinato delle persone nate nello stesso anno, nello stesso mese, giorno ed ora, a svolgere dei ruoli differenti in questo mondo; l’uno sarà un capo di stato o un’autorità nazionale o locale, l’altro sarà un profeta nella casa di Dio, l’altro un pastore, l’altro un’apostolo, un’altro ancora sarà un ingegnere, l’altro un muratore e così via. Gli astrologi dunque ingannano loro stessi e le persone quando pretendono di predire in base all’aspetto del cielo il destino dell’uomo perché esso è già segnato da Dio e non si legge affatto nel cielo, cioè sugli astri celesti, perché esso è scritto nei libri celesti che Dio solo conosce. Quelli sono i libri che bisognerebbe consultare per sapere prima che la persona nasca quale sarà il suo destino; qui per destino ci limitiamo a intendere l’occupazione terrena, (ministro del Vangelo, operaio, banchiere, muratore, industriale, autorità pubblica ecc.) che adempirà per decreto di Dio, e non i libri degli astrologi che contengono menzogne a non finire; ma i libri celesti non sono accessibili. In taluni casi Dio però può pure fare sapere innanzi l’occupazione di una persona; e quando lo fa, la sua predizione si adempie. Ma rimane il fatto che l’aspetto del cielo alla nascita non influisce in nulla su tutto ciò.
Gli astrologi affermano che gli astri decidono anche il carattere e la salute e l’aspetto esteriore che gli uomini avranno durante la loro vita terrena; è superfluo che io mi dilunghi a confutare quest’altra diavoleria. Mi limito a dire che anche in questi casi Dio regna incontrastato sugli uomini e che gli astri non decidono proprio nulla.
Adesso esaminiamo ‘l’oroscopo orario’ che pretende di potere guidare la persona a prendere la giusta decisione nelle cose della vita e di dare la soluzione di un problema sorto all’improvviso di cui la persona vuole sapere l’esito; anche in questo caso gli astrologi si affidano agli astri per rispondere ai quesiti delle persone. Ci limitiamo a dire che sia il comporta¬mento degli astrologi che quello di coloro che li vanno a consultare quando sono incerti sulla decisione da prendere o si trovano nei problemi è una follia; per il semplice fatto che la posizione degli astri non può in nessuna maniera suggerire la decisione giusta da prendere o influire sulla soluzione del problema, di qualsiasi genere esso sia.
Solo Dio ci può dire quale è la decisione giusta da prendere quando siamo incerti su qualche cosa; e questo egli lo fa ogni qual volta dobbiamo prendere delle decisioni, secondo che è scritto: “Guiderà i mansueti nella giustizia, insegnerà ai mansueti la sua via… Chi è l’uomo che tema l’Eterno? Ei gl’insegnerà la via che deve scegliere” (Salmo 25:9,12).
Anche nel caso ci si trovi nel bisogno materiale di qualche cosa; di salute fisica, di denaro, di una casa, di una moglie, di figli, di una macchina, e di qualsiasi altra cosa, rivolgersi agli astrologi costituisce una follia perché gli astri non possono proprio fare nulla in nostro favore; v’è una persona che può risolvere i problemi, ed è Dio. Ed è a Lui che noi siamo chiamati a rivolgerci nei nostri problemi, che preferiamo chiamare di¬strette. Dice Dio infatti: “Invocami nel giorno della distretta: e io te ne trarrò fuori” (Salmo 50:15); ed ancora: “Invocami, e io ti risponderò, e t’annunzierò cose grandi e impenetrabili, che tu non conosci” (Geremia 33:3).
Sei malato e vuoi la salute? Chiedila a Dio, lui è colui che ti guarisce da ogni infermità. Hai bisogno di una moglie? rivolgiti a Dio. Hai ricevuto la lettera di sfratto e ti vedi già in mezzo alla strada senza sapere dove andare? Rivolgiti a Dio. Hai bisogno di denaro e non sai come fare? Rivolgiti a Dio, lui supplisce pure a questo tipo di bisogno. Forse sei disoccupato e non vedi via di sbocco nel posto dove abiti? Rivolgiti a Dio; lui dai suoi tesori fa uscire fuori pure il lavoro per chi ne ha bisogno. Forse vorresti dei figli ma tua moglie non te ne può dare perché è sterile? O uomo, non ti preoccupare; rivolgiti anche in questo caso a Dio, perché i figli li dà lui.
E che dirò ancora? il tempo verrebbe meno se mi mettessi a dire tutti gli altri bisogni della vita in cui ci si deve rivolgere a Dio sapendo che Lui può supplire ad essi.
Ma veniamo a quelle situazioni in cui uno ha bisogno di sapere come comportarsi giustamente: hai bisogno di sapere come educare i tuoi figli? Leggi la Parola di Dio; essa te lo dirà. Hai bisogno di sapere come ti devi comportare con tua moglie? Leggi la Parola di Dio ed essa ti dirà anche questo. Hai bisogno di sapere come ti devi comportare con il tuo padrone o col collega di lavoro che ti tratta male? Leggi la Parola di Dio ed essa te lo dirà. Vuoi sapere come adoperare saggiamente il denaro che guadagni? Leggi la Parola e vedrai che essa ti guiderà pure in questo, ed eviterai tanti sperperi. La Parola di Dio è “una lampada splendente in luogo oscuro” (2 Pietro 1:19), ed una lampada al nostro piede e una luce sul nostro sentiero (cfr. Salmo 119:105); seguire i suoi comandamenti è imperativo per vedere buoni giorni e prendere piacere nella vita.
Il nostro discorso si è voluto centrare sull’avere piena fiducia in Dio e pregarlo, e consultare la sua Parola scritta perché è questa la via maestra da seguire nella nostra vita in ogni distretta. Ribadiamo anche per esperienza che chi si attiene a questa via vedrà la potente mano di Dio assisterlo e benedirlo e constaterà come solo Dio ha il potere di mutare le circostanze della sua vita in suo favore, e la saggezza per guidarlo rettamente in ogni situazione difficile della sua vita.
Va da sè, fratelli, quindi che noi non ci dobbiamo affidare all’astrologia. Schivate l’oroscopo sapendo che esso porta l’uomo lontano dalla fede in Dio e riprovatelo facendo uso delle Scritture: l’oroscopo è un inganno del diavolo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto da : http://giacintobutindaro.org/2013/10/01/non-consultate-loroscopo-e-un-inganno-del-diavolo/